TOR DE FORCE, a lezione di Gusto e di Terroir


Ultimi appuntamenti per scoprire la cucina valdostana e il mondo degli alpeggi: un Tor de Force del gusto.

Dopo una delle settimane più intense, enogastronomicamente parlando, ecco che questa settimana appare forse più povera ma guardando i programmi spiccano alcune curiosità e piacevoli scoperte, unite dalla “regina” di questa regione.

LA MUCCA: LA REGINA DELLE ALPI

Un territorio, quello valdostano, dove l’animale simbolo è senza ombra di dubbio la mucca tanto che la produzione lattiero casearia ma anche la carne rappresentano da sempre una delle eccellenze gastronomiche della regione. Delle tante iniziative di questa estate dalla meteo molto turbolenta, Alpages Ouverts (di cui avevamo già parlato) costituisce davvero una sorta di finestra su un mondo spesso sconosciuto.

L’edizione 2014  si conclude proprio in questi giorni e per i ritardatari quest’oggi, mercoledì 20, a Cogne all’Alpe Prasupiaz e sabato 23 a Rhêmes-Saint-Georges all’Alpe Melignon, si tengono gli ultimi due appuntamenti dove poter conoscere più da vicino cosa ci sia dietro ad una forma di Fontina, come viva una mucca o come la vita in alpeggio rappresenti qualcosa che va ben oltre il “semplice” accudire del bestiame.

Vita in quota per più di 100 giorni sino al fatidico momento del ritorno a valle, la Désarpa, uno dei momenti clou della stagione. Proprio in attesa di questo momento  ad Aosta, Sabato 23 in Piazza Narbonne ci sarà “Aspettando la Désarpa”: una  fattoria nel centro di Aosta, con gli animali domestici che animano la vita quotidiana delle aziende agricole della Valle d’Aosta. Per promuovere le manifestazioni in programma a Valgrisenche e Valtournenche (Désarpa, 27 settembre) e Cogne (Devétéya, 4 ottobre), saranno allestiti tre punti informativi in cui, tra momenti di animazione e folklore, sarà illustrato il programma di ogni Désarpa e saranno presentate le peculiarità di ogni vallata, con particolare riferimento alle produzioni artigianali ed alla tradizione agricola del territorio.

La conoscenza di un territorio passa anche attraverso queste manifestazioni e, allargando gli orizzonti, data la vicinanza geografica della regione con la Francia e la Svizzera, Giovedì 21 nell’ambito del progetto transfrontaliero Alcotra Saveurs d’Hauteur a Pré-Saint-Didier si terrà una degustazione guidata dei prodotti d’eccellenza dei territori del Monte Bianco: 3 Stati  uniti nel gusto ma ancor più in un Terroir unico nel suo genere dove il confine è solo politico e dove le produzioni agricole hanno una qualità altissima. L’occasione per fare conoscenza con l’agricoltura più alta d’Europa, quella delle vicine Alta Savoia e Savoia francesi, del Vallese svizzero e naturalmente della Valle d’Aosta, territori estremi, se vogliamo diversi, ma dove le colture  e gli allevamenti nel tempo si sono miscelati, frutto anche di scambi continui sin da tempi remoti attraverso i colli prima ancora che si costruissero i tunnel internazionali.

Scambi di vario genere che hanno portato a conoscere cucine e metodologie di conservazione apparentemente simili, dalle zuppe alle fondute, dai formaggi alle carni insaccate, pietanze ricche o povere a seconda delle epoche, sapori che si sono via via arricchiti grazie proprio a questi rapporti di vicinato e che oggi nelle varie sagre vengono serviti e spesso costituiscono delle vere e proprie occasioni da non perdere.

Nella valle del Gran San Bernardo, a Gignod (pochi chilometri da Aosta) viene celebrata quella che ritengo sia la più insolita delle pietanze valdostane, di cosa si tratta? Del Teteun, la mammella della mucca. Una pietanza che tradizionalmente si preparava in questa valle (, una sorta di salume aromatizzato con un misto di spezie (foglie di salvia, alloro, rosmarino, bacche di ginepro) e sale che conferisce alla stessa un sapore particolare. Per provarlo non resta che andare  a Gignod, da domani a Domenica 24 alla Feta di Teteun.

 

E NON FINISCE QUI…

In Valle d’Aosta ce n’è davvero per tutti i gusti e la settimana prossima si celebrerà una delle specialità regionali,  il Lard d’Arnad d.o.p.: DA INTENDITORI!

 

(autore: Stefano Carletto - foto: autori vari)


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