TASCAPAN, un viaggio sensoriale


Tascapan, un viaggio sensoriale nel gusto della Valle d'Aosta, la Maison Bruil d'Introd

Tascapan, un viaggio sensoriale

Prendi uno zaino, riempilo di tutto quello che serve e sali in vetta, questo in fondo è Tascapan: un comodo zaino nel quale oggi trovano posto i saperi ed i sapori della Valle d’Aosta pronti ad accompagnare il turista sulle vette del gusto tra i quattromila delle Alpi.

La più piccola regione d’Italia è se vogliamo un piccolo scrigno pieno di cose davvero uniche, ridotte per quantità ma enormi per tradizione e qualità, una ricchezza davvero senza eguali.

Il Tascapan di ieri si è evoluto oggi in un moderno servizio on-line che permette di conoscere da vicino chi questi prodotti li coltiva e li prepara. Persone dunque ognuna con un nome, un volto e una storia, imprese di dimensioni ridotte.

Tascapan infatti promuove la filiera corta – direttamente dal piccolo produttore alla tavola di casa, – selezionando le eccellenze del territorio e sostenendo le comunità rurali e di montagna.

Navigare su Tascapan è come camminare sui sentieri della Valle d’Aosta, guardando il cielo e le montagne, sfiorando le foglie della vite e l’erba alta dei pascoli. Un viaggio sensoriale che ha un obiettivo: svelare il gusto autentico dell’enogastronomia valdostana.

Ma come nasce Tascapan?

È il risultato di un progetto avviato parecchi anni orsono che ha visto Tascapan inteso come rete di produttori cercare di  rivalorizzare tutto il sistema della Maison Bruil nel comune di Introd.

Maison Bruil è una casa rurale, (databile tra metà del 1600 e metà del 1800) che rappresenta molto bene  tutti gli spazi necessari alla sopravvivenza di persone e animali che una volta erano raggruppati sotto un unico tetto.

Tre piani dove sono stati “riportati alla luce mediante un restauro i  vari ambienti tipici della casa tradizionale: la “crotta”, “lo boi”, il “crotteun”, il “peillo”, le zone di essiccazione e il solaio. Una casa museo dove il motto più corretto è  proprio “Conservare il ricordo … ricordare per conservare”. Una casa museo che ha l’obiettivo di far conoscere i prodotti tradizionali e l’evoluzione delle tecniche conservative avvenuta nel corso dei secoli. L’allestimento dei diversi ambienti delle abitazioni di un tempo fornisce lo spunto per approfondimenti sul tema dell’alimentazione tradizionale, con testimonianze in dialetto e riproduzioni interattive. In Maison Bruil è possibile ritrovare esempi di metodi di conservazione dei cibi adottati dalla popolazione locale nei tempi addietro, quali la salatura, l’essiccazione, l’isolamento dall’aria, il freddo e molti altri ancora presentati in maniera fedele nei vari spazi del museo.

Un luogo dove si scopre il passato per riutilizzarlo nel futuro

Mathieu Champretavy ha cercato con Tascapan di rendere maggiormente efficace quelle che erano in fondo le idee iniziali del progetto,  un bel contenitore e dei bei prodotti, ma che rischiava di non essere sfruttato a pieno. Come? Oggi con il tocco in più della velocità del web e ancor più con il savoir-faire locale ha  messo davanti chi questi prodotti li fornisce, spesso con tanta fatica in un territorio difficile. Un bel esempio di come la tecnologia possa essere un valido aiuto per piccoli produttori  ma anche di come oggi (forse ancor più di ieri) la stretta di mano tra chi vende e chi compra sia necessaria, una conoscenza reciproca fondamentale.

Incontri ed eventi, dunque?

“Certo, durante tutta l’estate abbiamo organizzato un calendario di appuntamenti pre-serali, delle serate aperitivo dove ad un prodotto corrisponde un produttore con la sua storia personale, con il suo mondo, con la sua tecnica.  Sempre in questa ottica stiamo realizzando delle iniziative che facciano vivere questi “luoghi della memoria”, non ultima la Lèitiì di Veulle, la latteria turnaria qui vicina a Maison Bruil, un pezzo di storia della lavorazione del latte che rappresenta ciò che eravamo sino a poco tempo fa ma che non può e non deve essere dimenticato”.

I progetti non finiscono qui, insomma…

(autore: Stefano Carletto - foto: Enrico Romanzi)


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2 commenti a proposito di “TASCAPAN, un viaggio sensoriale

    • Enrico Romanzi il scrive:

      Grazie Marina, Tascapan ti aspetta!

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