Rafting in Valle d’Aosta: da Pré-Saint-Dider a Sarre


"Andar per fiumi" permette di vedere la Valle d’Aosta da un punto di vista nuovo; ecco alcuni percorsi di rafting da non perdere

La partenza da Pré-Saint-Didier

Una breve lezione teorico-pratica, e si parte! A Pré-Saint-Didier, ci aspettano subito le famigerate rapide delle Fontine, che occorre superare per scivolare nel silenzio della riserva naturale Marais di Morgex e La Salle. In quest’oasi della natura, si può ammirare la maestosità dei falchi e delle aquile — con un po’ di fortuna si può vedere anche il gipeto—,  la sinuosità degli aironi, la mamma germano con i suoi piccoli… E tutto questo nella magnifica cornice del Monte Bianco, della Grivola e di altre montagne di minor fama, ma non per questo meno belle.

Dal Marais di La Salle all’Equilivaz

Mentre i più esperti possono navigare le rapide di La Salle, ai principianti consigliamo di uscire dall’acqua e di reimbarcarsi più a valle, nelle entusiasmanti rapide di Santa Barbara. Una doccia sotto le imponenti cascate di Lenteney, e si continua fino a Runaz, dove tutti, principianti ed esperti, devono fermarsi nella pineta dell’Equilivaz. Oltre questo punto, infatti, il fiume si restringe in una gola angusta, e crea due salti spaventosi, che sono uno spettacolo da vedere, ma non sono navigabili. Per questo, è importante non avventurarsi sul fiume senza l’accompagnamento di una guida.

Le gole di Runaz e di Avise

A valle dei salti, il canyon continua attraverso le gole di Runaz e Avise. Insieme alle rapide delle Fontine, queste due gole — adatte ai più sportivi — sono la “Mecca” del rafting europeo. Qui l’«acqua viva» — così la definiscono amichevolmente le guide — non permette di alzare la testa e guardarsi intorno, se non per pochi attimi.

In questo tratto, il fiume scorre in mezzo a due pareti verticali di 150-200 metri, e l’unico accesso è via acqua. Il solo segno di presenza umana è un antico ponticello di pietra, coperto di edera i cui tralci pendono sino all’acqua.

I vigneti di Enfer nei dintorni di Leverogne

Un secondo ponte, di costruzione più recente, segna la fine delle rapide più grandi, dopo le quali il fiume digrada piacevolmente nella gola dell’Enfer.

Le pareti qui si fanno più dolci, e sono coperte da terrazzamenti che ospitano i vigneti dell’ottimo e raro vino Doc che prende appunto il nome di “Enfer”.

Superata un’altra piccola gola, in corrispondenza del villaggio di Mecosse, il fiume poi si allarga, mostrando l’anfiteatro di cime della comunità del Grand Paradis.

La vista dei castelli Sarriod de la Tour, di Saint-Pierre e di Sarre segna il termine dell’avventura. In questo tratto, infatti, uno sbarramento prende in prestito l’acqua per la produzione di energia elettrica.

 

Ci vediamo in fiume!

 

Attenzione! Per la vostra sicurezza, verificate sempre che il centro e le guide a cui vi rivolgete siano ufficialmente riconosciute dalla F.I.Raft (Federazione Italiana Rafting).

 

Testo di David Alemanni – www.TotemAdventure.com

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