Valle di Rhêmes, paradiso dello scialpinismo


Scialpinismo di fine stagione

Tra le Alpi, al confine con il Parco Nazionale del Gran Paradiso, il Rifugio Benevolo  in Val di Rhêmes è uno dei migliori avamposti per la pratica dello scialpinismo in Italia.

Il Rifugio Benevolo (2.285 m) si trova in testa alla Valle di Rhêmes  ed è facilmente raggiungibile dal parcheggio del villaggio di Pellaud, ultimo accessibile in auto. Da qui, dato che la strada regionale non viene sgombrata dalla neve, non resta che mettere le pelli ai propri sci e cominciare la salita. Solitamente fino a primavera inoltrata c’è neve sufficiente per raggiungere il rifugio con gli sci ai piedi percorrendo l’evidente percorso che rimane al centro della valle. Si tratta di 400 mt di dislivello, una graduale salita lungo una valle ancora incontaminata dove è facile incontrare numerosi gruppi di stambecchi e curiose marmotte che cominciano a mettere il naso fuori dalle tane sentendo aria di primavera.

 

Il Rifugio Benevolo è una meta perfetta per chi vuole passare qualche giorno in un luogo isolato, lontano dalla vita quotidiana per dedicarsi solo all’esplorazione e alla montagna. Come nel nostro caso, è consigliabile anche per chi ha poco tempo, ma vuole passare qualche giorno lontano dalla vita caotica di tutti i giorni.

 

Partiti dalla città nel tardo pomeriggio, siamo riusciti ad arrivare in tempo per la cena delle 19:00, soddisfatti della nostra pellata di avvicinamento che ci ha fatto meritare un’ottimo pasto. Il rifugio è in ottimo stato, in parte appena ristrutturato pur mantenendo il fascino che solo i rifugi alpini sanno avere, con la loro storia, gli ospiti e le avventure.

Ad accoglierci il giovane gestore Mathieu, guida alpina che, innamorata di questa valle, ha deciso di vivere con la moglie in questo luogo remoto ed incantevole. Ci parla con entusiasmo della valle e dei suoi segreti. Ci propone innumerevoli itinerari possibili partendo direttamente dal rifugio sci ai piedi, 14 sono infatti le cime raggiungibili in poche ore con un dislivello che va dai 700 ai 1.400 m. Insomma, ce n’è per tutti e anche su differenti difficoltà: si può scegliere tra salite classiche come punta Galisia e punta Calabre, o salite più impegnative come la Tsantelèina e la Granta Parey.

Mathieu ci racconta che è anche possibile realizzare traversate verso le valli limitrofe, sia verso la Valgrisenche o la Valsavarenche che verso la Francia e la Val d’Isère. È forse per questo che qui si respira un clima di assoluta internazionalità. Al tavolo con noi inglesi, francesi, tedeschi e americani che hanno attraversato l’oceano per esplorare questi pendii incontaminati.

 

Un libro fotografico raccoglie tutte le escursioni e mostra chiaramente gli itinerari che si possono seguire. L’esperienza di Mathieu come Guida Alpina gli permette di consigliare i suoi ospiti sull’itinerario da seguire fornendo preziose informazioni in tempo reale sulla condizione della neve, le ultime perturbazioni, il meteo e la stabilità del manto nevoso. Una fortuna per coloro che non hanno le idee chiare e che non conoscono bene la zona.

 

A noi Mathieu suggerisce la Grand Vaudalaz Nord (3.270 m s.l.m.), una cima imponente che si trova tra la Val di Rhêmes e la Valsavarenche immersa nel Parco Nazionale del Gran Paradiso.

La difficoltà della gita è bassa con un dislivello di 1.000 metri che ci permette di raggiungere la cima con calma in 3 ore.

Il vallone che porta alla Grand Vaudalaz offre innumerevoli possibilità di salita per cui ognuno può scegliere con facilità il proprio itinerario.

Dalla sommità si apre una vista mozzafiato, montagne a perdita d’occhio fino alla vetta più alta del Gran Paradiso.

Il vallone è ampio e come per la salita ognuno può scegliere la propria linea di discesa in base alle capacità e alle condizioni, tra versanti più ripidi e immensi panettoni bianchi immacolati.

Qui di seguito riporto qualcuna delle escursioni possibili tra quelle di cui ci ha parlato Matthieu:

 

▪    Punta Paletta Sud 3.020 m s.l.m.

Difficoltà: BS – Dislivello 750 – Tempo 2h 30 – Esposizione: ovest

▪    Grand Vaudalaz Nord 3.270 m s.l.m.

Difficoltà: BS – Dislivello 1000 – Tempo 3h 30 – Esposizione: nord e ovest

▪    Punta Galisia 3.346 m s.l.m.

Difficoltà: MSA – Dislivello 1050 – Tempo 4h – Esposizione: nord

▪    Punta Calabre (Pointe de Bazel) 3.440 m s.l.m.

Difficoltà: MSA – Dislivello 1160 – Tempo 4h 30 – Esposizione: nord e est

▪    Punta della Tsantelèina 3.600 m s.l.m.

Difficoltà: OSA – Dislivello 1320 – Tempo 5h – Esposizione: nord

▪    Granta Parey 3.386 m s.l.m.

Difficoltà: BSA/OSA – Dislivello 1100 – Tempo 4h 30– Esposizione: nord e est

▪    Grande Traversière 3.495 m s.l.m.

Difficoltà: BSA – Dislivello 1200 – Tempo 4h 30 – Esposizione: sud e est

 

La nostra gita “Cima Grand Vaudalaz Nord (3.270 m s.l.m.)

Tappa 1° Giorno

Partenza: Pellaud (1.870 m s.l.m.)

Arrivo: Rifugio Benevolo (2.285 m s.l.m.)

Dislivello Tappa: 415 m

 

Tappa 2° Giorno

Partenza: Rifugio Benevolo 2.285 mt

Arrivo: Cima Grand Vaudalaz Nord (3.270 m s.l.m.)

Dislivello Tappa: 985 m

 

Link utili:

www.rifugiobenevolo.com

www.valdirhemes.net

 

Testi: Sara Croce (https://instagram.com/crusez)

Foto: Alfredo Croce (https://instagram.com/alfredo.croce/)

©: Pillow Lab (www.pillowlab.it)


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