La Tour de l’Archet di Morgex. La biblioteca nella fortezza.


Non più soldati, né arcieri. Non più assedi, né assalti. La Tour de l'Archet è oggi la "Torre dei Libri". Può esserci biblioteca più affascinante?

Un viaggio in Valdigne, l’Alta Valle d’Aosta, il cui “cuore” è, ormai da secoli per non dire da sempre, Morgex. Dopo la stretta e fredda gola dell’Equilivaz, ecco le prime ariose aperture di Derby e di La Salle dove l’antica via romana delle Gallie prendeva quota su un fondovalle all’epoca invaso dagli acquitrini e dai “marais” della Dora, andando ad affacciarsi su una balconata mozzafiato incastonata tra prati verde smeraldo e boschi senza età. Per poi, dolcemente, ridiscendere attraversando la piana di Morgex. Qui la vallata si apre quasi a disegnare un ventaglio e l’orizzonte, profilato da monti e cime innevate, fa da quinta scenografica al sovrano Monte Bianco che si staglia là in fondo, verso il confine, in tutta la sua granitica e monumentale bellezza.

ED ECCO…MORGEX!

In questa conca soleggiata delimitata, a sud, da scuri e fitti boschi di conifere (l’envers), e a nord da pendii ricamati di vigneti e punteggiati di villaggi (l’adret), ecco Morgex, annunciata dal suo bel campanile con l’inconfondibile cuspide rivestita in rame.

Nata e sviluppatasi lungo l’antico percorso della Via delle Gallie che, da qui, si sarebbe diretta all’Alpis Graia, cioè il colle del Piccolo San Bernardo, per raggiungere quella che oggi è la Francia, Morgex dichiara ancora oggi la sua natura di luogo di transito. Non è infatti difficile immaginare lo sfilare delle legioni o il passaggio di pellegrini e mercanti lungo il suo asse stradale principale. La lunga sequenza delle dimore storiche del borgo fa bella mostra di sé lungo la via principale del paese. Una via tranquilla e ombreggiata che si insinua tra le case fiancheggiando i bei portici ottocenteschi del Comune di fronte ai quali sorge la chiesa parrocchiale dedicata a Santa Maria Assunta, una chiesa importante con una storia che risale addirittura al V secolo d.C.

TURRITO PRESIDIO

Poco più avanti, in corrispondenza di un altro slargo, ecco comparire la Tour de l’Archet, riaperta al pubblico nell’ottobre 2010 dopo intense campagne archeologiche, interventi di restauro e accurati lavori di messa a norma. Sin da lontano si delinea il profilo squadrato e severo dell’antica torre dei De Arculo, questo il nome della nobile famiglia che, da Aosta, dove aveva trasformato l’Arco di Augusto nella sua dimora derivandone il nome, si trasferì in Alta Valle. E’ noto che i Savoia sostassero regolarmente qui durante i loro trasferimenti da e verso la Francia e che qui tenessero le Udienze Generali. Da De l’Archet ai Maillet, quindi ai Tillier di Morgex. Alla fine del 1800 il Comune di Morgex acquisì il complesso allestendovi le scuole del paese, la latteria, il forno fino alla sede della banda musicale e dei vigili del fuoco. Oggi questa nobile torre è la sede prestigiosa della Fondazione Centro di Studi storico-letterari “ Natalino Sapegno”, scrigno prezioso del fondo librario appartenuto a questo noto critico letterario e storico di origini aostane, uno dei massimi studiosi del Trecento italiano.

Analisi dendrocronologiche effettuate sulle travi della torre hanno confermato una data di nascita davvero remota: fu infatti attorno al 998 d.C. che quelle travi vennero tagliate per la costruzione ( o la sopraelevazione) di questa poderosa torre quadrata, ritenuta per lungo tempo di origine romana. E forse non è del tutto sbagliato perché di certo i Romani avvertirono la necessità di innalzare una struttura militare di controllo lungo questo tracciato così importante e strategico. E con tutta probabilità l’abitato di Morgex nacque come mansio, cioè un punto-tappa dove riposarsi, rifocillarsi e lavarsi prima di affrontare la rampa più dura ed impervia diretta nelle terre galliche.

Un’altezza di oltre 15 metri; mura spesse più di 2,50 metri. Quasi sorprende l’imponente struttura di questa torre, circondata da un insieme di edifici sviluppatisi sul perimetro della più interna delle due originarie cinte murarie. Solidità ed eleganza: in queste mura possenti si aprono luminose finestre crociate, gli accessi sono impreziositi da raffinati architravi “a chiglia rovesciata” o dai più essenziali ad “arco cieco”.

7 PIANI DI LIBRI E…NON SOLO!

Una volta entrati si resta affascinati. Gli spazi sono stati sfruttati al meglio e tutto fa davvero venire voglia di accomodarsi ed immergersi nella lettura e nello studio. Nonostante l’apparenza, l’interno è confortevole e luminoso; i 7 piani di librerie sono collegati da un gioco di scale e passerelle che lasciano in evidenza la struttura originaria. Biblioteca ma non solo: ci sono anche sale tematiche (come la “Sala del Fumetto”), una sala conferenze e spazi espositivi. Al centro una piccola corte interna protetta da un tetto in vetro ospita l’ascensore e le scale esterne alla torre medievale. E’ inoltre prevista per il 26 luglio prossimo l’inaugurazione di una biblioteca-museo tutta dedicata al fumetto il cui cuore è la Collezione Mafrica: sarà così possibile conoscere da vicino i personaggi, i loro autori, gli editori…con una mostra permanente sulla storia del genere fumettistico.

Fortezza fuori, biblioteca dentro. Non più soldati sui camminamenti di ronda né arcieri appostati dietro le feritoie, ma scaffali colmi di libri preziosi: una “torre dei libri” a disposizione di tutti.

Un suggestivo luogo di storia e cultura, splendido esempio di recupero e valorizzazione, che volentieri apre le sue porte ai visitatori; per le visite si può contattare la Fondazione Sapegno (segreteria@sapegno.it / 0165 235979).

(autore: Stella Bertarione)

Inserito in Archeologia, Castelli, CULTURA

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