Colle della Vecchia


Escursione al Colle della Vecchia, lungo un'antica via di transito tra Valle d'Aosta e PiemonteLe ragazze nella roccia

Si sa che le mulattiere della valle del Lys sono uniche. Questa poi viene chiamata “mulattiera dei 100 tornanti” e già promette bene! Quindi si va, in una mattina caldissima, a cercare un po’ di aria fresca al Colle della Vecchia (info itinerario).

La partenza è in un graziosissimo villaggio dal nome che non riesco mai a ricordare, Tzendelabò, in quel di Gaby. Il cartello che indica il sentiero mi fa già preoccupare: Colle della Vecchia ore 3,40… ma il desiderio di respirare aria fresca prevale.

Eccomi quindi nel bosco, a salire in modo costante e regolare e senza neppure soffrire, come spesso mi accade, nella prima mezz’ora di marcia. Provo a contare i tornanti, perché voglio vedere se sono proprio cento, ma mi distraggo subito. Mi sento leggera e veloce, questa mulattiera è stata studiata proprio bene, così ripida e rapida allo stesso tempo: ho lasciato un attimo le mie amiche a dissetarsi ed io ho proseguito, ed ora le vedo là in fondo al bosco, così lontane, ma distanti solo alcuni minuti.

Poco alla volta appaiono i primi alpeggi e le prime radure nel bosco. Il paesaggio cambia gradatamente, solo i tornanti non finiscono mai. In certi tratti la mulattiera è così larga che davvero mi sembra di poter incontrare i muli che tornano dalle valli del biellese carichi di chissà quali merci che di là c’erano e di qua no… difficile da immaginarsi oggi!

Finisce il bosco, il colle si avvicina. Guardo su ma mi dico che non può essere quello… è ancora troppo lontano (invece è lui, ma è ancora lontanissimo!). La mulattiera si fa ora sempre più bella, una vera strada lastricata ed in perfette condizioni, che zigzagando con i suoi infiniti tornanti tra pietraie e pendii erbosi mi porta all’ometto tanto atteso: sono sull’Alta Via 1 e il cartello indica 10 minuti al Colle della Vecchia. Ora si prosegue quasi in piano, su di un largo tracciato sostenuto a valle da muri alti fino a tre metri.

Due bellissime ragazze mi danno il benvenuto, se ne stanno raffigurate e incise lì nella roccia da più di cent’anni, e rappresentano lo scambio, l’unione, la collaborazione tra i popoli, un bel messaggio sicuramente. Anche se la méta è ormai vicinissima, io e le mie amiche ci fermiamo a fare quattro chiacchiere e la foto con le belle valligiane. Proseguendo verso il colle, un’altra incisione ci rallenta ancora e qui davvero l’emozione ci sorprende di nuovo: scolpiti nella pietra ci sono i nomi dell’ideatore e degli esecutori dell’opera, anno 1877. Siamo su una mulattiera storica, realizzata per rendere più facile il collegamento e gli scambi commerciali tra la valle del Cervo e la valle del Lys. Un capolavoro!

A questo punto solo pietre e pochi metri ancora per raggiungere il nostro colle, a quota m.2185. Un gregge di pecore, valdostane o forse biellesi, se ne sta a rinfrescarsi su una chiazza di neve proprio lì, al Colle della Vecchia.

In effetti, oggi, è davvero una giornata caldissima.

Testo e foto di Raffaella Pierobon


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