Roi de Siam (3.693 m) – Via “Petit Capoussin”


Arrampicare sui satelliti del Mont Blanc du TaculPlacche di roccia

Prima di tutto verifichiamo le condizioni della montagna

Da alcuni giorni il tempo è soleggiato e le temperature sono perfette per una scalata in alta quota. Alcuni amici guide alpine di Courmayeur mi confermano che la roccia in alta quota, nella zona dei satelliti del Mont Blanc du Tacul, è pulita dalla neve. Telefono a Francesca, la mia compagna di tante avventure in montagna.

“Perché non andiamo a fare una via ai satelliti?”

“OK” mi risponde subito,”è da un po’ di tempo che non ne saliamo una!”

Guardiamo un po’ di relazioni su internet e sui nostri libri di montagna e decidiamo si salire su una delle poche punte che ancora ci manca: il Roi de Siam (che in realtà è un’aguzza anticima del Petit Capoucin). Avevo già percorso ormai molti anni fa, insieme a Fabrizio, la prima metà della via “Petit Capoussin” sulla parete Sud-Est, ma un inconveniente ad una sosta ci aveva costretto alla ritirata: mi era caduta una scarpetta! Colgo l’occasione per proporre a Francesca questa salita…

Partiamo di buon’ora

Come al solito partiamo presto al mattino per riuscire a prendere la prima funivia che sale verso il Rifugio Torino ma arrivati al parcheggio di La Palud notiamo già una grande coda alla cassa. Pazienza… Aspettiamo il nostro turno e mettiamo piede sul ghiacciaio di Punta Helbronner con un po’ di ritardo rispetto alla nostra ideale tabella di marcia.

Percorriamo velocemente il tratto di avvicinamento che per fortuna si presenta in perfette condizioni: l’ottimo rigelo notturno e la buona traccia permettono una camminata agevole.

Arriviamo così alla base del gigantesco obelisco di granito… qui non c’è più traccia: probabilmente è da tempo che questa via non viene percorsa. Sprofondiamo nella neve, superiamo la terminale con la dovuta attenzione e ci troviamo sullo zoccolo roccioso basale, che risaliamo fino ai terrazzi da dove parte la via. Tolti gli scarponi e i ramponi infiliamo imbrago, scarpette, prendiamo un piccolo zainetto con le cose essenziali per la salita, prepariamo il materiale (rinvii, friends, corda, casco…) e via!

Il primo tiro (che in realtà è il secondo perché il vero primo tiro, spesso umido, l’abbiamo evitato salendo lo zoccolo roccioso) è abbastanza impegnativo: parto deciso, fatico un po’ ma riesco a mettere un buon friend incastrato in fondo ad una larga fessura, e mi ristabilisco sulla placca soprastante per iniziare un delicato traverso verso destra. Supero poi un diedro più facile e giungo alla prima sosta, piuttosto aerea e scomoda, da dove recupero Francesca che sale con la consueta decisione e velocità. Procediamo con un buon ritmo lungo i tiri successivi, affrontando ogni tanto qualche passaggio più difficile e “fisico”, fino ad arrivare alla base del torrione sommitale. Incrociamo qui alcune cordate che stanno percorrendo una via più a destra (“le Lifting du Roi”), ed affrontiamo l’estetica parte finale della salita. Ci ritroviamo così sulla vetta del Roi de Siam, strettissima, molto esile… ma non c’è tempo da perdere (oltretutto la posizione è piuttosto scomoda), dobbiamo scendere per evitare di perdere l’ultima funivia. Prepariamo le doppie e giù! Senza inconvenienti e facendo molta attenzione a non incastrare le corde nelle numerose fessure raggiungiamo in nostri zaini con il materiale da ghiacciaio. Un’ultima calata per superare la terminale e possiamo ripercorrere a ritroso la traccia sul ghiacciaio che abbiamo lasciato al mattino, ora molto più scomoda a causa della neve rammollita dal sole… Arrivati al Col Flambeau incontriamo alcuni amici che hanno in programma di salire il giorno dopo la Nord della Tour Ronde, che in effetti sembra essere in buone condizioni. Li salutiamo, augurando loro una buona salita e ci dirigiamo verso la funivia.

Ci siamo divertiti, siamo un po’ stanchi ma molto soddisfatti. Rientriamo a casa sognando e programmando già le nostre prossime avventure in montagna!

 

Note tecniche

Nome via: Petit Capoussin (Roi de Siam – Monte Bianco)

Località di accesso: La Palud – Punta Helbronner (Courmayeur)

Difficoltà max: 6c

Sviluppo: 300 metri

Ricordiamo che si tratta di un itinerario alpinistico di elevata difficoltà, pertanto è necessaria un’adeguata preparazione tecnica e fisica. Se non siete provetti alpinisti fatevi accompagnare da una Guida Alpina.

Per informazioni: Società Guide Alpine Courmayeur

Testo e foto di Alessandro Ceccon – www.mountainguidesaosta.com


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