Biodiversità in Valle d’Aosta

VIVA

Le scoperte presentate al seminario “BIODIVERSITÀ - Tre anni di ricerche in Valle d’Aosta”

Dal workshop “BIODIVERSITÀ – Tre anni di ricerche in Valle d’Aosta”, che si è svolto il 20 maggio scorso a Pollein (Aosta), arrivano interessanti novità sulla ricchezza del patrimonio naturale della Valle d’Aosta.

Fulcro e motore dell’evento è stato l’Osservatorio Regionale della Biodiversità, importante sistema di banche dati naturalistiche realizzato nell’ambito del Sistema VIVA Valle d’Aosta Unica per Natura (finanziato dal Programma Operativo Competitività Regionale 2007/2013, FESR).

Il seminario ha spalancato una finestra sulla diversità biologica della Valle d’Aosta

Sapete quante specie di insetti ci sono in Valle d’Aosta?

Ben 43 libellule! È il 46% delle entità presenti in Italia.

Fino ad oggi si conoscono inoltre 270 specie di coleotteri appartenenti alla famiglia dei Carabidi, e circa 80 specie di Ortotteri, comunemente noti come cavallette e grilli.

Vivono nella regione anche 160 entità di farfalle diurne, tra le quali specie molto rare.

Protagonisti della giornata sono stati anche animali un po’ più grandi: si è molto parlato di Uccelli e perfino del lupo.

Anche i Muschi e i Licheni sono abbondanti in Valle d’Aosta: l’elenco floristico dei primi ne conta quasi 400 specie diverse, e negli ultimi due anni di ricerca sono state scoperte addirittura 18 nuove specie.

Fra i siti indagati la Riserva naturale Les Iles di Saint-Marcel detiene il primato di varietà sia per quanto riguarda le libellule che per i coleotteri, mentre Holay (Pont-Saint-Martin) si distingue per la maggior diversità specifica fra i ragni.

Si è parlato anche della nuova Riserva Naturale di Montagnayes di Bionaz: gli studi  presentati hanno messo in luce le peculiarità geologiche, naturalistiche e paesaggistiche del vallone, che presenta un elevato livello di naturalità e una scarsa interferenza umana.

Le ricerche presentate offrono la possibilità di monitorare la componente biologica dell’ambiente alpino ed individuare modalità di gestione e conservazione delle specie e degli habitat, anche grazie all’utilizzo di specifici indicatori, il cui andamento esprime l’efficacia delle misure adottate.

I risultati e le conoscenze acquisite in soli 3 anni di ricerche incoraggiano a proseguire il lavoro di approfondimento alla scoperta di tutti i volti della biodiversità, per comprenderla, apprezzarla e custodirla!

Informazioni sulle aree naturali protette e sui siti Natura 2000 si possono trovare sul sito : www.vivavda.it

 


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