Pericolo valanghe: il grado di pericolo 3-marcato


Uno sguardo sui gradi di pericolo valanghe: il pericolo 3-marcatoIl Vallone di Entrelor

La scala unificata europea del pericolo valanghe

Prima in Europa c’erano diverse scale di pericolo con classificazioni non comparabili: in breve l’anarchia! Dal 1993 tutti i servizi valanghe europei parlano la “stessa lingua”, seguendo la Scala Unificata Europea del pericolo valanghe che suddivide il grado di pericolo da 1-debole a 5-molto forte.

Grado di pericolo 3-marcato: considerazioni generali

Oggi analizziamo il grado di pericolo più difficile da interpretare il grado 3-marcato che statisticamente troviamo, in Valle d’Aosta, per circa il 40% delle giornate invernali, ma in alcune stagioni nelle zone dell’alta valle si arriva anche al 60%.

Qual è la stabilità del manto nevoso con grado di pericolo 3-marcato? Secondo la definizione ufficiale, il manto nevoso presenta un consolidamento da moderato a debole su molti pendii ripidi.

Cosa vuol dire “consolidamento”?

E’ un termine tecnico utilizzato in nivologia. La scala del pericolo prevede che il manto nevoso possa essere ben consolidato, moderatamente consolidato e debolmente consolidato. Il consolidamento varia in funzione della quantità e qualità dei legami tra i cristalli e tra gli strati che compongono il manto nevoso, valutando in particolare eventuali strati deboli.

Grado di pericolo 3-marcato: il nocciolo della questione

Il grado di pericolo 3-marcato indica una situazione già critica. E’ però importante capire che il solo numero 3-marcato non dice nulla perché con questo grado di pericolo non si descrive una sola e ben definita situazione, ma alcune situazioni, in parte assai diverse, che si trovano tra i gradi 2-moderato e 4-forte.

Il bollettino valanghe descrive i gradi di pericolo utilizzando la scala di pericolo europea; è importante ricordare che la scala di pericolo non ha un andamento lineare. In realtà il potenziale di pericolo raddoppia da un grado all’altro, con una progressione geometrica. Bisogna quindi tenere conto che il potenziale di pericolo, per il grado 3-marcato, è molto ampio e quindi dobbiamo stimare se ci troviamo nella zona più bassa o in quella più alta, perché nel secondo caso il margine di manovra è nettamente più ridotto.

Grado di pericolo 3-marcato: le situazioni principali

Vediamo le situazioni principali per cui il grado di pericolo indicato nel bollettino valanghe sale a 3-marcato (indicazioni tratte da pubblicazioni dell’Istituto federale svizzero per lo studio della neve e delle valanghe):

1 – a causa della nuova neve fresca

Da un lato la neve fresca rappresenta un carico supplementare per il sottostante manto nevoso e, dall’altro, provoca la formazione di un nuovo strato. Durante la nevicata, e di norma sino ai 3 giorni successivi, spesso la neve fresca non riesce a legarsi sufficientemente con la superficie del manto di neve vecchia.

Si arriva almeno al grado di pericolo 3-marcato se è stata raggiunta la “quantità critica di neve fresca“, ovvero:

  • - da 10 a 20 cm in condizioni sfavorevoli
  • - da 20 a 30 cm in condizioni medie
  • - da 30 a 60 cm in condizioni favorevoli

Quali sono queste condizioni favorevoli/sfavorevoli?

Condizioni favorevoli:

  • - vento debole
  • - temperature dolci (intorno a 0°C)
  • - pioggia iniziale, poi neve
  • - superficie del manto nevoso di neve vecchia molto irregolare

Condizioni sfavorevoli:

  • - vento forte
  • - basse temperature (-8°C o più freddo)
  • - superficie sfavorevole (brina di superficie, croste da rigelo, superficie liscia, ecc.)

2 – a causa degli accumuli da vento

Quando la neve viene trasportata dal vento, si forma la cosiddetta neve fresca ventata. Può essere trasportata sia la neve fresca sia quella vecchia a debole coesione. La neve ventata, che può quindi formarsi anche con tempo soleggiato, è sempre coesa e quindi ci sono dei potenziali lastroni (cosa sono i lastroni ? Se non ti ricordi, ne abbiamo parlato qui).

I nuovi accumuli di neve ventata possono di norma staccarsi facilmente, ma non sono sempre facili da individuare. Esperienza e buona visibilità: grazie ad esse è spesso possibile evitare gli accumuli di neve ventata.

Quali sono i punti pericolosi per gli accumuli da vento?

  • - sono estremamente variabili su piccola scala
  • - sono le zone sottovento (conche, cambi di pendenza…)
  • - sono più diffusi in quota e in prossimità delle creste

Gli accumuli da vento sono riconoscibili da:

  • - tracce lasciate dal vento, come i sastrugi
  • - frequenti campanelli di allarme: rumori di “whoom”, fessure, distacchi a distanza e valanghe recenti di neve a lastroni

3 – a causa del rialzo delle temperature

Le infiltrazioni di acqua possono velocemente indebolire il manto nevoso, anche se di norma la situazione di pericolo migliora dopo poche ore. Per le infiltrazioni di acqua sono determinanti due processi:

  • - il rialzo termico diurno e la forte irradiazione solare tipica della primavera causano il disgelo superficiale e quindi l’infiltrazione di acqua nel manto nevoso.
  • - la pioggia causa l’infiltrazione di grandi quantitativi d’acqua in un breve lasso di tempo: da un lato il manto nevoso viene umidificato e riscaldato, dall’altro l’acqua piovana esercita un carico supplementare.

In una situazione di neve bagnata le caratteristiche temporali e territoriali del pericolo possono variare moltissimo. In caso di pericolo di valanghe bagnate due condizioni sono particolarmente importanti:

  • - verificare se la notte è stata serena, in modo da permettere alla superficie del manto nevoso di rigelare ed essere portante. In questo caso, al mattino le condizioni sono generalmente favorevoli. Dopo una notte nuvolosa o in caso di pioggia (= rigelo mediocre o assente), spesso il pericolo sussiste già al mattino.
  • - tabella di marcia: bisogna partire al mattino presto e tornare per tempo.

Grado di pericolo 3-marcato: valanghe provocate

La descrizione tecnica del grado di pericolo 3-marcato recita: “Il distacco è possibile con un debole sovraccarico (quindi anche al passaggio di un solo escursionista/sciatore) soprattutto sui pendii ripidi (ovvero i pendii con inclinazione superiore ai 30 gradi circa) indicati nel bollettino”.

E’ possibile provocare dei distacchi di valanghe a distanza. Per esempio sto percorrendo un tratto in piano ma con il mio passaggio posso già provocare il distacco di una valanga a lastroni dal pendio soprastante. E quindi nelle mie valutazioni devo prendere in considerazione tutti i pendii attorno a me e non solamente,  come con il grado di pericolo 2-moderato,  una piccola porzione con un raggio di circa 20-30 m dal punto in cui mi trovo.

Con il grado di pericolo 3-marcato le possibilità per le gite sciistiche/escursionistiche sono limitate ed è richiesta una grande capacità di valutazione locale.

Perché è richiesta una buona capacità di valutazione locale del pericolo? Con queste condizioni di pericolo, le escursioni richiedono un’esperienza e una conoscenza della neve e delle valanghe sufficiente per scegliere un percorso ottimale, sfruttando tutte le possibilità offerte dal terreno (es.: preferire dossi alle vallette). Se si scelgono dei giri ad anello, con traversate di vette, la discesa non dovrebbe essere più ripida della salita. L’ideale sarebbe sciare prudentemente lungo la traccia di salita, rinunciando alle varianti di discesa più ripide (anche quelle più brevi). Osservando queste restrizioni, un distacco è poco probabile.

Grado di pericolo 3-marcato: valanghe spontanee o naturali

Con questo grado di pericolo in alcune situazioni sono possibili valanghe spontanee di media grandezza e, talvolta, anche grandi valanghe. Le valanghe spontanee, in seguito al distacco, possono percorrere tutto il pendio, raggiungere delle dimensioni importanti e addirittura raggiungere i pianori sottostanti.

Valanghe spontanee dai pendii estremamente ripidi e numerosi rumori di assestamento (i classici “whoom”) sono le caratteristiche di questo grado di pericolo. Tuttavia esiste una forma rara, più insidiosa, senza alcun segnale di allarme come quelli appena descritti.

Esempio del pericolo 3-marcato: situazione tipica del grado

Date un’occhiata alle foto della gallery in fondo all’articolo: vedrete una serie di foto scattate durante una gita all’Entrelor, meta classica dello scialpinismo nel Parco Nazionale del Gran Paradiso in val di Rhêmes. Le foto descrivono una situazione particolare che identifica bene un grado 3-marcato “bello tosto”. Con queste condizioni riscontrate in quel periodo (inizio marzo 2014 – vedi il relativo bollettino valanghe) bisogna prendere alcune precauzioni: è consigliabile scegliere delle gite classiche già frequentate durante tutta la stagione (meno probabile la formazione di lastroni o comunque meno estesi), cercando di evitare i pendii molto o estremamente ripidi (la maggior parte dei lastroni presenti in zona si sono staccati naturalmente dai pendii sopra i 35°) o quantomeno scegliere quelli più piccolini e non molto estesi (l’eventuale valanga potrà avere conseguenze meno gravi). Attenzione inoltre ai pendii laterali che sovrastano il percorso e attenzione in quota ai lastroni soffici in formazione a causa del vento.

Riassumendo, le foto evidenziano una condizione generale dove è molto più facile del solito provocare il distacco di una valanga, soprattutto sui pendii più ripidi di 35°; inoltre se viene provocato il distacco di una valanga ci saranno buone possibilità che questo distacco sia grande e esteso.  Insomma, le condizioni riscontrate fanno capire che bisogna adottare un atteggiamento “conservativo” ovvero prudenziale aspettando momenti più favorevoli per eventuali gite più impegnative e “selvagge”.

Dove consultare il Bollettino neve e valanghe della Regione Valle d’Aosta

Potete consultare il Bollettino neve e valanghe della Valle d’Aosta (realizzato dall’Ufficio neve e valanghe regionale in collaborazione con Fondazione Montagna Sicura) sui siti web www.regione.vda.it; www.fondms.org; www.aineva.it.

Dove consultare i Bollettini neve e valanghe europei

Potete consultare i bollettini neve e valanghe europei dal sito degli European Avalanche Warning Services.

Articoli precedenti

Pericolo valanghe: il grado di pericolo 1-debole

Pericolo valanghe: il grado di pericolo 2-moderato

Prossimamente

Nei prossimi post vedremo gli altri gradi di pericolo valanghe.

Testo e fotografie di Stefano Pivot – Ufficio neve e valanghe Valle d’Aosta

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