Arrampicata al Pilastro Lomasti – Via “La verde milonga”


Il Pilastro Lomasti di Arnad e il Paretone di Machaby sono le principali strutture per l’arrampicata sportiva di più tiri in bassa Valle d’Aosta

Il Paretone di Machaby e il Pilastro Lomasti sono pareti ben esposte al sole e situate a quote relativamente basse, che permettono di arrampicare per buona parte dell’anno. In più, entrambe le pareti, che nel 2004 sono state oggetto di un enorme lavoro di richiodatura, si presentano ben protette a fix inox, perciò vale davvero la pena farci un giro!

Mentre sul Paretone si trovano anche itinerari di bassa difficoltà, il Pilastro Lomasti, per verticalità della parete e compattezza della roccia, è sempre un’arrampicata esigente dal punto di vista fisico.

È stato il forte alpinista friulano Ernesto Lomasti ad aprire il primo itinerario — “La via del ’94” — mentre si trovava in Valle d’Aosta per il servizio militare, nel 1979. Solo pochi mesi dopo, Lomasti trovò la morte sulle pareti della palestra della Gruviera, durante un allenamento in solitaria, forse a causa di un fulmine.

Negli anni successivi nacquero diverse altre vie (oggi sono circa una dozzina), tutte meritevoli e su roccia perfetta: oltre alla più facile e ripetuta “La rossa e il vampirla” (difficoltà dal 6a al 6b), sulla sinistra del pilastro, ve ne è una molto bella, di difficoltà abbordabile, “La verde milonga” (difficoltà 6b/6b+).

L’avvicinamento avviene dal parcheggio per il bel Santuario di Machaby, in circa 45-60 minuti, seguendo prima la mulattiera storica e poi, a un tornante (cartello segnavia presente), una traccia di sentiero. Giunti alla base, alzando lo sguardo, si ammira estasiati la verticalità della parete!

Ho salito questa via diverse volte, per lo più in primavera o in autunno, quando le condizioni per l’arrampicata in alta quota solitamente non sono ideali. Sono 7 lunghezze splendide, molto continue, che si sviluppano al centro del pilastro per poi spostarsi progressivamente verso destra.

La prima lunghezza, sulla carta solo 6a+, dà già la sveglia! Circa 40 metri di arrampicata tecnica e delicata su liste orizzontali  e passi di equilibrio dove, per non fare troppa fatica e “bruciarsi” le braccia, occorre muoversi con una buona tecnica.

Segue poi un tiro intorno al 6b, molto aereo, che porta alla sosta prima del tiro che a mio parere è il più bello (e forse più impegnativo) della via: un muro rossastro compatto molto continuo e di soddisfazione (6b+), su cui la linea di salita disegna un’enorme “S”. La roccia è sempre fantastica, con buchetti per le dita, liste per i piedi, massima aderenza da permettere alle suole di sfruttare ogni minima asperità… sembra incredibile, ma quando ci si trova in difficoltà basta guardare attentamente e si trova l’appiglio che serve, proprio al posto giusto!

Seguono ancora 3 lunghezze di 6b/6b+ e un’ultima un po’ più facile per ritrovarsi sulla cima, aerea e piatta. Da qui, con 4 doppie parzialmente nel vuoto, si scende rapidamente alla base.

Note tecniche:

  • Avvicinamento dal parcheggio: circa 45-60 minuti
  • Nome Via: “La verde milonga”
  • Diff. max: 6b+
  • Sviluppo: 180 metri circa

L’arrampicata è un’attività potenzialmente pericolosa, che richiede un’adeguata preparazione tecnica e fisica. Se  avete dubbi vi consigliamo di farvi accompagnare da una Guida Alpina.

Per informazioni: Compagnie des guides d’Arnad

Autore: Alessandro Ceccon – www.mountainguidesaosta.com

 

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