Rodoz: il fascino di un villaggio fantasma


Un'escursione poco conosciuta tra i ricordi del tempo passatoLa chiesetta di Rodoz

Ammetto di non aver mai sospettato che in questo vallone, così stretto e incassato, a picco sulla gola di Montjovet, ci potesse essere qualcosa per i miei gusti. Forse perché, scendendo in auto verso la bassa valle, mi sono sempre piacevolmente distratta a guardare il castello di Saint Germain con la sua chiesetta, i numerosi villaggi sulla collina, i terrazzamenti con i vigneti inondati dal sole che caratterizzano questa zona.

Quando tempo fa ho sentito parlare del villaggio di Rodoz e ho realizzato che si trovava proprio lassù, in cima a quel vallone così stretto e poco invitante, ho capito che non bisogna mai dare niente per scontato. E così ho aspettato la primavera, perché questa è una camminata in bassa quota e la primavera è la stagione ideale, per andare alla ricerca del villaggio fantasma. Non ho scelto la via più semplice per arrivare a Rodoz, cioè da Bellecombe di Châtillon, perché avevo un debito nei confronti del vallone del Grand Rodoz…

Parto dal borgo di Montjovet

E così in un pomeriggio di aprile inizio la mia salita dal borgo di Montjovet, lungo una bella mulattiera che in breve lascia il posto ad un sentiero stretto, ma molto panoramico. Le vette ancora abbondantemente innevate dello Zerbion e delle Dame di Challant mi fanno compagnia mentre risalgo nel bosco; ad un certo punto tutto sparisce per lasciare posto al rumore dell’acqua di un piccolo torrente (anche se si chiama Grand Rodoz!). Cullata da questo dolce suono mi perdo nei miei pensieri e continuo a salire finché arrivo ad un ponticello in legno. Lo attraverso e in breve il rumore dell’acqua si allontana. Peccato.

Adesso la mia attenzione è fissa sulla méta finale, il villaggio: come sarà, perché è stato abbandonato, quanta gente ci viveva, chissà come sarebbe stato fare la maestra a quei bambini che ogni giorno dovevano recarsi fino a Bellecombe per andare a scuola…

Accelero i passi perché ho veramente voglia di arrivare, ma improvvisamente qualcosa mi ferma e mi regala un’emozione così forte che per un attimo Rodoz non mi interessa quasi più. Sento un’energia che si sprigiona da un castagno così grande che non oso avvicinarmi,  mi sembra di vedere folletti scappare e ridere di me, perché questo è il bosco delle favole e di sicuro questo castagno parla ed ha uno spirito così profondo che potrei farmi raccontare di tutte le persone che nel tempo sono passate di qui con il loro fardello di preoccupazioni sulle spalle, ma anche di speranze nel cuore. Non mi farei invece raccontare dell’ultima volta che hanno attraversato questo bosco per lasciare per sempre il loro villaggio; mi mette troppa tristezza. Appena riesco a salutare il castagno e a proseguire ecco che ne appare un altro, forse ancora più colossale ed imponente, e capisco di aver scelto davvero il sentiero migliore.

Eccomi a Rodoz… è davvero un villaggio grandissimo. La chiesetta e il forno sono stati ristrutturati, tutto il resto parla da solo.

Gli itinerari per raggiungere Rodoz

Ci sono due itinerari:

  • - dalla frazione Bellecombe di Châtillon in circa 45 minuti di facile passeggiata, seguendo il sentiero n. 1 (adatta a tutti)
  • - dal borgo di Montjovet per un’escursione più impegnativa di circa 2 ore e 777 metri di dislivello (adatta a chi possiede un minimo allenamento fisico)

Nella galleria fotografica potete vedere i tracciati di entambi i percorsi.

Testo e foto di Raffaella Pierobon


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