Asteroid Day a Saint-Barthélémy, 30 giugno 2015

Data evento: 30/06/2015
All'Osservatorio astronomico di Saint-Barthélémy è stato organizzato un evento unico nel suo genere: l'Asteroid Day. Una serata scientifica molto speciale per ricordare e approfondire la catastrofe di Tunguska del 30 giugno 1908.

QUEL GIORNO A TUNGUSKA

Il 30 giugno 1908 fu un giorno particolare, uno di quelli che fanno storia e che possono cambiare le nostre vite. In una sperduta regione della Siberia centrale, in prossimità del fiume Tunguska, era da poco sorto il Sole, l’aria era tranquilla e si annunciava una splendida giornata estiva. Nessuno tra i pochi abitanti della zona poteva immaginare che, di lì a poco, avrebbe assistito a qualcosa di incredibile. Poco dopo le 7 del mattino (ora locale), “qualcosa” esplose nell’atmosfera terrestre ad una quota di circa 8 km dal suolo. L’esplosione fu terribile, con un’energia 800 volte superiore a quella sprigionata dalla bomba atomica di Hiroshima: all’improvviso in cielo si “accese” un nuovo sole, più luminoso di quello appena sorto e visibile da 500 km di distanza. Il boato che ne derivò fu fortissimo e venne udito fino a 1.200 km. Gli effetti furono devastanti: 2.150 kmq di foresta siberiana furono abbattuti o sradicati, solo gli alberi sotto al centro dell’esplosione restarono in piedi ma completamente carbonizzati e privi di rami e foglie. In breve, ogni forma di vita superiore fu spazzata via in pochi istanti.

Una delle poche testimonianze giunte fino a noi è quella di Semenov, contadino tunguso che si trovava a 60 km dall’epicentro. Riviviamo l’evento attraverso le sue parole: “D’improvviso sentii un gran calore, poco mancò che la camicia mi si bruciasse sulla schiena. Alzai lo sguardo e vidi una enorme palla di fuoco che copriva gran parte del cielo“.  Per anni nessun abitante delle regioni limitrofe ebbe il coraggio di avventurarsi nella zona dell’esplosione e su di essa fiorirono incredibili leggende locali. Solo 19 anni più tardi, nel 1927, il geologo russo Leonid A. Kulik (1883-1942) raggiunse il luogo del disastro. Il Times e il New York Times pubblicarono i resoconti delle sue spedizioni. Fu l’inizio di un interesse e di una curiosità che resta tuttora immutata.

Le ricerche scientifiche condotte fino ad ora hanno dimostrato che la Catastrofe di Tunguska è stata provocata dal rientro in atmosfera di un asteroide roccioso poco compatto (questo spiega l’esplosione in volo), di circa 60 metri di diametro con una massa di centinaia di migliaia di tonnellate e una velocità di circa 15 km/s.

IL RISCHIO “NEO”

La Catastrofe di Tunguska si inquadra nello scenario più generale del problema costituito dai Near Earth Object (NEO), asteroidi e comete la cui orbita passa in prossimità di quella della Terra e che rappresentano un potenziale rischio impatto per il nostro pianeta. È stato scientificamente dimostrato che, nel passato remoto, le collisioni con gli asteroidi/comete hanno avuto un ruolo significativo nell’alterare la storia sia geologica sia biologica della Terra; basti pensare all’estinzione dei dinosauri avvenuta 65 milioni di anni fa in seguito alla caduta di un piccolo asteroide di soli 10 km di diametro il cui cratere, da 200 km di diametro, è stato ritrovato nell’attuale penisola dello Yucatán.

A parte Tunguska, impatti asteroidali più recenti sono stati l’evento di Curuçá del 13 agosto 1930 nella foresta amazzonica, l’esplosione in atmosfera sul Mediterraneo Orientale (fra Libia e Creta) del 6 giugno 2002 e la famosa caduta di Chelyabinsk (Russia) del 15 febbraio 2013, in cui un piccolo asteroide di 20 metri di diametro è rientrato ed esploso in atmosfera a 30 km di quota causando 1500 feriti a causa dell’onda d’urto arrivata al suolo.

Per minimizzare il rischio impatti, gli Stati Uniti con la NASA (National Aeronautics and Space Administration), l’Unione Europea con il NEO Coordination Centre dell’ESA (European Space Agency) e il consorzio NEOShield coordinato dall’agenzia spaziale tedesca, sono impegnati in una attività di scoperta, sorveglianza e caratterizzazione fisica dei NEA chiamata genericamente Spaceguard.

Bisogna cercare di scoprire quanti più NEA possibili, specie quelli di piccolo diametro, attorno ai 100-150 metri, piccoli ma in grado di provocare eventi di energia superiore a Tunguska. Per raggiungere questo obiettivo la Asteroid Day Foundation, ha lanciato l’idea dell’Asteroid Day del prossimo 30 giugno, una giornata di sensibilizzazione planetaria sul rischio asteroidi caratterizzata da tanti eventi organizzati localmente in tutte le parti del globo. Naturalmente, la Fondazione Clément Fillietroz-ONLUS, che gestisce l’Osservatorio Astronomico della Regione Autonoma Valle d’Aosta (OAVdA) e il Planetario di Lignan, ha subito aderito, organizzando una serata speciale ufficialmente inserita fra le manifestazioni dell’Asteroid Day.

UNA SERATA PARTICOLARE TRA OSSERVATORIO E PLANETARIO

La manifestazione inizierà alle 20.30 con l’apertura del Planetario di Lignan, a cui seguirà la conferenza illustrata “La Catastrofe di Tunguska e il Rischio Asteroidi”. Alle 21.30 ci sarà il trasferimento a piedi in Osservatorio Astronomico. Con i telescopi messi a disposizione, potremo subito ammirare una rara e bellissima congiunzione stretta tra i due pianeti più luminosi del Sistema Solare: Giove e Venere, astri che Galileo studiò a lungo con il suo pionieristico cannocchiale e che potremo osservare contemporaneamente nello stesso campo visivo perché disteranno poco più della metà del diametro apparente della Luna piena. La serata proseguirà con l’osservazione di altri corpi celesti, fra cui la stessa Luna con i suoi crateri, fino alle 23.00 quando sarà aperta la mostra allestita appositamente nel Laboratorio Eliofisico. Qui, insieme ad una collezione di meteoriti fra cui un frammento del famoso asteroide di Chelyabinsk, si potrà ammirare un reperto unico nel suo genere: la sezione di un albero siberiano sopravvissuto alla catastrofe di Tunguska .

In caso di brutto tempo la manifestazione si terrà ugualmente, l’osservazione ai telescopi sarà sostituita da una visita guidata alla strumentazione dell’OAVdA.

Per i costi e le modalità di partecipazione (la prenotazione è obbligatoria, ci sono soli 60 posti disponibili), si può fare riferimento al programma scaricabile dal sito dell’OaVdA.

Quindi, avanti…curiosi, appassionati, cultori della materia, neofiti.. c’è più di un buon motivo per salire a Lignan la sera del 30 giugno 2015: vi aspettiamo numerosi!

(autore: Albino Carbognani)


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