Un volo in mongolfiera in Valle d’Aosta: i 4.000 nel pallone


Il volo in mongolfiera in Valle d'Aosta, tra le montagne più alte d'Europa, è un’esperienza indimenticabile

Ad Aosta, appena albeggia, Nello Charbonnier e suo figlio Igor, professionisti tra i più esperti a livello mondiale, istruttori e campioni italiani di volo in pallone libero, iniziano a montare le loro mongolfiere per volare.

Un volo in mongolfiera in Valle d’Aosta è un’esperienza indimenticabile alla portata di tutti, in tutte le stagioni. Non serve neppure un abbigliamento particolare, basta la voglia di provare sensazioni uniche e non soffrire di vertigini.

Sul piazzale della patinoire di Aosta, i giganteschi aerostati vengono srotolati, fissati alla cesta di vimini che conterrà i passeggeri, poi, un ventilatore li gonfia parzialmente d’aria. A questo punto, con grandi fiammate che escono dal bruciatore, il pallone, poco a poco, prende forma, si solleva e, dritto nel cielo, attende docile che i passeggeri salgano nella cesta. Poco più di un metro quadro di vimini… ma avrò freddo?… ci staremo tutti? Sì, cinque persone compreso Nello, tre bombole di propano (ce n’è sempre una di riserva, così come per i bruciatori) e gli strumenti di bordo: il GPS che indica velocità, direzione e posizione; l’altimetro per conoscere la quota e la velocità di salita; la radio per mettersi in contatto con la torre di controllo dell’aeroporto, i fuoristrada che seguono da terra, le altre mongolfiere.

Nello ci augura buon viaggio e “dà propano”: una vampata di calore ci avvolge (altro che freddo!) e in un attimo ci troviamo a trecento metri da terra. Si sale.

Aosta si riesce già ad abbracciare con lo sguardo e si scopre come, da quassù, sembri perfetto il lavoro dell’uomo: la geometria delle strade, i palazzi di epoche diverse democraticamente tutti in fila, il rispetto e lo spazio riservato alle vestigia del passato… il Teatro Romano e la Tour Fromage, la Porta Pretoria, l’Arco di Augusto, la Cattedrale, le mura romane, le chiese e i campanili

Si sale ancora, senza avvertire un filo di vento, in un silenzio a cui i nostri sensi non sono più abituati, interrotto ritmicamente dal ruggito del bruciatore che ci porta sempre più in alto. Intorno, vediamo le altre mongolfiere che salgono e scendono, che si avvicinano e si allontanano. Charbonnier ci spiega che se non avessimo le altre aeromobili come riferimento sembrerebbe di restare immobili, in un mare d’aria.

L’ordine delle cose viene  sostituito dalla perfezione della natura. Ora, tutta la valle, circondata da montagne di velluto verde, attraversata dal serpente luccicante di una Dora in moto perpetuo, è qui, intorno a noi. Siamo a 1.800 metri, in lontananza si scorgono Sarre, Saint-Pierre, Villeneuve, persino Arvier. Dal lato opposto, vediamo le montagne che lentamente si spostano, disegnando nella valle una “V” riempita da un cielo rosa e azzurro, l’occhio si perde.

Nello dà ancora gas, superiamo i 2.200 metri, le grandi montagne che proteggono Aosta si abbassano e, a 360 gradi, siamo circondati da giganti: tutti i 4.000 della Valle d’Aosta, le cime più alte d’Europa. A nord il Grand Combin, a ovest la vetta del Monte Bianco affiancata dalle Grandes Jorasses, il ghiacciaio della Brenva e il Dente del Gigante, a sud-ovest il ghiacciaio del Rutor, a sud il gruppo del Gran Paradiso, a est il Rosa e a nord-est l’inconfondibile Cervino chiude il cerchio. Le condizioni meteo ci permettono di godere per diversi minuti di questo che, definire semplicemente spettacolo, è riduttivo. A oltre 2.000 metri di quota, in una cesta di vimini che ci cinge poco sopra la vita, ci spintoniamo per riempirci gli occhi e l’anima, non sappiamo più dove girarci, dove guardare. Dall’alto della mia posizione anch’io, semplice cronista, divento letterario e, per dirla all’Ungaretti, “M’illumino d’immenso”.

Inizia la discesa e, come sempre in mongolfiera, andiamo dove ci porta il vento: la direzione la decide lei. Solo l’abilità del pilota, sfruttando le correnti alle diverse quote, consente di cambiare direzione, ma non si può stabilire a priori il punto d’atterraggio. Infatti, finiamo in un prato recintato per i bovini, poco più in là, le mucche da combattimento ci guardano con disappunto.

Poco importa, noi siamo ancora lassù…

(Enzo Parretta)

Inserito in Proviamoci, Volo libero

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2 commenti a proposito di “Un volo in mongolfiera in Valle d’Aosta: i 4.000 nel pallone

  1. Silvia Lavagni il scrive:

    Buongiorno,

    volevo, cortesemente, conoscere i costi del volo.

    Ringrazio in anticipo.
    Cordiali saluti

    Silvia Lavagni

    • VdA Mon Amour il scrive:

      Gentile Silvia,

      trova i prezzi dei voli, per diverse combinazioni selezionabili dal menu a tendina “scegli la tua opzione”, sulla pagina di prenotazione on line http://www.mongolfiere.it/content.asp?ID=56

      Grazie per il messaggio!

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