Sultano, il re incoronato dalle montagne

VIVA

Nel 1994 moriva Sultano, lo stambecco del Parco Nazionale Gran Paradiso che è entrato nella storia delle Alpi

Vent’anni fa moriva Sultano, celebre stambecco simbolo di carisma e fierezza, entrato a tutti gli effetti nella storia delle Alpi. Un animale impossibile da non ammirare, reso famoso tanto dal suo trofeo di corna quanto da quella forza e determinazione che hanno fatto di lui un esempio di magnificenza.

Il primo avvistamento di Sultano avvenne una mattina di giugno del 1985. Provino Chabod, guardaparco in alta Val di Rhêmes, s’imbatté con sorpresa nella figura imponente di uno stambecco. L’animale non poteva avere più di otto anni e, dopo attente analisi dei resoconti giornalieri del personale di servizio del Parco, non ci volle molto per capire che nessuno ricordava di averlo mai visto prima di quel momento. Non apparteneva ad alcun branco conosciuto fino ad allora e il mistero su come e quando l’esemplare fosse arrivato nella Valle spronò ancor di più le guardie a monitorarlo con costanza.

Ebbe così inizio l’affascinante viaggio alla scoperta di uno stambecco fuori dal comune, un viaggio straordinario fatto di silenzi, complicità e commozione, che durò per diciotto anni, lasciando una traccia indelebile nella memoria del Parco e nel cuore dei suoi abitanti.

Nel libro Sultano delle nevi. Una storia vera del Gran Paradiso di Ariberto Segala, Vittorio Peracino, ex ispettore sanitario, descrive Sultano come «fiero, energico, irruente, deciso. Uno stambecco capolavoro. Durante la stagione degli amori non aveva neppure bisogno di affrontare in duello i rivali. Li sconfiggeva con il solo apparire. Intelligente? Il fatto di essere riuscito a sfiorare i 18 anni, guidando un branco, significa che sapeva operare delle scelte: arrivare, per esempio, ai pascoli migliori nel momento più opportuno».

Lo stambecco per eccellenza morì il 16 marzo 1994. Quel giorno, Chabod incaricò il giovane Stefano Borney — oggi Capo Servizio della Valle di Rhêmes — affinché filmasse gli ultimi istanti di vita di Sultano. Il re degli stambecchi si era adagiato sull’erba, il muso voltato verso oriente fino all’arrivo di alcuni suoi simili, che lo circondarono in silenzio per qualche istante. Anche il cane di Borney raggiunse l’animale e, invece di girargli intorno incuriosito come faceva di consueto, gli si sedette semplicemente accanto.

Così si concluse la vita di Sultano, e con lui parve morire anche qualcosa di antico, qualcosa di magico e fuori dal tempo che da sempre lo aveva accompagnato: un frammento, lucente e infinitesimale, del Gran Paradiso.

 

Potete vedere il filmato che ripercorre gli ultimi istanti di vita di Sultano nel Centro visitatori del Parco Nazionale Gran Paradiso di Rhêmes-Notre-Dame, che allo stambecco simblo del parco dedica uno spazio espositivo permanente.


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