Com’è andata quest’anno per i ghiacciai valdostani?

VIVA

Gli effetti di un'estate fresca e piovosa sui ghiacciai della Valle d'Aosta

Quest’anno l’estate, dal punto di vista meteorologico, si è fatta desiderare. L’anticiclone delle Azzorre, che normalmente assicura lunghi periodi di giornate calde e soleggiate, è rimasto latitante, e così sul Nord Italia sono transitate, da giugno ad agosto, ben 24 perturbazioni, con precipitazioni molto maggiori delle medie estive e temperature decisamente basse per il periodo. Estate triste, quindi, per turisti e operatori turistici, ma… almeno buona per i ghiacciai?

Per rispondere in modo corretto, è bene chiarire alcune cose. Un singolo anno con un’estate di questo tipo non fa sicuramente crescere i ghiacciai. Se pensiamo che la neve di un inverno, se riesce a resistere alla stagione estiva, impiega almeno 10 anni per trasformarsi in vero e proprio ghiaccio, è facile capire che occorrerebbero diverse stagioni come questa prima di avere un effetto veramente visibile sui ghiacciai. In altre parole, gli effetti “visibili” su un ghiacciaio – tipo l’avanzamento o il rigonfiamento della fronte – dipendono dall’andamento meteorologico di almeno 10-15 anni. Non aspettiamoci quindi di vedere grandi cambiamenti rispetto all’andamento degli anni scorsi.

L’estate 2014 dei ghiacciai valdostani

Sicuramente quest’anno le perdite di massa – neve e ghiaccio – durante la stagione estiva dovute alla fusione sono state minori che in anni precedenti. Questo perché molta della neve del periodo invernale non è scomparsa come di solito avviene con i primi caldi estivi, e quindi ha preservato il ghiaccio sottostante dalla fusione. Addirittura alcuni ghiacciai sono rimasti quasi interamente coperti di neve per tutta la stagione estiva. Questo però non è vero per tutti i settori.

Nel mese di luglio, più o meno tutti i ghiacciai monitorati presentavano ancora una copertura nevosa quasi completa. Alla fine di settembre, ad esempio, il Ghiacciaio di Gran Vallon, in Val di Cogne, si presentava ancora quasi interamente coperto di neve; invece sul Ghiacciaio di Tsanteleina, in Val di Rhêmes, o sul Ghiacciaio del Rutor, la quota dell’innevamento residuo a fine estate si attestava tra i 3.100 e i 3.200 metri di quota, abbastanza simile agli anni scorsi.

Bilanci di massa: le prime stime dicono che…

I rilievi per i bilanci di massa, ossia per il calcolo del bilancio tra accumuli e perdite, sono terminati tra la fine di settembre e i primi di ottobre ed è in corso l’elaborazione dei dati. Le prime valutazioni, almeno per alcuni ghiacciai come quello della Tsanteleina, sembrano indicare un bilancio quasi in pareggio o solo leggermente negativo. Possiamo dire che le perdite sono state minori che in altri anni, ma in un contesto generale di regressione, legata all’attuale situazione climatica. Per fare un paragone, potremmo dire che è come avere dei grossi debiti e un mese riuscire a spendere un po’ meno del solito.

Per i risultati definitivi dei bilanci di massa ed ulteriori approfondimenti vi invitiamo a seguire il sito di Fondazione Montagna sicura (www.fondazionemontagnasicura.org) o la nostra pagina Facebook (https://www.facebook.com/FondazioneMontagnaSicura ).

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