L’eredità del Nonno


Bivacco Gastaldi

Sono nato a Vigevano, in quella pianura dove l’orizzonte non incontra ostacoli, non incontra le montagne ma nelle mattinate e serate più limpide, guardando a nord si vede spiccare un gigante, a volte bianco e a volte infuocato dal sole, una meraviglia: Il Monte Rosa, la mia passione per la montagna è nata osservandolo, a questo monte ho legato io mio destino.

A Vigevano la mia vita era molto ordinaria, il lavoro in un calzaturificio, le partite di pallone con gli amici e  la fotografia ma appena avevo occasione salivo in sella alla mia Bianchi e correvo alla sezione del CAI per organizzare i corsi in montagna.

Con il CAI ho scalato le Dolomiti, le Grigne, il Gran Paradiso e tante vie sul Bianco ma il mio amore restava il Monte Rosa.

Quando le uscite si dirigevano verso la Valle d’Aosta il mio pensiero andava a Gressoney al minuscolo paese di Trinité e all’immenso Monte Rosa che lo sovrastava, mi pareva quasi di tradirlo quando andavo a scalare in altri luoghi.

Fu l’inizio di una estate torrida che il mio destino si legò al Rosa, il nostro gruppo CAI soggiornava a Trinité, all’albergo Castore, lì mi innamorai di Yvonne, la figlia del gestore dell’hôtel – dopo pochi mesi lasciai il calzaturificio mi trasferii e iniziai a realizzare il sogno che non riuscivo nemmeno a far uscire dai miei pensieri – diventare Guida Alpina.

Vivevo dove avrei sempre voluto vivere, ogni mattina vedevo il Monte Rosa, lo respiravo e ne tracciavo con le dita il profilo quasi a volerlo percorrere tutto ogni giorno.

Dopo due anni di servizio come portatore finalmente ottenni il brevetto da Guida Alpina – Guida del Rosa!

Ero innamorato di quella vita, le uscite con i clienti sul Ghiacciaio in estate, le risalite a piedi o con le pelli di foca per sciare con mia moglie e gli amici, i mille scatti fotografici e le prime mostre – ma il giorno più bello fu un nevoso 27 novembre, quando arrivò la mia bambina, Vivi.

La nascita di Viviana mi legava per sempre a quella terra, a Trinité e alla sua Valle, era un pezzo di me nato in montagna, le mie radici ora erano ai piedi del Rosa.

Portavo Vivi in montagna, la nostra meta preferita era al Lago Blu sopra agli alpeggi del Gabiet, io fotografavo il Rosa e lei giocava in riva ai laghetti. In inverno le insegnavo a sciare, speravo di passarle l’amore per tutto quello che ci circondava.

Ogni volta che lasciavo Gressoney, sapevo che aprendo il mio libretto da Guida avrei trovato un disegno o un pensiero della mia bambina, facevo un lungo respiro e partivo per accompagnare i clienti in giro per le Alpi col pensiero fisso a ritornare presto da Lei, a casa, sul Rosa.

Un giorno di luglio, partii per una ascensione con clienti sul Castore, ho salutato la mia bambina e mia moglie in direzione del Rifugio Sella.

Ahimè da quella gita non sono mai tornato, la montagna e il Signore hanno deciso che il mio cammino si sarebbe fermato sul Rosa, e dal mio Rosa ogni giorno guardo a Valle – alla mia bambina  - ai suoi figli e ai nostri nipotini, sono Bisnonno.

Ho vissuto a pieno i miei giorni, ho realizzato grandi progetti e sogni, la mia vita continua negli occhi di mia figlia, attraverso le sue fotografie e nei passi dei miei nipoti che salendo sul Rosa mi vengono a trovare e continueranno spero nei passi dei miei bisnipoti per amore del Rosa. Questa è la mia eredità, l’eredità del Nonno.

Testo di Viviana Passera – Foto di Remo Passera


Inserito in La mia VdA

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10 commenti a proposito di “L’eredità del Nonno

  1. raffaella pierobon il scrive:

    Complimenti!!! Una grande emozione, spero che vinca il nonno!!

  2. Alessandro Fronza il scrive:

    Ciao Viviana, complimenti per l’articolo.
    Veramente sentito e toccante, tuo papà dalla vetta del Rosa sarà fiero di te!

  3. PERRON ISABELLA il scrive:

    ‘grande nonno remo’…grande uomo di montagna…descrizione commovente di una persona vissuta per la sua famiglia..in un ambiente che amava.nel profondo del suo essere…gresoney la trinitè..ai piedi del maestoso monte rosa..

  4. Alessandro Fronza il scrive:

    Scusa Viviana, ho scritto papà invece di nonno.
    In ogni caso bravissima

  5. Maria Cristina Baietto il scrive:

    Leggendo, mi sono commossa, Viviana. Le tue parole toccano il cuore

  6. Maria Rosa il scrive:

    Mi sono commossa. E’ emozionante sapere che il nonno Remo è riuscito a realizzare i suoi sogni di ragazzo…L’amore per la montagna e in particolare per il Monte Rosa è stato totalizzante nella sua vita fino a legarsi indissolubilmente a Lei come uno sposo con il suo Amore. Grazie Viviana per questo intimo tassello della vostra vita.

  7. Anna Lisco il scrive:

    Bellissima …

  8. Wald il scrive:

    Una grande passione descritta con semplicità ed enfasi, quella di questa storia. Complimenti.

  9. Michel Vasileiou il scrive:

    da quel posticino nel cielo dove tutte le guide che non ci sono piu’ con noi….dove sciano e scalano tra di loro ….lui vi guarda ed e’ felice perche’ e’ stato un bravo uomo..e ha seguito il suo sogno..chapeau mon collegue!!!!!!!

    • Michel Vasileiou il scrive:

      da quel posticino nel cielo dove tutte le guide che non ci sono piu’ con noi….dove sciano e scalano tra di loro ….lui vi guarda ed e’ felice perche’ e’ stato un bravo uomo..e ha seguito il suo sogno..chapeau mon collegue!!!!!!!

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