Terme di Pré-Saint-Didier, una lunga storia di benessere


Correva l'anno 2005. 23 luglio. Dopo 40 anni di chiusura riaprivano le gloriose Terme di Pré-St.- Didier. E fu un vero successo!

Durante l’ultima glaciazione, detta di Wurm, che iniziò 75 000 anni fa e conobbe il suo apice intorno a 20 000 anni fa, le Alpi erano coperte sul versante settentrionale da un’unica calotta di ghiaccio che si e­stendeva fino al Rodano, mentre sul versante italiano le lunghissime lingue dei ghiacciai arrivavano fino alla pia­nura. Fino a che, con il progressivo aumentare delle temperature, questi possenti ghiacciai preistorici iniziarono a ritirarsi, inesorabilmente.

DAI ROMANI…

Il massiccio del Monte Bianco liberava così le sue radici scoprendo, piano piano, le terre distese ai suoi piedi, un tempo rivestite dal ghiaccio. Nella zona che poi verrà occupata da Pré-Saint-Didier la gigantesca lingua ghiacciata che scendeva dal Ruitor indietreggiò scavando una gola scura e profonda: l’Orrido. Le acque di scioglimento del ghiacciaio penetrarono nelle rocce che, impregnandosi, arrivarono a disciogliersi nelle acque stesse liberando minerali importanti. Ed è proprio alla base dell’Orrido che sgorga la sorgente termale di acqua calda a 38°. Salubri e benefiche acque sorgive probabilmente già conosciute dai Romani; parrebbe, infatti, che proprio nell’area compresa tra le terme attuali e la piscina comunale, in passato fossero stati individuati resti attribuibili a terme romane. Non sembra impossibile supporre, qui come sotto la chiesa di Saint Vincent, la presenza di una mansio (un punto tappa) dotata di balnea appena prima di attaccare la rampa diretta all’antica Ariolica (La Thuile) e, da lì, al colle dell’Alpis Graia (Piccolo San Bernardo).

…AI SIGNORI DI MORGEX

La prima notizia storica certa, però, è segnalata da un documento del 1560 riguardante l’atto di infeudazione concesso dal duca Emanuele Filiberto di Savoia a Claudio di Léaval, discendente di Bozo, rappresentante di una nobile ed antica famiglia di Morgex e proprietario delle terme sin dal XV secolo, come attesta un documento del 1572 segnalato da monsignor Duc nella sua ‘Histoire de l’Eglise d’Aoste’.

L’EPOCA MODERNA

Nel corso del XVII secolo, però, una frana o una terribile alluvione fecero scomparire le polle sorgive sotto tonnellate di detriti. Vennero ritrovate nei primi decenni del 1700: ci racconta lo storico valdostano Jean-Baptiste De Tillier che nel 1737 la sorgente riaffiorò in una gola molto stretta accanto al torrente, le cui acque straripando la rendevano impraticabile per l’intero periodo estivo. Con la metà del secolo la gestione dei bagni fu in mano al Conseil des Commis, il principale organi di governo della Valle d’Aosta dell’epoca.

Per godere delle proprietà curative delle acque, che potevano essere bevute oltre che usate per immersione, venne costruito un edificio apposito nei pressi dell’Orrido, appena oltre il ponte: i resti, seppur pericolanti e in cattive condizioni, sono visibili ancora oggi.

Nel 1830 fu fabbricata nei pressi del paese una nuova struttura termale, più funzionale e attrezzata. Questa divenne in seguito proprietà dell’avvocato Perrod di Pré-Saint-Didier fino al 1887, quando fu acquistata dalla Societá Generale Anonima Termominerale Italiana, che dette nuovo lustro all’impianto attraverso numerosi ampliamenti e la costruzione di un piccolo Casinó in stile déco con sale da ballo, biliardo e ristorante. Erano gli anni della Belle Epoque e non ci è difficile immaginare le carrozze ferme davanti all’ingresso, dalle quali scendevano dame eleganti e raffinate, vestite à la mode de Paris e riparate da vezzosi ombrellini di pizzo. Era l’epoca dei cafés chantant, dei primi grandi hotel di lusso. Sulla scia della villeggiatura delle aristocratiche famiglie della cerchia reale sabauda, in Valle d’Aosta, e soprattutto alle pendici del Monte Bianco, venivano personaggi in vista, uomini della politica e della letteratura, alpinisti ed esploratori.

IL XX SECOLO

Le due grandi guerre mondiali spensero le luci su questo mondo festoso e sulle terme di Pré-Saint-Didier, seppure durante il fascismo si sia registrato un ritorno in auge; nel 1936 la “Guida ai luoghi di soggiorno e di cura d’Italia” edita dal Touring Club Italiano così ci descrive la località: “Il borgo, frequentata stazione di soggiorno estivo e di cura termale, si trova alla confluenza della Dora di Courmayeur e della Dora di La Thuile, in una conca profonda, ricca di pascoli e di pinete, nello sfondo della quale spicca imponente il Monte Bianco. Il clima è salubre, l’aria fresca, l’abitato semplice e i dintorni amenissimi. La sorgente termale di Pré-St-Didier scaturisce in una grotta artificiale praticata nell’immane parete rocciosa del cosiddetto orrido, dove prorompe in cascata il torrente La Thuile: dalla grotta di raccolta l’acqua è condotta nello stabilimento. (…) Lo stabilimento possiede 24 camerini per bagni ad acqua corrente, impianti idropinici e idroterapici, un reparto di elettroterapia e massaggi.”

Nel 1959 lo stabilimento venne acquisito dalla Regione Valle d’Aosta,  il cui intervento permise allo stabilimento di rimanere in attività per circa un ventennio fino alla definitiva chiusura avvenuta nel 1976.

SI RIAPRE!

Passarono poi anni di abbandono, di dismissione, in cui il complesso termale cadde quasi nell’oblio. Dopo circa una decina d’anni di progettazione e studi, la struttura riapre i battenti, completamente rinnovata seppur fedele al suo originario, il 23 luglio del 2005, registrando, solo nei primi cinque mesi di attività, qualcosa come oltre 60.000 accessi.

Si apriva così, per Pré-Saint-Didier, la Valdigne e la Valle d’Aosta tutta, un nuovo capitolo all’insegna del wellness e di un turismo termale al passo coi tempi.

Tuttavia la memoria, soprattutto quando affonda le sue radici così lontano nel tempo, non va persa, anzi..va valorizzata. Ed è per questa ragione che  martedì 28 luglio verrà inaugurata una particolare installazione decorativa con tutte le immagini che hanno contribuito a fare la storia del complesso termale ai piedi del Bianco. Un allestimento realizzato dal Forte di Bard e sostenuto da Intesa San Paolo. L’esposizione, situata all’ingresso, sarà fruibile anche da chi non accede alle e  Terme; sarà visibile anche la prima vasca storica dello stabilimento!

Tanti auguri, dunque, e 100 di questi anni alle Terme di Pré!

 

(autore: Stella Bertarione)

Inserito in Benessere

Un commento a proposito di “Terme di Pré-Saint-Didier, una lunga storia di benessere

  1. ermanno bruni il scrive:

    ho soggiornato il 17 18 19 ottobre ed è la seconda volta. io e mia moglie insieme ad una coppia di amici ci siamo trovati molo bene e ritorneremo sicuramente. solo due osservazioni: perchè non praticare la tariffa per mezza giornata? il buffet è buono ma io ho sentito la mancanza di un caffè! va bene essere salutisti ma una tazzina che male fa?

Puoi lasciare il tuo commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Calendario Eventi

mese prec Giugno 2019 mese succ caricamento...
D L M M G V S
           
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30