La Gran Becca e il Gran Sasso s’incontrano a L’Aquila


Il 2 ottobre, i 150 anni della conquista del Cervino si festeggiano anche a L’Aquila, con Patrick Gabarrou e il Cervino CineMountain.Il Cervino illuminato

Penso che il “mondo della montagna” dovrebbe andare a L’Aquila, dal 2 al 4 ottobre per il Festival della Montagna.

Incontrarsi lì ha molti significati. Il Festival è quasi una scusa. È un’occasione affinché la cultura di montagna riviva nei luoghi del terremoto, che dopo 6 anni ancora scuote e brucia. Un terremoto che ha poco l’aria del passato, ma è ancora ben presente sul volto e nello stomaco della città.

È per questa necessità di rinascita e ricostruzione che ha senso credere in questo neonato Festival, nel 2015 alla sua 2^ edizione. Oltre 20.000 le presenze registrate lo scorso anno nel capoluogo abruzzese e sul Gran Sasso d’Italia, per il festival di montagna “più a Sud d’Europa”, come amano definirlo gli organizzatori.

IL CERVINO IN TRASFERTA A L’AQUILA

Numerosi i rimandi umani e culturali del festival aquilano ai festeggiamenti di quest’estate in Valle d’Aosta per Cervino 150.

Venerdì 2 ottobre il Festival dedica la prima serata di apertura proprio ai 150 anni della conquista della Gran Becca, con l’alpinista Patrick Gabarrou e il suo documentario “Cervino, sogno di un ragazzo”, all’interno del programma cinematografico curato dal Cervino CineMountain

Ma non solo, il gran finale di domenica sera 4 ottobre è affidato a un grande amico: Antoine Le Menestrel, protagonista lo scorso agosto di una spettacolare danza verticale nella Piazzetta delle Guide e sul campanile della chiesa di Valtournenche. A L’Aquila, Le Menestrel ha scelto le pareti del  Castello Cinquecentesco come suggestiva scenografia della sua performance.

INDOOR E OUTDOOR FESTIVAL

“Campo base” del programma del festival sarà il Castello e contesto delle attività outdoor le splendide montagne aquilane.

Nel Parco del Castello trovate strutture di arrampicata (che ospiteranno, tra l’altro, la gara  Boulder Open, 2° Master Festival della Montagna), big air bag, circuito pump-track, area slack-line, uno spazio di danza aerea e un percorso di orienteering. Nell’Auditorium del parco: dibattiti, mostre e l’angolo libri.

Per vivere i monti del Gran Sasso: tutti i giorni attività outdoor, da escursioni a prove di volo libero, con il coinvolgimento delle scuole di montagna.

CONDIVIDERE ENERGIE VERTICALI

Insomma: questo festival porta la montagna nel cuore “ferito” della città, affinché si scatenino energie ed emozioni che solo chi prova esperienze verticali conosce.

Tenta di creare una contaminazione, che permetta di avvicinare grandi e piccini alle attività in montagna, ma anche dibattere sullo sviluppo e rinascita sostenibile di questo territorio e sullo straordinario patrimonio naturale del sistema montano aquilano.

Per chi non è mai stato a L’Aquila questa è una bella occasione.

Per andare, conoscere e riflettere.

E portare un po’ di emozioni raccolte sulle montagne valdostane, anche all’ombra del Gran Sasso.

 

(autore: Sara Annoni)


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