Castore, 4.228 m alla scoperta del trofeo Mezzalama


Sulle tracce del Trofeo Mezzalama, salire al Castore nel gruppo del Monte Rosa dove la quota e il panorama sono da mozzafiato!

Tra gli eventi più rinomati del panorama scialpinistico mondiale troviamo senza dubbio il Trofeo Mezzalama, chiamato anche “maratona dei ghiacciai”, che come campo di gara ha il Massiccio del Monte Rosa.

Abbiamo perciò deciso di esplorare parte del suo tracciato tramite un’escursione alpinistica caratteristica del massiccio e che offre un ottimo panorama su ghiacciai e vallate circostanti: l’ascesa al monte Castore.

Ad accompagnarci in questa salita è Adriano Favre, guida alpina, direttore del soccorso alpino valdostano, organizzatore del Mezzalama, gestore del rifugio Quintino Sella e molto altro ancora…

 

Per l’ascesa al Castore sono consigliati almeno due giorni, uno di avvicinamento al rifugio Quintino Sella e, dopo il pernottamento in quota, uno per l’ascensione effettiva alla cima.

La partenza del primo giorno può avvenire indistintamente da Champoluc, in val d’Ayas, o da Gressoney, nella valle di Gressoney, da dove tramite impianti o taxi fuoristrada, si raggiunge il Colle Beccaforca a 2700m.

Da qui inizia un avvicinamento che dà la possibilità di respirare immediatamente l’atmosfera del Monte Rosa. In circa tre ore si attraversano infatti numerose pietraie e nevai iniziando a intravedere il massiccio in tutto la sua maestosità. Verso i 3300m il percorso si fa leggermente più tecnico risalendo la cresta morenica che divide la valle d’Ayas dalla valle di Gressoney, giungendo fino al rifugio Quintino Sella  situato a 3585m.

Il rifugio, aperto dal 20 giugno fino a metà settembre, accoglie molti alpinisti e scialpinisti in partenza per le salite delle numerose vette limitrofe, nonché quelli impegnati nell’attraversata del massiccio del Monte Rosa. Adriano mi racconta però che sono anche in molti a recarsi semplicemente al rifugio, in giornata, per godere della bella salita e del magnifico panorama fruibile da lì.

Il Quintino Sella si trova infatti al centro di un anfiteatro alpino composto da Breithorn (occidentale, centrale e orientale), Roccia Nera, Castore, Lyskam (occidentale e orientale), Naso del Lyskam, Corno Nero e Piramide Vincent.

Negli anni in cui si corre il Mezzalama inoltre (anni dispari), il rifugio anticipa la sua apertura per fungere da punto di controllo della gara nonché da appoggio per i numerosi spettatori che desiderano un posto privilegiato per assistere alla competizione.

Molto suggestivo è il vecchio rifugio risalente agli anni ’20, ancora presente e adibito a bivacco invernale, che affianca il rifugio principale, moderno e accogliente.

 

Il secondo giorno, indossata l’attrezzatura da ghiacciaio e composta la cordata, si affronta una prima parte di salita blanda sul ghiacciaio del Felik e, superato un tratto più ripido, si giunge all’omonimo colle dove si superano i 4000m.

Da qui in poi si percorre una suggestiva cresta aerea, se pur non tecnicamente difficile, che permette di godere la vista di tutta la parte del massiccio che dà sul vallese (Svizzera) e lascia scorgere il Monviso.

Percorrendola interamente si giunge finalmente in vetta.

Il fiato è troncato, oltre che dalla quota, da un panorama unico. Il cielo limpido di una bella giornata ci permette di scorgere la cima del Breithorn  da cui passano i concorrenti provenienti da Cervinia, punto di partenza della gara, e diretti a Gressoney-la Trinité, punto di arrivo. Nell’edizione di quest’anno il tracciato è stato invece invertito per celebrare il 150° anniversario della prima salita del Cervino.

 

Guardandomi intorno mi rendo conto che da questo punto sono passate 20 edizioni della maratona. Non posso fare a meno di pensare ai primi Mezzalama, a quanto fosse una competizione avveniristica negli anni ‘30 e a quanto la sua sia stata una storia travagliata. Una competizione che, a causa dell’immenso sforzo organizzativo che richiede, ha vissuto edizioni a singhiozzi, prima negli anni ‘30, poi negli anni ’70 e infine dagli ultimi anni ’90 a oggi.

Una impegno che va ben oltre quello puramente sportivo, una dedizione che si innesta nello spirito avventuriero dell’alpinismo di inizio secolo e che cerca di arrivare fino a noi, in forma evoluta, ma cercando di mantenere quello stesso sentimento.

 

Tappa 1º Giorno:

Partenza: Colle Beccaforca 2700m

Arrivo: Rifugio Quintino Sella 3585m

Dislivello Tappa: 885m

 

Tappa 2º Giorno:

Partenza: Rifugio Quintino Sella 3585m

Vetta Castore: 4228m

Dislivello Tappa:  643m

 

Dislivello Complessivo: 1528m

Nota sulla Sicurezza: nonostante la salita al monte Castore sia relativamente semplice, si ricorda che affrontandola ci si reca in ambiente di ghiacciaio dove è assolutamente necessario, per procedere in sicurezza, essere dotati dell’attrezzatura alpinistica idonea quale: corda (per progressione in cordata), piccozza, ramponi e abbigliamento adeguato.

 

Castore 4.228m – Discovering the Mezzalama Trophy from Pillow Lab on Vimeo.

 

Testi: @LucaAlbrisi (https://twitter.com/LucaAlbrisi)

Foto: Alfredo Croce (https://instagram.com/alfredo.croce/)

©: Pillow Lab (www.pillowlab.it)

 

 


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