Carnevale storico di Verrès. La saga di Caterina, la contessa ribelle

Evento dal 22/02/2020 al 25/02/2020
Carnevale storico di Verrès: una “chanson de geste” tra battaglie, complotti e amori, sospesi tra passato e presente.

La piazza è gremita. Il vociare si mescola al rullìo dei tamburi e al suono dei pifferi. Bandiere e stendardi dai colori vivaci ondeggiano sulla piazza. Eleganti dame e prodi cavalieri provenienti da ogni terra del contado si assiepano e si accalcano in fremente attesa.

Poi, all’improvviso, il silenzio. In cima alla scalinata il Gran Ciambellano prende la parola e, con voce tonante, inizia ad elencare i nomi dei nobili invitati a prendere parte al grande evento.

VALLE D'AOSTA-Carnevale Verrès (foto archivio Turismo)

VALLE D’AOSTA-Carnevale Verrès (foto archivio Turismo)

Ma in che epoca siamo? Nelle giornate del Carnevale, a Verrès, storico borgo della bassa Valle d’Aosta, passato e presente si fondono e si confondono per dare vita alla storica rievocazione di un episodio realmente accaduto. Protagonista è lei, Caterina, contessa di Challant. Una donna talmente battagliera, coraggiosa e anticonformista da essere addirittura accusata di stregoneria! Ma andiamo con ordine…

LA FORTEZZA DI IBLETO

Poderoso, massiccio, severo. Roccia sulla roccia il castello di Verrès domina dall’alto il borgo medievale, sorto, già secoli prima, lungo il tracciato della via romana delle GallieUna fortezza monoblocco, dal carattere indiscutibilmente maschile e militare. Come il suo creatore del resto: Ebalo, detto Ibleto, di Challant, che tale aspetto le diede sul finire del XIV secolo.

Ibleto e il suo castello; così simili da rispecchiarsi reciprocamente. Ibleto: “di statura grande et grosso, ben fatto”. Ibleto “gran cavagliere et generale…feroce d’animo, però benigno”. Queste le parole con cui ne delinea il profilo lo storico Vigilio Vescovi nel 1639.

VALLE D'AOSTA-Castello di Verrès (foto Pietro Celesia)

VALLE D’AOSTA-Castello di Verrès (foto Pietro Celesia)

Un possente guscio di roccia. Un’armatura fatta castello. Mura spesse quasi 3 metri in un vero e proprio trionfo di pietra grigio-verde valdostana. Un rincorrersi vorticoso di archi rampanti, scale, architravi a chiglia o di foggia moresca; un susseguirsi di camini immensi e raffinate finestre.

Un Medioevo fiabesco ed esotico che, a tratti potrà persino suggerire l’atmosfera di una fortezza crociata in Terra Santa!

LA BATTAGLIA DI CATERINA

Da Ibleto a Francesco, primo conte di Challant, che ereditò il castello nel 1409.

Da Francesco a…Caterina e Margherita. Sì, perché Francesco contravvenne all’ordine di rimettere i suoi beni in mano sabauda qualora non avesse avuto eredi maschi e designò eredi le sue figlie.

Caterina, forte del testamento del padre, noncurante dei bandi e degli editti comprò dalla sorella, più fragile e timorosa, parte dei beni; citata a comparire in giudizio, la contessa non si presentò.

Una donna “fuori tempo”: audace, moderna, ribelle. Appoggiata dal marito Pierre Sarriod, signore di Introd, Caterina ingaggiò una strenua lotta contro il cugino Giacomo di Challant, a sua volta supportato dal duca di Savoia e dal resto dell’invidioso parentado.

Caterina cercò anche l’appoggio del popolo; perciò, il 31 maggio, festa della Trinità, scese a Verrès con Pierre d’Introd e 50 dei loro uomini armati; i conti, dopo aver pranzato dal Reverendo Pietro di Chissè, Prevosto della collegiata di Verrès, si resero protagonisti di un gesto inaudito, inconcepibile per l’epoca!

In quel 31 maggio del 1449, la giovane contessa scese tra la gente, la “sua” gente, a ballare e fare festa. Un gesto sconvolgente, mai visto prima: una dama che balla coi popolani!

Un episodio che viene ricordato ogni anno, in occasione del suggestivo Carnevale storico di Verrès, al grido di “Vive Introd e Madame de Challant! Vive, vive, vive!.

Caterina era così: coraggiosa e indomita. Purtroppo non riuscì a veder riconosciuti i suoi diritti, ma nel castello di Verrès, sua roccaforte, ancora adesso c’è un po’ di lei.

 

UN CARNEVALE TRA BORGO E CASTELLO

 

Dal 1949, anno di fondazione del Comitato del Carnevale storico di Verrès, siamo giunti all’edizione 2020: dal 22 al 25 febbraio, 4 giorni di festa, sfilate, musiche e rievocazioni tra cui la particolare “Partita a scacchi”, tratta dall’omonima opera del drammaturgo piemontese Giuseppe Giacosa.

La sera del lunedì grasso, solitamente dedicata alla Cena di gala nel salone d’onore del castello, Caterina e Pierre recitano in veste teatrale la “leggenda drammatica” narrata da Giacosa.

La scacchi” è quella giocata in un castello trecentesco tra il bel paggio Fernando e Iolanda, figlia del nobile Renato, abilissima in questo gioco, ma all’oscuro della scommessa stretta tra suo padre e Fernando. Se vincerà il paggio, lei gli andrà in sposa, ma se perderà, verrà condannato a morte.

Come andrà a finire?

Carnevale storico di Verrès: per vivere l’emozione di una “chanson de geste” tra battaglie, complotti e amori, sospesi tra passato e presente.

 

Stella Bertarione)


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