Il Bollettino neve e valanghe, come si fa


Il Bollettino neve e valanghe della Valle d'Aosta: istruzioni per l'uso – Parte IV

Nel primo dei post dedicati al Bollettino neve e valanghe, strumento utile per pianificare le vostre escursioni e attività in ambiente innevato, abbiamo visto a cosa serve, come è nato e come si è evoluto il Bollettino neve e valanghe.

Nel secondo e nel terzo post della serie, ci siamo addentrati in contenuti e struttura del Bollettino neve e valanghe della Valle d’Aosta e abbiamo affrontato alcuni concetti chiave e suggerimenti per interpretarlo al meglio e per aiutarvi a fare vostre le informazioni che contiene, sia per pianificare l’escursione, sia per valutare il pericolo valanghe sul posto, durante l’escursione stessa.

Oggi, invece, vi vogliamo raccontare quali sono gli ingredienti con cui un previsore valanghe arriva a fare un buon Bollettino.

 

Per fare un buon Bollettino neve e valanghe servono…

Premesso che, come avrete ormai capito, la previsione del pericolo valanghe non è una scienza esatta, il Bollettino neve e valanghe è frutto dell’elaborazione di tanti elementi, la cui valutazione, ponderata in modo differente caso per caso, porta alla definizione del grado di pericolo su scala regionale (le 4 macro-aree del Bollettino) o di singola valle (21 sotto-zone) che è il massimo dettaglio a cui, con i dati disponibili, riusciamo a scendere.

Gli ingredienti principali del Bollettino neve e valanghe della Valle d’Aosta sono dunque:

-          l’andamento dei dati nivometeorologici (neve/temperature/vento, etc) durante tutta la stagione (a proposito! Ecco qui un utile link alla pagina del Centro Funzionale da cui potete accedere ai dati delle principali stazioni automatiche presenti sul territorio valdostano);

-          le stratigrafie della neve (per conoscere e seguire nel tempo l’evoluzione della struttura del manto nevoso);

-          test di stabilità (per capire la propensione al distacco di un manto nevoso con una certa struttura);

-          l’attività valanghiva osservata, spontanea o provocata (con debole o forte sovraccarico), tra cui anche le attività di bonifica per la messa in sicurezza dei principali comprensori sciistici valdostani;

-          ogni tipo di osservazione effettuata sul campo durante i rilievi in campo o le gite scialpinistiche.

Il tutto viene condito da un pizzico di esperienza e di conoscenza del territorio del previsore valanghe che elabora i dati e voilà: il Bollettino è servito!

Vista la complessità della ricetta, oltre a mettere in gioco tutto il nostro impegno e la nostra passione, per la raccolta di dati ed informazioni ci affidiamo ad una nutrita schiera di persone che vivono e lavorano sul territorio valdostano:

-          rilevatori privati;

-          personale della CVA (in servizio presso le dighe);

-          personale del Corpo Forestale Valdostano;

-          personale della Guardia di Finanza Soccorso Alpino;

-          personale degli impianti sciistici;

-          ultimo, ma non meno importante: un gruppo selezionato di guide alpine a cui, proprio per la loro formazione, esperienza e indubbia professionalità tecnica, affidiamo la realizzazione di rilievi itineranti, avvalendoci della loro capacità di valutazione delle condizioni e lasciando loro libera scelta dell’itinerario da intraprendere (anche il non affrontare un itinerario diventa così un’informazione importantissima!!)

Si chiude così la serie di articoli dedicati alla lettura e conoscenza del Bollettino neve e valanghe. Nel nostro prossimo articolo, che sarà a conclusione della stagione nevosa, vi racconteremo cosa succede d’estate all’Ufficio neve e valanghe.

(autore: Elisabetta Ceaglio – Fondazione montagna sicura/Ufficio neve e valanghe Valle d’Aosta)

 

Dove consultare il Bollettino neve e valanghe

Potete consultare il Bollettino neve e valanghe della Valle d’Aosta (realizzato dall’Ufficio neve e valanghe regionale con Fondazione Montagna Sicura) sui siti web www.regione.vda.it; www.fondms.org; www.aineva.it, oppure ascoltando il Bollettino su risponditore telefonico telefonando al numero 0165 77.63.000165 77.63.00.

 

Letture di approfondimento

Per saperne di più, potete consultare anche la bibliografia essenziale in materia di neve e valanghe:

AINEVA, 1997 – Codice meteonivometrico. Trento. 20 pp.

AINEVA, 2012 – La Neve. Trento. 40 pp.

AINEVA, 2012 – Le Valanghe. Trento. 48 pp.

AINEVA, 2012 – I Bollettini Valanghe: Guida all’interpretazione. AINEVA. Trento. 20 pp.

CAGNATI A., 2003 – Strumenti di misura e metodi di osservazione nivometeorologici: manuale per i rilevatori dei Servizi di previsione valanghe. Associazione Interregionale Neve e Valanghe. Trento. 133 pp.

FIERZ C., ARMSTRONG R.L., DURAND Y., ETCHEVERS P., GREENE E., McCLUNG D.M., NISHIMURA K., SATYAWALI P.K., SOKRATOV S.A., 2009. The International Classification for Seasonal Snow on the Ground. IHP-VII Technical Documents in Hidrology N°83, IACS Contribution N°1, UNESCO IHP, Paris.

KAPPENBERGER G., KERKMANN J., 1997 – Il tempo in montagna: manuale di meteorologia alpina. AINEVA. Zanichelli Editore. Bologna. 255 pp.

MAIR R., NAIRZ P., 2012. Valanga. – Riconoscere le 10 più importanti situazioni tipo di pericolo valanghe. Athesia Ed., 215 pp.

McCLUNG D., SCHAERER P., 1996 – Manuale delle valanghe (edizione italiana di The Avalanche Handbook a cura di Giovanni Peretti). Zanichelli Editore. Bologna. 248 pp.

MERCALLI L., CAT BERRO D., MONTUSCHI S., CASTELLANO C., RATTI M., DI NAPOLI G., MORTARA G., GUINDANI N., 2003 – Atlante climatico della Valle d’Aosta. Regione Autonoma Valle d’Aosta con il patrocinio della Società Meteorologica Italiana. Torino. 405 pp.

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