Cammino di Fede. Arte e sacralità nelle opere di Giovanni Thoux al MAR di Aosta

Evento dal 19/12/2015 al 28/03/2016
La forte religiosità popolare della Valle d'Aosta si intreccia alle Sacre Scritture nella raffinata arte scultorea di Giovanni Thoux. Al MAR di Aosta fino al 28 marzo 2016

Il MAR (Museo Archeologico Regionale) rende omaggio al Giubileo della Misericordia, voluto da Papa Francesco, ospitando sino al 28 marzo 2016 la mostra “Dalla Bibbia all’anno 2000” che raccoglie un ciclo di trenta bassorilievi lignei policromi realizzati dall’artista valdostano Giovanni Thoux.

ALLE ORIGINI DI UN CAMMINO

Alcuni fondanti episodi dell’Antico e del Nuovo Testamento, Santi e religiosità popolare in Valle d’Aosta ma anche il pellegrinaggio verso Roma, costituiscono i tre temi centrali su cui si articola il percorso espositivo, capace da subito di accompagnare il visitatore in un vero e proprio viaggio attraverso la Fede, dalle origini del Cristianesimo ai nostri giorni.

Per questo, il cammino non può che iniziare con il momento della Creazione dell’Uomo e della Donna. Thoux pone Adamo ed Eva al centro della scena, protetti, o meglio, amorevolmente stretti fra le braccia di Dio, e circondati da immagini tratte dal primitivo repertorio iconografico cristiano (pesci, tralci di vite, spighe di grano, uccelli) ma anche da mucche al pascolo e da montagne (inconfondibile la sagoma del Cervino in un riquadro sulla destra), che rinviano alla cultura e al paesaggio valdostano. Questo duplice registro, questa commistione fra immagini sacre ed espliciti riferimenti alla storia e all’ambiente locale, costituiscono uno dei tanti fils rouges nell’arco dell’intero percorso.

Poi, ecco la cacciata, la “caduta”, il primo e ineluttabile momento di rottura fra l’uomo e il Principio, con i “primi parenti” ancora al centro della raffigurazione, allontanati dall’Angelo di Dio.  In quel preciso istante l’uomo, metaforicamente, inizia ad essere “pellegrino”.

TRA SACRE SCRITTURE E MONTAGNE

E ancora, in rapida successione, il Profeta Isaia, protagonista del terzo pannello, annuncia la nascita del Verbo fatto Uomo mentre nella scena successiva che vede il popolo ebraico intento a idolatrare il vitello d’oro, Mosé riceve dalle mani di Dio le Tavole dei Comandamenti. Tavole che nell’immagine successiva il Signore affida a Giosué, raffigurato da Thoux di nuovo come un pellegrino in abiti da montanaro nell’attraversamento del Giordano.

In questa prima parte del percorso non poteva certo mancare un pannello dedicato ai Re Magi, pellegrini per eccellenza lungo la via che porta alla Fede, condotti da una stella verso la grotta dove Maria e Giuseppe vegliano sul piccolo Gesù.

PELLEGRINI VALDOSTANI

Ancora il tema del faticoso cammino apre idealmente la seconda parte del percorso. Thoux sceglie uno dei Santi di maggior devozione in Valle d’Aosta, quel Cristoforo che con un bambino sulle spalle, Cristo stesso, attraversa un fiume. L’inconfondibile Collegiata di Saint Gilles sulla sinistra e l’altrettanto iconica sagoma del castello di Verrès sulla destra, ci dicono che quelle sono in realtà le acque dell’Evançon e che il cammino di Cristoforo, vissuto nel III secolo d.C., è in realtà ancora quanto mai attuale.

San Grato, il patrono della città di Aosta, colto nel momento in cui si congeda dal clero valdostano per recarsi a Roma; Sant’Orso, forse il Santo oggetto di maggior devozione popolare in questa regione, ovviamente raffigurato nel celebre episodio in cui distribuisce calzari (sabot) ai poveri, e Anselmo, scolpito da Thoux in veste di Arcivescovo di Canterbury davanti ad una folla orante, sono tre delle principali tavole che scandiscono la seconda parte di questo viaggio ultra millenario.

In questa sezione entra in scena la storia della Valle d’Aosta con cinque pannelli che raffigurano rispettivamente: la terribile frana, staccatasi della Becca France, che il 6 luglio 1564 spazzò via il villaggio di Touraz, la pestilenza che colpì la Valle negli anni 1630-1631, una famiglia intenta ad ascoltare la messa all’interno della propria casa sul finire del XVIII secolo, negli anni della durissima repressione condotta dalle truppe napoleoniche contro la Chiesa e il clero locale, e ancora, un battesimo celebrato a Cogne (come denunciano gli abiti dei due protagonisti) e una sepoltura a Saint Pierre (con la sagoma del castello nella sua primitiva configurazione in secondo piano).

IN CAMMINO TRA ARTE E FEDE

Ed eccoci alla terza ed ultima sezione dell’itinerario. Qui il visitatore diventa egli stesso pellegrino avendo modo di immedesimarsi in alcune delle tavole di Thoux: alcuni viandanti vengono accolti nel Priorato edificato da monaci benedettini alla metà dell’VIII secolo nei pressi della chiesa di Sainte Hélène a Sarre, altri si imbattono nei marroniers di Saint-Rhémy intenti a piantare nel suolo pali di legno che serviranno ad indicare al viandante la via verso il colle del Gran San Bernardo.

Analogamente a quanto avviene nella sezione precedente, anche in quest’ultimo tratto del cammino, torna in scena la Valle d’Aosta con tre pannelli dedicati ad altrettanti luoghi di culto fondamentali di questa regione: il Santuario di Notre-Dame de Guérison a Courmayeur, la processione alla punta Chaligne e il passaggio al Piccolo San Bernardo.

Prima di giungere alla meta, il visitatore-pellegrino è chiamato a meditare sul tema della famiglia, con un grande pannello che l’artista tratta come se fosse una pala d’altare suddividendo la scena in tre parti, dove una famiglia valdostana di un tempo altro non è che la logica prosecuzione, spaziale e temporale, della Sacra Famiglia.

Ma eccoci finalmente a Roma con la lunga fila di pellegrini che muovendo dall’Arco d’Augusto di Aosta, collocato sulla destra della scena, giungono in piazza San Pietro a Roma a sinistra. Una fila di uomini e donne che Thoux fa proseguire idealmente nel colonnato di Bernini e quindi nella facciata della basilica.

Nel metaforico abbraccio fra l’Uomo e la Chiesa si conclude l’affascinante viaggio che ogni pellegrino è chiamato a percorrere durante il suo lento e faticoso transito terreno.

(autore: Leonardo Acerbi)


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