Scialpinismo intorno al Monte Rosa


Un tour di due giorni con gli sci d’alpinismo immersi negli immensi ghiacciai del Monte Rosa, al confine tra la Valle d’Aosta e il vallese SvizzeroLa salita al Breithorn

I preparativi

Era da un po’ di tempo che volevo programmare insieme a Stefano e Andrea un giro con gli sci sul Monte Rosa; qualcosa di bello ma non troppo impegnativo fisicamente…

Fissiamo allora un fine settimana di metà aprile, quando le condizioni di solito sono buone per muoversi con gli sci in alta quota, e prenotiamo i nostri punti d’appoggio: il rifugio Città di Mantova (3.498 m.), nella Valle di Gressoney, e il rifugio Monterosa Hutte (2.883 m.), in Svizzera. Non ci resta che sperare nella meteo favorevole!

Ultimamente il tempo si è mantenuto bello e stabile, ma purtroppo si preannuncia l’arrivo di una piccola perturbazione proprio durante i giorni che avevamo programmato. Ci consultiamo per telefono e decidiamo di giocare d’anticipo: contattiamo nuovamente i rifugi e riusciamo a trovare ancora posto… si parte!

Partiamo da Staffal

Raggiunta in auto la località di Staffal nella Valle di Gressoney nel primo pomeriggio di un martedì, prendiamo gli impianti che ci conducono al ghiacciaio di Punta Indren a 3.275 metri di quota. Usciti dalla funivia ci troviamo completamente immersi nella nebbia… visibilità ridotta a meno di 10 metri! Tutto previsto dal servizio meteo regionale, domani sarà bello e quindi partiamo senza sconforto alla volta del rifugio Città di Mantova. Il rifugio, che raggiungiamo in circa 1 ora, è stato ristrutturato ed ampliato nel 2007, è confortevole e la cena è ottima: pasta al ragù, salsiccetta e dolce, accompagnati da un buon bicchiere di vino. Ci prepariamo quindi per la notte nella nostra piccola ma accogliente stanza e, appena ci sdraiamo,  l’ululato del vento ci ricorda che è lui a farla da padrone là fuori… Al mattino ci svegliamo alle 6, così possiamo partire per le 7.00: obiettivo Capanna Regina Margherita (4.559 m.) e discesa dal ghiacciaio del Grenz fino al rifugio Monterosa Hutte. Purtroppo però il vento soffia ancora molto forte… Attendiamo in rifugio nella speranza che si plachi ma, verso le 8.30, nonostante la situazione non sia cambiata, dobbiamo partire. Usciamo così in mezzo alle raffiche e risaliamo il ghiacciaio, superando il rifugio Gnifetti alla nostra sinistra. Subito capiamo che è necessario accorciare il tragitto e ci dirigiamo direttamente, con qualche difficoltà a mantenere l’equilibrio, verso il colle del Lys (4.250 m.). Fortunatamente la visibilità è ottima, il cielo terso e il panorama sulle vette dei 4.000 metri fantastico! Sulla nostra destra la Pyramide Vincent (4.213 m.), poi il Cristo delle vette (4.167 m.), che raggiungiamo, il Corno Nero (4.322 m.), a sinistra il Lyskamm (4.527 m.) e in fondo la nostra meta originaria, la Capanna Regina Margherita (4.554 m.). Subito dopo il colle del Lys, entrati in territorio svizzero, togliamo le pelli di foca e ci buttiamo nell’ampio vallone del Grenz. Percorse poche centinaia di metri il vento finalmente si placa e la discesa diventa divertente, su neve dura e ben sciabile. Pochi crepacci visibili che si aggirano sulla destra, l’imponente parete nord del Lyskamm che domina tutta la discesa sulla nostra sinistra fino a quando raggiungiamo, dopo circa 1 ora, il moderno rifugio Monterosa Hutte. Si tratta di una struttura squadrata, con l’esterno in alluminio e una parete completamente ricoperta da pannelli solari: è autosufficiente per il 90%! E’ proprio l’ora di pranzo e ordiniamo, sull’ampio e panoramico balcone in legno, 3 tipici piatti svizzeri di rosti… ottimi! Per tutto il pomeriggio ci riposiamo ammirando di fronte a noi l’immensità dei ghiacciai e seguendo le diverse cordate che si accingono a scenderli o a salirli, infine ceniamo e andiamo a dormire presto… L’indomani alle 7.00 abbiamo già gli sci ai piedi e scendiamo, per oltre 11 km di ghiacciaio e nevai, fino a Furi (Zermatt), dove prendiamo gli impianti che rapidamente ci riportano in quota al Piccolo Cervino (3.883 m.). Da lì, rimessi sci e pelli, saliamo il Breithorn (4.164 m.) per dirigerci poi, con un lungo traverso in discesa e una breve risalita con le pelli, alla base della parete nord ovest del Castore: in questo tratto di percorso ci troviamo sul tracciato del famoso Trofeo Mezzalama di scialpinismo! Giriamo decisamente a destra verso il fondovalle di Ayas e, passati davanti al rifugio Guide di Ayas, dove il gestore Federico ci offre 3 birre, raggungiamo il pian di Verra e infine la località di Saint-Jacques. Siamo in perfetto orario! Un buon pranzo al bar Fior di Roccia che offre gentilmente il passaggio in auto fino a Frachey e da qui risaliamo con gli impianti al colle della Bettaforca per scendere sulle piste battute fino a Staffal, dove ritroviamo, dopo due giorni e mezzo stupendi trascorsi in mezzo alle montagne, la nostra auto.

Nota: salita effettuata all’inizio del mese di aprile 2014, periodo al quale si riferiscono le foto e la descrizione riportata.

Prima di ogni uscita in ambiente innevato consultate sempre il bollettino neve e valanghe.

Tutti i percorsi su terreno innevato richiedono la completa attrezzatura di autosoccorso (ARVA, pala e sonda) e la conoscenza delle relative tecniche di utilizzo e di autosoccorso. La gita descritta è di tipo alpinistico in alta montagna, se non siete esperti alpinisti fatevi accompagnare da una Guida Alpina.

Per maggiori informazioni e dettagli tecnici: Società Guide Alpine di Gressoney e Società Guide Alpine di Champoluc-Ayas

Testo e foto di Alessandro Ceccon – www.mountainguidesaosta.com


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