Jules Brocherel, collezionista e viaggiatore


Il Museo dell’Artigianato Valdostano di tradizione dedica il 2017 a Jules Brocherel, collezionista e fine conoscitore dell’arte popolare valdostana

Dopo anni di lavoro con Palazzo Madama, la collezione di Jules Brocherel è finalmente tornata in Valle d’Aosta. Il MAV – Museo dell’Artigianato Valdostano di tradizione, le dedica ampio spazio e, con un progetto culturale lungo un anno, fa conoscere al grande pubblico un illustre personaggio che con i suoi viaggi, i suoi studi, la sua collezione e il suo amore per l’artigianato, ha salvaguardato e valorizzato l’arte popolare valdostana.

 

Jules Brocherel

Da sempre conosciuto come Jules, anche se il suo vero nome era Alexis Julien, lo studioso Jules Brocherel (Courmayeur, 24 novembre 1871 — Aosta, 1 gennaio 1954) si distinse nel panorama intellettuale valdostano per la molteplicità e l’eterogeneità degli interessi, scanditi dall’obiettivo di divulgare i valori culturali della Valle d’Aosta.

Nel primo dopoguerra, l’attività di Brocherel fu condizionata dal progresso industriale, che segnò un profondo scompenso tra gli ambienti rurale e urbano. L’intento di salvaguardare la sfera delle tradizioni popolari, e allo stesso tempo di guardare all’evoluzione, si concretizzò, nel 1919, nella pubblicazione mensile della rivista «Augusta Praetoria», fondata con un gruppo di intellettuali valdostani. Le tematiche affrontate dalla rivista concernerono aspetti di urgente attualità, connessi allo sviluppo e al progresso del territorio valdostano.

Nello stesso periodo, la politica di rivalutazione dell’arte popolare spinse Brocherel ad approcciarsi all’etnografia e a indagarne i molteplici aspetti, sino a proporre la creazione di un museo valdostano. In questa prospettiva, a partire dagli anni ’20, Brocherel ricercò e collezionò oggetti di arte popolare valdostana, alcuni dei quali, sfumata la possibilità di realizzare un museo valdostano, furono venduti al Museo Civico di Arte Antica di Torino, allora in costituzione.

All’inizio degli anni ’30, si giunse all’accordo di transizione. Più di quattrocento pezzi di arte popolare ed ecclesiastica valdostana giunsero a Torino nel 1932, per dare impulso alla sezione folklorica del Museo. Qualche anno dopo, nel 1936, ebbe luogo ad Aosta l’esposizione Arte Popolare Valdostana, di cui Brocherel redasse il catalogo in qualità di curatore, fornendo al pubblico indicazioni circa la provenienza e l’uso dei manufatti esposti. L’esposizione segnò l’apice dell’attività di Brocherel nella ricerca etnografica.

Nei suoi ultimi anni, Brocherel fu impegnato nella realizzazione della Biblioteca Regionale. La vita dedita agli studi, alle ricerche e alle pubblicazioni, infatti, gli aveva offerto la possibilità di costituire una sua biblioteca personale, la «Biblioteca Augustana», che Brocherel mise a disposizione degli studenti universitari. Come per la sua raccolta di arte popolare, anche la Biblioteca è allestita nell’ottica di una destinazione pubblica, che si concretizzò nel 1951 con l’inaugurazione di quella che divenne poi l’attuale Biblioteca Regionale, con la confluenza della Biblioteca Civica e della «Biblioteca Augustana» di Brocherel in un unico, grande organismo pubblico.

Jules Brocherel si spense improvvisamente ad Aosta, a seguito di un attacco cardiaco, il primo gennaio 1954.

 

Il progetto Brocherel del MAV

Il nuovo progetto culturale del MAV – Museo dell’Artigianato Valdostano di tradizione sulla figura di Brocherel abbraccia tutti gli ambiti di lavoro del museo: ricerca, patrimonio, didattica, mostre temporanee. In occasione dell’inaugurazione della nuova stagione di apertura del MAV, prevista per il 1° aprile 2017, lo spazio espositivo si mostrerà al pubblico rinnovato con l’esposizione nelle teche di oltre 200 manufatti provenienti dalla collezione Brocherel. La raccolta comprende culle, conocchie, scatole e astucci, pizzi, suppellettili domestici e religiosi, grolle, attrezzi per il lavoro agricolo e per la lavorazione del latte, statuette, nonché i prodotti di quell’artigianato domestico che costituiva parte integrante dell’economia rurale di una regione alpina come la Valle d’Aosta.

Dal 1936, ad eccezione delle due esposizioni di cui si è parlato in precedenza, i materiali erano rimasti in gran parte nei depositi, e solo dal 2014 è iniziata l’opera di esposizione della collezione. L’esposizione della collezione Brocherel nella quasi interezza è perciò un evento culturale di grande importanza, che segna il ritorno in Valle d’Aosta della più ricca e preziosa raccolta di manufatti legati alle tradizioni della regione.

Con il progetto del 2017, il Museo dell’Artigianato Valdostano di tradizione valorizza tutti gli aspetti della poliedrica figura di Brocherel, e ne rende fruibile l’intera collezione, che entra a far parte dell’allestimento permanente di un museo di lo stesso Brocherel era stato precursore e sostenitore ante litteram.

Anche il progetto didattico annuale che il MAV dedica alle famiglie sarà ispirato al collezionista-viaggiatore Brocherel, e condurrà i bambini a scoprire la Valle d’Aosta e le sue peculiarità artigianali attraverso i laboratori manuali e creativi che contraddistinguono la didattica del museo.

 

 

MAV – Museo dell’Artigianato Valdostano di tradizione

Fraz. Chez Sapin, 86 – 11020 Fénis– Valle d’Aosta
Tel. +39 0165 763912
museo@lartisana.vda.it
www.lartisana.vda.it

(mc)


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