Una classica che non delude: Alpe Leretta e Plan du Jouc


Dalla frazione Coumarial di Fontainemore entriamo "in punta di ciaspole" nel cuore della Riserva Naturale Mont Mars fino all'Alpe Leretta e al Plan du JoucL'Alpe Leretta

Il bianco e il blu.

Risponderei così a chi mi chiedesse cosa mi è rimasto più impresso della fantastica giornata con le ciaspole all’Alpe Leretta e al Pian du Jouc.

Il bianco della neve e il blu del cielo che si sfiorano, si confondono fino ad unirsi nella nitidissima sagoma del Mont Mars che ha ininterrottamente vegliato su di noi.

La partenza avviene da Coumarial (m. 1.455), percorriamo alcune centinaia di metri ai lati della pista da fondo prima che la strada diventi di nostra esclusiva proprietà, illuminata da uno splendido sole.

L’innevamento è abbondante, i primi spunti per scaldare le reflex ci vengono forniti dalle baite di Vercosa, quasi interamente sepolte dalla coltre bianca che disegna uno scenario fiabesco.

Procedendo di buon passo, giungiamo all’Alpe Leretta (m. 1.784), un piccolo pianoro dove si trovano alcuni casolari in pietra, ci rifocilliamo e scambiamo pareri entusiasti sull’esperienza che stiamo vivendo.

Imbocchiamo il sentiero che conduce alla Punta Leretta,  sono rapito da ciò che mi circonda, le persone che mi precedono e quelle che mi seguono, gli alberi che si protendono verso il cielo con i loro rami spogli, i pini che mostrano orgogliosi gli aghi verdi e la corona di montagne che ci avvolge in un morbido abbraccio, mi sento una briciola al cospetto dell’immenso.

La pendenza è severa, benché interrotta da alcuni falsopiani, ma il mio corpo non accusa la fatica e,  al termine dei set fotografici,  raggiungiamo la nostra meta (m. 1.997) dopo circa due ore di ascesa.

I nostri guru della Vallée consigliano di raggiungere il vicino Plan dou Jouc (m. 2.043) ove ci sistemiamo a fianco della caratteristica baita per consumare il pranzo.

Giusto il tempo di un boccone, invidiando chi sta cuocendo la polenta, e rimetto in moto l’indice della mano destra; in questo punto d’osservazione, sovrastato dal Mont Mars, la vista spazia dal Monviso al Gran Paradiso fino al Cervino, serve altro per descriverlo?

Una traccia prosegue verso l’alto, la seguo e percorro ancora un dislivello di 150 metri per ammirare dall’alto i miei sei compagni d’avventura che prendono il sole smanicati.

Ritorno da loro e cominciamo la discesa del nostro giro ad anello, nonostante l’alta temperatura e l’abbondante insolazione, speriamo di trovare la “poudreuse” per compiere qualche bella evoluzione.

La nostra buona stella ci aiuta, il valloncello ripido che dobbiamo percorrere è rimasto sufficientemente in ombra, ci fiondiamo a capofitto per la linea di massima pendenza e, tra una corsa ed una capriola, il tratto che ci conduce alle baite di Crest si trasforma in un vero e proprio show.

Al termine della discesa, giunti su un’ampia stradina, mi rendo conto che il luogo è una vera miniera di immagini da imprimere nella scheda di memoria e nella mente.

Un disegno armonioso composto dalle baite che spuntano a fatica dallo spesso manto bianco, da qualche scheletrico larice aggrappato alla montagna, dalle curve sinuose dei rilievi circostanti e, nel cielo limpido, una mezza luna appena sorta, elementi assemblati da un invisibile architetto.

L’ampia strada ci conduce sopra le baite di Creux (m. 1.788), la abbandoniamo per provare un’ultima discesa nella neve vergine  attraverso il lariceto, purtroppo il manto nevoso è deteriorato e raggiungere la pista di fondo sopra Coumarial ci costa una grossa fatica.

Ormai la meta è prossima, durante le ultime “racchettate” ripenso alle molteplici emozioni appena vissute; manca solo un particolare, un brindisi per suggellare un rapporto che sicuramente si consoliderà e ci vedrà ripartire, magari ancora più numerosi, per altre emozionanti avventure.

Info e descrizione del percorso

Testo e foto di Alessandro Fronza (Dal microscopico all’immenso)

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16 commenti a proposito di “Una classica che non delude: Alpe Leretta e Plan du Jouc

  1. Una grande classica, sempre splendida, che ci ricorda le bellezze dell’inverno in Vallée: belle parole e bei ricordi!

    • Alessandro Fronza il scrive:

      Grazie Francesco! A gennaio una insieme ce la spariamo di sicuro (e non solo a gennaio)

  2. danilo il scrive:

    ….foto stupende!!!! vorrei sapere come fate a “fiondarvi” con le ciaspole!

    • Alessandro Fronza il scrive:

      Ciao Danilo, ti assicuro che non è per nulla difficile. L’importante è che la neve abbia la giusta consistenza poi è come correre…

  3. Rita Sartori il scrive:

    INCANTEVOLE!!!!!!!

    La tua illustrazine sia letteraria che fotografica mi da la senzazione di aver partecipato al tuo gruppo.

    GRAZIE!!!!!!

    • Alessandro Fronza il scrive:

      Grazie Rita, non potevi farmi complimento migliore!!!

    • Alessandro Fronza il scrive:

      Giusta considerazione! Solitamente la aggiungono i curatori del blog, questa volta, giustamente, sarebbe stato scorretto.
      E io non sono in grado…ciao

    • Giusto!!! Ci ho pensato ma non sono stato in grado, di solito ci pensano gli autori del blog ma, stavolta trattandosi di un concorso, non hanno potuto intervenire.
      Ciao!

  4. Dario Cucchiar il scrive:

    il racconto è scorrevole e trasmette le belle emozioni che si provano in Valle, le foto poi sono molto belle. Anche se siamo antagonisti in questo concorso, un voto te lo devo dare per forza :)

    • Alessandro Fronza il scrive:

      Ciao Dario, scusa per il ritardo nella risposta. Grazie per il bel commento, anch’io ho apprezzato il tuo articolo e l’ho votato, del resto la competizione è molto goliardica… :-)

  5. Ilaria il scrive:

    Ciao Ale, vedere le foto e leggere della tua esperienza a contatto con una natura incantevole, mi ha fatto sognare ad occhi aperti. Sarebbe piaciuto anche a me essere con voi per ammirare quegli spazi innevati e “ascoltare”, apprezzare il silenzio che sicuramente sovrastava sulle montagne imbiancate a ridosso di un cielo così limpido e puro. Avrei sopportato pure il freddo pur di concedere ai miei occhi e alla mia mente uno scenario simile!!. Grazie dunque, per avermi concesso di sognare un po’.

    • Alessandro Fronza il scrive:

      Grazie Ilaria!!!
      Parole come le tue mi danno una soddisfazione enorme.
      Sono veramente contento, magari la prossima volta ti unirai al gruppo…

  6. rinaldo il scrive:

    Foto stupende

    • Alessandro Fronza il scrive:

      Grazie Rinaldo!!!

  7. rinaldo il scrive:

    Bellissime Foto Alessandro!!!

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