È tempo di “Pass’ Pitchü”: al “Piccolo” Italia e Francia in festa

Data evento: 19/06/2016
Pass' Pitchü, la festa del Piccolo San Bernardo. Millenni di passaggi e di scambi. Di guerre e di amicizia. Di pascoli e mercati. Vi aspettiamo a La Thuile.

Il Colle del Piccolo San Bernardo, una vera e propria “terra di mezzo” dove i confini, nei secoli, non sono in fondo mai stati così netti, così geometricamente definiti. E’ la terra dei pascoli in quota, degli alpeggi, dei laghetti effimeri che appaiono dopo lo scioglimento delle nevi e che, con l’autunno, di nuovo scompaiono nella morsa dei ghiacci.

É la terra dominata dalla magia ancestrale del cromlech: cerchio megalitico risalente all’Età del Rame (III millennio a.C.) composto da una cinquantina di pietre (i menhir) che, simbolicamente, sottolinea una zona di transito, di scambio, di fusione tra popoli e culture.

É quel limes, ossia quell’ invisibile ma presidiata linea di confine voluta dalle legioni romane che qui, a 2.188 metri di quota, dal I secolo a.C. si sono insediate costruendo due mansiones (punti tappa lungo la via delle Gallie) e venerando il Sommo Giove.

TUTTI ALLA PASS’ PITCHÜ

E’ tempo di “Pass’ Pitchü”, la festa del “Passo Piccolo”. Viva e sentita, questa giornata vuole omaggiare queste genti di confine, i Valdostani e i Savoiardi, così simili tra loro per identità culturale, per storia e per lingua, ma divise dai conflitti più recenti e da un valico che, nei lunghi mesi invernali, è del tutto inaccessibile, chiuso da impenetrabili coltri nevose. Estate 2016: è il turno di La Thuile, l’antica Ariolica dei Salassi e dei Romani, ultima propaggine italiana prima del valico.

É l’omaggio ad una forma di vicinanza, quasi di convivenza, in cui i pascoli vengono vissuti e condivisi, talvolta non senza qualche scaramuccia, dalle mandrie dei due côtés. Le bionde mucche savoiarde dal lucido muso nero e le scure castane valdostane, fiere e robuste.

La stessa aria, la stessa erba, la stessa acqua, ma diverse tradizioni casearie che producono formaggi dagli aromi e dai profumi tra loro differenti ma ugualmente accattivanti.

La festa è anche mercato, scambio, come gli stessi colporteurs ci insegnano da secoli: l’inconfondibile aroma della Fontina si mescola alla fragranza del Beaufort.

E’ bello scambiare due chiacchiere coi “cugini” di Seez, assaggiare il loro pane, i loro dolci e i loro salumi: le jambon séché et fumé, così come i saucissons aux noisettes…perché no?! Dalle 9.30 di mattina sarà possibile aggirarsi e curiosare tra le tante colorate bancarelle del mercato transfrontaliero disposte lungo la Dora di Verney.

La Pass’ Pitchü rappresenta la prima festa popolare franco-valdostana della stagione. I paesi di Séez Saint-Bernard e La Thuile, due paesi dal carattere artigianale molto pronunciato, da 15 anni organizzano a turno questa manifestazione che riunisce un numero considerevole di artigiani delle due valli che presentano i loro prodotti.

Dopo la Santa Messa delle 11, si terrà l’importante cerimonia, densa di significato, del passaggio della chiave delle porte del “Piccolo” da una comunità all’ altra. Questa setssa “porta” di collegamento tra Italia e Francia è al centro di un progetto di cooperazione transfrontaliera il cui obiettivo è proprio quello di valorizzare il patrimonio storico-culturale e naturalistico dei 2 versanti del valico: il “Parcours culturel des Portes du Petit-Saint-Bernard”.

La Thuile e Seez: paesi amici, gemelli, entrambi custodi di questo valico millenario, della sua identità, delle sue genti.

 

(autore: Stella Bertarione)


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