TOR DI VEUN: Giro del Vino… a “tappi” – 11ª puntata – I vignerons e il loro mondo


Lo Triolet nella terra dei Papi

11°° tappo del  Tor di Veun dei Vignerons: Lo Triolet

23 anni fa credo che Marco Martin difficilmente avrebbe ipotizzato ciò che oggi rappresenta Lo Triolet nel panorama vitivinicolo valdostano ma ancor più nazionale ed internazionale.

Introd, il paese dei papi (qui sono venuti in vacanza S. Giovanni Paolo II e S.S. Benedetto XVI) all’imbocco delle valli del Gran Paradiso è il luogo dove Marco Martin e la sua famiglia abita. un balcone sulla valle centrale dove quasi per scommessa iniziò tutto.

Incontriamo Marco mentre è indaffarato nelle incombenze di cantina e di ristrutturazione e promettiamo di rubargli proprio pochi istanti.

Marco, in breve come è nata la tua azienda?

“Da tecnico in viticoltura presso l’Amministrazione Regionale ad appassionato coltivatore dei vigneti della mia famiglia, il passo è stato breve. La viticoltura valdostana inizi anni 90 era in fase di grande fermento, ed io avevo voglia di provare qualcosa di diverso. Innanzitutto la scelta dei vitigni e tra questi il Pinot Gris, quello che in fondo sarebbe poi diventato il mio fiore all’occhiello seppur messo a dimora in zone storicamente occupate dal re dei vitigni regionali , il Petit Rouge.

Idea folle o geniale?

“Una idea controcorrente si, ma determinante, una varietà che si è rivelata particolarmente adatta alla quota ( 850 metri di altitudine) ed  e al microclima della zona, esprimendo vini molto profumati e di buon corpo e con un sorprendente potenziale di evoluzione nel tempo nella versione vinificata in barrique. Oggi gli ettari totali sono quasi 5 con passaggio dalle inziali 1000 alle oltre 45000 bottiglie, naturalmente non di solo Pinot Gris ma anche di  Pinot Gris élévé en barriques, Gewurztraminer, Muscat Petit Grain, Gamay, Nus, Pinot Noir, Coteau Barrage, Fumin, Mistigri (vendemmia tardiva di Pinot Gris).

Ma i vigneti sono tutti qui a Introd?

“No, no, i vigneti coltivati sono situati nei comuni di Introd, Villeneuve e Nus ad una altitudine che varia dai 600 ai 900 metri. Curo molto la gestione agronomica dei vigneti,  con l’utilizzo di concimazioni organiche e limitando al massimo il ricorso all’uso di fitofarmaci, grazie a sistemi di lotta integrata e sempre nel rispetto dell’ambiente e del prodotto che alla fine verrà consumato. Il microclima o meglio i microclimi ma ancor più i  suoli sabbiosi e limosi di origine morenica e con una forte componente minerale consentono di produrre dei vini freschi ed eleganti con una buona sapidità.  E’ da qui che esce il terroir di montagna poi le escursioni termiche ne arricchiscono le componenti aromatiche consentendo di produrre vini molto equilibrati ma fortemente legati al territorio”

 LO TRIOLET domani?

Diciamo che il domani è già un oggi, a breve si aprirà un centro degustazione nel rinnovato agriturismo (recupero di vecchie abitazioni del 1600), frutto di un restauro abitativo importante che ci consentirà di dare ancora più valore ai nostri prodotti e consentire ai nostri ospiti di godere di momenti di sano relax anche sorseggiando i nostri vini.

E in vigna?

Dico solo Petite Arvine,  è ancora presto e dovremo aspettare un poco per vederne i risultati.

 

Nell’attesa di apprezzare la new entry, nel nuovo punto degustazione, un calice di pinot gris di commiato è d’obbligo…

(autore: Stefano Carletto - foto: Enrico Romanzi)


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