Camminando sui sentieri del Tour des Six


Un itinerario ad anello tra i rifugi di Ayas e GressoneyIl vallone di Mascognaz

Dove siamo

Un fine settimana alla scoperta della natura e di paesaggi emozionanti tra la Val d’Ayas e la Valle di Gressoney, avendo come punti di riferimento i rifugi Arp (sopra Brusson), Alpenzu (sopra Gressoney-Saint-Jean) e Vieux Crest (sopra Champoluc).

E’ questa l’esperienza che si può vivere percorrendo l’anello più piccolo del Tour des Six, il circuito che tocca anche i rifugi Ferraro e Grand Tournalin nella Val d’Ayas e Ermitage, sopra Chamois. Sul sito dedicato  si trovano anche tutti i riferimenti e i dati tecnici relativi al percorso (lunghezza, dislivello, tempi di percorrenza).

L’escursione

Arrivato a Mascognaz in circa 45 minuti da Champoluc su un bel sentiero che sale in mezzo ad un fitto bosco, risalgo un grazioso valloncello su una comoda pista forestale che costeggia il torrente, in un ambiente selvaggio e affascinante dove il silenzio è rotto solo dai fischi delle marmotte e dal canto degli uccelli.

L’aria tersa e frizzante della mattina rende ancora più gradevole la camminata; man mano che si sale l’ambiente si fa più aspro e spoglio e riesco a scorgere qualche camoscio che fa capolino dietro una roccia o attraversa lesto uno dei pochi nevai ancora persistenti. Ai piedi del colle di Palasinaz (2661 m) un ampio altopiano invita ad una breve sosta per ammirare ancora una volta il vallone di Mascognaz prima di giungere al colle da dove, in una giornata soleggiata, la vista può spaziare sulle vette della Valle centrale. Scendendo dal colle ad uno ad uno si scoprono i cinque laghi omonimi, adagiati in un ambiente alpino di grande bellezza.

Raggiungo il rifugio Arp, appena sotto i laghi, in circa tre ore da Mascognaz e una dal colle di Palasinaz. Il tempo di un pranzo leggero e via di nuovo perché la giornata si concluderà al rifugio Alpenzu, distante ancora almeno tre ore di marcia. Intanto il rifugio a poco a poco si anima di turisti e villeggianti, alcuni giunti in mountain bike da Estoul.

La salita verso il colle Valnera (2676 m) avviene in un paesaggio quasi lunare su sentiero ben segnato anche se a tratti ancora coperto dall’ultima neve. Dal colle, che raggiungo in un’ora dal rifugio Arp, si intravede Gressoney-Saint-Jean adagiata nel fondovalle e si nota subito la differenza tra le due vallate: il versante qui si fa decisamente più ripido e la natura più verde. Su un sentiero all’inizio a tratti poco evidente, dopo circa un’ora arrivo al bivio con la Walser Weg, la Via Walser che idealmente unisce i centri di cultura Walser e che, a mezza costa, conduce ad Alpenzu e prosegue fino a Gressoney-La-Trinité. Un sentiero ben curato con un saliscendi che mette a dura prova le gambe già stanche, ma che si snoda in un ambiente naturale molto rigoglioso e profumato.

Dopo un’ora di cammino sulla Via Walser, superata un’insenatura nella montagna, scorgo finalmente il piccolo e grazioso villaggio di Alpenzu, un gruppo di case dove si trovano la cappella dedicata a Santa Margherita, un antico forno per il pane e il rifugio ristrutturato con cura e buon gusto, oltre ad altri rustici.

Il tempo per riposarsi, leggere qualcosa e scambiare due chiacchere con i gestori accoglienti e simpatici ed è già ora di cenare con un’ottima polenta e salsiccia prima di ammirare il calar della sera e i suoi colori, assaporare i profumi dell’estate e vedere accendersi le luci di Gressoney-Saint-Jean lì sotto a un’ora di cammino.

L’indomani partenza di buon mattino con l’idea di arrivare per pranzo al rifugio Vieux Crest percorrendo l’Alta Via n. 1. Il tempo è incerto, per il pomeriggio sono previsti temporali, già le nuvole si addensano sui rilievi, prima di arrivare all’ultimo rifugio ancora un colle, il Pinter, a 2777 metri di quota, mille metri di dislivello.

Il sentiero che sale deciso sul versante della montagna fino all’imbocco del vallone offre splendidi scorci sul massiccio del Monte Rosa e lascia intravedere  il colle ancora innevato in lontananza.

Una volta giunto sul Pinter, la sorpresa di trovare sul versante verso Champoluc una distesa di neve compatta che ricopre ogni cosa, ma le tracce sulla neve e i segni sulle rocce permettono di orientarsi e riprendere il sentiero circa duecento metri a valle.

Già si vedono in lontananza i dolci pendii della Val d’Ayas, poi ancora un canalino ripido attrezzato con corde fisse, prima di tirare il fiato e godersi la natura. Dal Pinter raggiungo il rifugio Vieux Crest in un paio d’ore circa (ma senz’altro ne bastano meno) l’impressione è di non arrivare mai, sicuramente è stata la stanchezza a giocare brutti scherzi… Una volta al rifugio il rientro su Mascognaz e poi al parcheggio, il tutto in un’oretta di bella passeggiata in mezzo al bosco.

Testo e foto di Roberto Willien


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Un commento a proposito di “Camminando sui sentieri del Tour des Six

  1. Andrea il scrive:

    Buongiorno,
    potrei avere maggiori informazioni su questo percorso?
    E’ adatatto a tutti?
    In particolare mi piacerebbe sapere se i tratti attrezzati sono complicati e se ad agosto si trova ancora neve in quanto tecnicamente non mi sento in grado di affrontarli.

    Grazie,
    Andrea

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