Lac Caché


Un percorso in compagnia verso il Lac Caché, lago difficile da reperire in mezzo ad un bosco ad alta quota della Valle d'Aosta

Ci sono luoghi che non sono accessibili a tutti per via della conformazione del territorio o delle difficoltà tecniche per giungervi e solitamente questa caratteristica diventa un valore aggiunto che preserva l’integrità e la conservazione dell’ambiente garantendone l’unicità e la misteriosità.

Venne il giorno in cui decisi di accompagnare un mio amico turista al lago nascosto da cui era molto attirato da parecchi anni. Il soprannome è dovuto alla difficoltà nel reperirlo in mezzo al bosco ad alta quota, lontano dalle strade e dalle case, invisibile ed introvabile.

Ci accordammo sull’orario e così alle 16 partimmo. Era tardi, ma potendo arrivare con la macchina a circa mezz’ora di cammino dal lago risparmiando due ore e mezze ci restava il tempo per goderci la serata in montagna sperando in qualche incontro e così ci dirigemmo in auto percorrendo parecchi km di strada e di poderale e, giunti alla fine, decisi per un percorso alternativo.

Partimmo baldanzosi su un percorso facile tra boschi di abete rosso (sapeun) e di lì a poco ci imbattemmo in un pianoro con un torrentello serpeggiante, proseguimmo la salita su un sentiero appena visibile e privo di segnaletica, nascosto tra i rododendri, tra le felci e tra una selva di funghi di ogni specie e qualità con una varietà di colori resi sgargianti dall’umidità del bosco posto a nord-ovest .

Intanto il tempo passava, circa un ora e visto l’allungamento del percorso con un dislivello maggiore e  considerati gli imprevisti delle numerose telefonate, SMS e soste per raccontare aneddoti del luogo, per fotografare panorami e per rilevare specificità e endemie  lungo il percorso ci trovammo in alto.

Sotto di noi si estendeva uno spazio aperto circondato da boschi di abete rosso  e tra le sue erbe pascolavano dei vitellini con un manto granata e i musetti bianchi che si avvicinarono appena scendemmo fino al limitare del pascolo.

Andammo a bere al fontanile di legno che era posto in mezzo a tre case di pietra e legno restaurate a nuovo con tetto in losa come se fossero ville. Intanto iniziò a piovere e, a malincuore, decidemmo di non salire al lago nonostante mancasse appena mezz’ora, la mezz’ora prevista. Il nostro programma era cambiato, il percorso  era stato allungato poiché se qualcosa è troppo facile non la si apprezza e poi non si ha nulla da raccontare.

Rinunciammo alla salita che ci mancava per raggiungere la nostra meta e ci affrettammo con  passo veloce sulla stradina di ritorno. Purtroppo il tempo era tiranno e le telefonate ci pressavano, il ritorno incombente per una cena in pizzeria non era procrastinabile. Iniziai quindi a correre per circa 4 km per giungere il prima possibile all’auto e recuperare il compagno lungo il percorso, cosa che funzionò a meraviglia visto che fummo puntali e precisi. Solamente il lago rimase un punto interrogativo perché rimase nascosto e fino al prossimo anno non avrà altri visitatori, ma questo è un bene per la sua integrità e magia.

In pizzeria e poi per giorni fui accusato di aver turlupinato l’amico turista e non volergli far conoscere il lago di Tillac, ma recuperai in seguito con altre gite in montagna tra boschi e laghi della Valle D’ Aosta.

Testo e foto di Eliseo Lumignon

Inserito in SPORT, Trekking

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4 commenti a proposito di “Lac Caché

  1. de leo luigi il scrive:

    Anch’io un giorno che ero in negozio una signora mi chiese se sapevo dov’è ra il lago nascosto, naturalmente x me era la prima volta che ne sentii parlare è al tempo stesso la cosa mi incuriosì e mi chiesi chi meglio di Eliseo può sapere dové, di fatti lui sapeva dov’èra e mi spiegò il punto dove trovarlo…però ancora non ho avuto la possibilità di andarci…..magari un giorno combiniamo Eliseo che ne dici?

  2. franca il scrive:

    E’ possibile sapere da quale località si parte. Non sono riuscita a trovarlo da nessuna parte.
    Grazie.

    • VdA Mon Amour il scrive:

      Buongiorno, Franca.
      Il laghetto “nascosto” di Tillac si raggiunge partendo dalla frazione Chabodey di La Salle. Qui trovi la descrizione del percorso http://www.gulliver.it/itinerario/55461/ (l’itinerario proposto nel link sale al Monte Valletta, ma passa per il lago di Tillac, quindi puoi seguire le indicazioni e fermarti al lago).
      Il versante su cui si sviluppa il percorso è esposto a nord, per cui la neve rimane fino alla tarda primavera, quindi consigliamo l’escursione in estate o in autunno per godere degli splendidi colori e profumi dei boschi.
      Buona passeggiata!

  3. Raffaella Pierobon il scrive:

    Ci sono stata oggi! Davvero introvabile, nascosto e delizioso!

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