Prendere tempo: emozioni bianche al Miserin


prendere tempo in Valle d'Aosta, al rifugio Miserin, vivere quegli attimi che ti fanno fermare, quegli attimi in cui sei obbligato ad osservare, a respiraremiserin valle di champorcher

Prendere tempo

Credo nelle pause, credo in quegli attimi che ti fanno fermare, quegli attimi in cui sei obbligato ad osservare, a respirare.

Quelle soste forzate che ti fanno ammirare l’inutile presenza umana. Credo nell’amicizia e nella condivisione selettiva. Credo che il Misérin sia questo e molto altro, un posto magico e senza tempo, parole scontate forse per chi la montagna la vive e non la sfrutta. Per raggiungerlo non servono muscoli d’acciaio e leggerezza obbligata ma un pò di cuore e sudore. Poi ci arrivi al Misérin e tutto ti si apre, come una città d’estate, come un fiore in primavera. D’improvviso ti accorgi che gli occhi diventano il catalizzatore primario, la rappresentazione primaria dei tuoi bisogni. Hai tutto lì a disposizione. Il panorama, il vino, la birra, le “comodità”, vizi, virtù e un cane fantastico che di nome fa Woulk. A disposizione degli occhi però, perché approfittare di certi beni potrebbe non essere così facile. Insomma questo è uno dei posti del mio cuore, insieme ad altri in questa Valle fantastica in cui vivo, che a 30 anni ancora non ho scoperto tutta e meno male mi dico, viva l’avarizia quando serve, altrimenti sai che noia? Uno di quei posti in cui ci passerei volentieri qualche settimana  di vacanza. Mica villaggi o crociere, una casa, un lago, del nettare e qualche buona pagina da leggere. Magari un pò di tabacco e qualche melodica nota. Andateci al Misérin, d’inverno, d’estate, in primavera o in autunno ma andateci perché se un minimo di umiltà e sensibilità vi è rimasta in questi anni zero questo è il posto giusto nella quale sputarla fuori, questo è il posto giusto nel quale fermarsi, almeno per 5 minuti. Allontanatevi da tutto, dal traffico, dalla Bibbia, dall’apericena e dalle banche. Fatelo però, prima di schiantarvi fatelo, perché quella pena di cui tutti parlano bisogna valorizzarla, almeno una volta nella vita. E questo è IL posto in cui poterlo fare.

 

Take your time

I believe in breaks, in those moments that make you stop, those when you must observe, you must breathe. Those obliged stops that make you admire the useless human presence. I believe in friendship and in selective condivision.

I think that Misérin is one of those places, and much more, a magic spot out of time, even though those might be sold out words for the ones who live the mountain and does not take advantage  of it. To get there you don’t need iron legs and ultra-tech lightweight stuff but only a bit of heart and sweat.

Then, you reach the Misérin, and everything opens up, like a city in summer o r a flower in spring. All of a sudden you notice that the eyes become the first thing, primary representation of your needs. You got everything there, the view, the wine, the beer, the commodities, vices and goodness and a dog called Woulk.

Avalaible for the sight only, because taking advantage of certain things could not be so easy. In the end this is one of the places of my heart, together with others in this magic Valley in which I live, that still at 30 I did not explore all; sometimes stinginess is good – I should say – otherwise life could be so boring!

That’s one of the places where I would like to stay for a couple of weeks of vacation. Not cruises or Club Med’s, just a house, a lake, nectar and some good pages to read. Maybe a bit of tobacco and some sweet note.

Please, go to the Misérin Refuge, in winter, summer, spring or autumn, but absolutely go there, because if you still have a bit of humility and sensitivity, in those fucked up years 2000, this is the right place to take it out; that’s the right place to stop, at least for 5 minutes.

Go away from everything, from the traffic, from the Bible, from the downtown aperitif and from the banks. But make it, before you crash, because that suffering wich is on everybody’s mouth, must be endorsed, at least once in your life. And that’s THE place where you can do it.

 

Testi di Massimo Ferro – Foto  di Luca Benedet


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