Salendo al Breithorn come omaggio al Cervino


In Valle d'Aosta, cronaca dell'ascesa al Breithorn nel gruppo del Monte Rosa, con uno sguardo al Cervino nei suoi 150 anni di Storia dell'Alpinismo.

Esattamente 150 anni fa veniva scalato, per la prima volta, il Cervino.

Dietro a questo avvenimento, dietro a questa montagna – indubbiamente una delle più belle e impegnative di tutto l’arco alpino – hanno avuto luogo una serie di avvenimenti che intersecano i valori dell’alpinismo, del vivere la montagna e della competizione leale tra uomini con un onore d’altri tempi.

Il destino di una montagna può davvero legarsi a quello delle persone e così è stato per il Cervino e i suoi primi “esploratori” che provavano a risalirne i pendii mentre tutto il resto del mondo considerava la cosa impossibile.

 

Tutta la storia del Cervino, dai primi tentativi di ascesa ad oggi, è custodita ed esposta nell’affascinante mostra “Creste e pareti del Cervino. 150 anni di storia alpinistica” presso il museo delle guide del Cervino a Breuil-Cervinia. Solo una delle attività che hanno animato la settimana commemorativa organizzata per questo anniversario.

Il nostro punto di partenza è proprio questo, la sede delle Guide Alpine del Cervino.

Nonostante la giornata non fosse inizialmente delle migliori decidiamo comunque di rispettare il programma che ci siamo prefissati, quello di salire il Breithorn (4.165m) in compagnia di Gérard Ottavio, presidente delle Guide del Cervino.

 

Quella al Breithorn è una delle ascese più classiche delle Alpi, ideale per chi voglia approcciarsi a un 4000m senza doversi troppo preoccupare di gestire avvicinamenti complessi o di lunga durata, permettendosi così il lusso di avere il tempo per gustarsi un fantastico panorama sul Cervino.

 

Per la prima parte di avvicinamento infatti è possibile usufruire degli impianti di Cervinia che portano dal paese (2050m) fino al Plateau Rosa (3480m).

Proprio da qui, dopo un rapido stop al Rifugio delle Guide del Cervino, cominciamo la nostra risalita che per la prima parte si svolge sulle piste da sci presenti sul ghiacciaio.

Vista il pendio non troppo ripido di questa prima parte, e il meteo incerto che non ci dà la sicurezza di continuare la risalita, ho l’occasione di scambiare quattro chiacchiere tra noi.

Gérard mi racconta alcuni degli episodi fondamentali che hanno tracciato la storia del Cervino. Dalla convinzione di Carrel, alpinista locale, sulla possibilità di risalire questa maestosa montagna dalla Cresta del Leone (dal versante italiano), al suo rapporto di amicizia e profonda lealtà con Whymper, alpinista inglese, che arriverà in vetta prima di lui dalla cresta dell’Hörnli (dal versante svizzero) il 14 Luglio del 1865. Ciononostante Carrel continua ad essere considerato uno degli uomini simbolo di questa montagna a cui ha legato definitivamente il proprio nome morendovi durante un’interminabile tempesta – nel punto esatto dove oggi si trova la Croce Carrel – per trarre in salvo il proprio cliente.

Questa in parte l’eredità raccolta dal gruppo di Guide rappresentate da Gérard, un’eredità morale sul rapporto tra una montagna tanto particolare e gli alpinisti che ogni anno cercano di scalarla. Un campo di allenamento per le guide di qui che ha saputo formarle a tal punto da non limitarsi alle montagne di casa ma andare oltre, e realizzare salite degne di nota in tutto il mondo.

 

Superata la prima parte del ghiacciaio ci spingiamo fino al lungo piano che precede l’ultima parte di salita alla vetta. Il tempo continua a essere brutto, ma già che siamo qui tanto vale tentare la salita sperando in un miglioramento.

Ovviamente non è più tempo per le chiacchiere che, vista la quota e il pendio ripido, si fanno sempre più diradate.

Ci limitiamo a qualche commento riguardante le nuvole e la nebbia che, a intermittenza, si alzano quel tanto da farci intravedere il Cervino proprio di fronte a noi.

Arrivati quasi alla cima la nostra determinazione viene ripagata e le nuvole lasciano spazio ad un cielo azzurro e terso che, dalla cima, ci permette una prospettiva totale su quello che ci circonda.

Da una parte il Cervino in tutta la sua imponenza, dall’altro il massiccio del Rosa e la cima del Castore (che abbiamo salito poco tempo fa), dall’altra ancora il vallese con i suoi ghiacciai che danno verso Zermatt e, ovviamente, Cervina, da cui proveniamo.

Il Cervino visto da qui, sembra impossibile, mi pare ancora più affascinante, sarà in parte dovuto a ciò di cui ho discusso con Gérard.

Ancora una volta mi rendo conto di quanto i destini delle persone e della natura che li circonda siano tra essi collegati e come possano determinarsi vicendevolmente.

Il Cervino, da parte sua, resta lì e sembra quasi mostrarsi appositamente tra le nuvole per raccontarci la sua storia, quella degli uomini che l’hanno scalato e che, per molti anni ancora, continueranno a farlo.

 

Tappa 1º Giorno:

Partenza: Plateau Rosa 3480m

Arrivo: Vetta Breithorn 4165m

Dislivello Complessivo: 685m

 

Nota sulla Sicurezza: nonostante la salita al monte Breithorn sia relativamente semplice, si ricorda che affrontandola ci si reca in ambiente di ghiacciaio dove è assolutamente necessario, per procedere in sicurezza, essere dotati dell’attrezzatura alpinistica idonea quale: corda (per progressione in cordata), piccozza, ramponi e abbigliamento adeguato.

Breithorn 4.165m – Celebrating Cervino First Ascent. from Pillow Lab on Vimeo.

 

Testi: @LucaAlbrisi (https://twitter.com/LucaAlbrisi)

Foto: Alfredo Croce (https://instagram.com/alfredo.croce/)

©: Pillow Lab (www.pillowlab.it)


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