In mostra la Valle d’Aosta di Rocco Schiavone


Il vice-questore Rocco Schiavone ritorna ad Aosta. 35 scatti di Daniele Mantione ci raccontano il set di questa amata crime story firmata Rai2.

Guardando con crescente passione le puntate della serie Tv andate in onda a novembre 2016 tutti abbiamo imparato a conoscere ed amare il ruvido vice-questore Rocco Schiavone. Romano fin nel midollo, cinico, saccente, sarcastico, trasferito ad Aosta per punizione, Schiavone non ama queste montagne, questo clima, questa città. Certo, negli occhi, ma soprattutto nel cuore ha la “sua” Roma, fatta di sole, fiori e colori. Ma in particolare fatta di ricordi e dello struggente, sventurato amore della sua vita, la moglie Marina.

Atmosfere noir, inganni, enigmi, ambiguità. Omicidi travestiti da suicidi, tradimenti, traffici illegali, vendette. Tutto questo parrebbe non poter esistere in questa apparentemente tranquilla cittadina incastonata tra le Alpi, eppure… Rocco Schiavone, burbero, spigoloso e disincantato, riuscirà a svelare insospettabili intrighi ed oscuri malaffari, a risolvere spietati e sanguinosi delitti.

In attesa di nuovi ed ancor più coinvolgenti episodi, una visita alla bella mostra fotografica di Daniele Mantione, aperta nelle sale dell’Hotel des Etats di Aosta fino al 12 marzo, ci porterà sul set di questa avvincente crime story valdostana. Dalle piste da sci macchiate di sangue fino al suggestivo Teatro romano di Aosta dove Schiavone si isolava per incontrare nei suoi pensieri l’adorata moglie Marina, questi 35 scatti ci faranno assaporare l’ atmosfera e le emozioni del backstage.

Ma non c’è frenesia in queste istantanee; sono attimi sospesi, sono momenti rubati in cui l‘inconfondibile volto dell’attore Marco Giallini fa quasi da fil rouge in questa insolita visita ai luoghi di Schiavone: dal palazzo dell’immaginaria Rue de Piave (in realtà “passaggio Trieste” di palazzo Ansermin) dove il vice-questore abita, agli scorci di località protagoniste dei suoi casi, fino al vecchio cimitero di Sant’Orso e all’immancabile tavolo del Caffé Nazionale affacciato su piazza Chanoux.

Possiamo dire che con Schiavone la Valle d’Aosta non è più solo una cartolina; amare pennellate di duro realismo si mescolano ad un romanticismo struggente fatto di mezze luci, di toni soffusi, di nevicate gelide e di piogge scroscianti, ma anche di solitarie passeggiate lungo il fiume.

Uno spunto in più per concedersi una visita della città diversa dal solito sulle tracce di Rocco Schiavone.

 

(Stella Bertarione)

 

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