Scialpinismo alla Tour de la Tsa da Chamin (Bionaz)


Bella salita con le pelli di foca lungo un vallone “selvaggio”, con un simpatico finale alpinisticoUno sguardo verso la Becca di Luseney

E’ il periodo giusto per lo scialpinismo

L’inizio della primavera è un periodo molto adatto per lo scialpinismo. Il manto nevoso si stabilizza rapidamente grazie alla forte escursione termica quotidiana e le possibilità di percorrere itinerari sicuri diventano numerose. Fermo restando sempre la valutazione della stabilità del manto nevoso che non è mai scontata, si devono trovare gite che consentano di partire con gli sci già dall’auto, o quanto meno di non doverli portare a lungo sullo zaino, e di rientrare presto, prima che la neve “molli” troppo e diventi pericolosa sia per eventuali distacchi che per la difficoltà della sciata. La soluzione, di solito, è scegliere itinerari a quote più elevate!

Scegliamo una gita vicino a casa

Oggi abbiamo poco tempo a disposizione quindi valuto insieme all’amico Fulvio una gita abbastanza vicina a casa (abitiamo entrambi nei dintorni di Aosta) e non troppo lunga: la nostra scelta ricade sulla Tour de la Tsa, nell’alta Valpelline. Partiamo come al solito di buon’ora e parcheggiamo nei pressi della località Chamin (1.725 m), a pochi chilometri dalla diga di Place Moulin. Mentre ci prepariamo arriva un’altra auto che mi sembra di conoscere: infatti è l’amico Cristian, con la sua  compagna di gita Daisy, che hanno avuto la nostra stessa idea… Bella sorpresa, faremo la gita insieme!

Iniziamo la salita

Partiamo sulla strada sterrata che risale il versante destro orografico della Valpelline e che, dopo numerosi tornanti, si inoltra nella comba di Chamin. Ogni tanto occorre togliere gli sci per superare qualche breve tratto non innevato, ma nel complesso la salita è agevole. In breve arriviamo ai pianori dell’alpeggio di Grand Chamin, dove la valle si apre davanti a noi e lascia già intravvedere in lontananza il vallone secondario che dobbiamo risalire, sulla nostra sinistra, e la vetta della Tour del la Tsa, che sembra ancora lontanissima. Continuiamo con un buon ritmo, strada facendo scopriamo infatti che Cristian e Daisy sono in pieno allenamento per partecipare alla celebre gara di scialpinismo Patrouille des Glaciers (complimenti a loro!), che si terrà il 1° di maggio. La neve è sempre ottima e ha una buona tenuta; arriviamo così al col de la Tsa, situato a circa 3.000 metri di quota. Davanti a noi si apre una fantastica vista sul vallone retrostante, sul vicino Monte Cervo alla nostra destra, sul Noeud de la Rayette, altra classica gita di scialpinismo, e sulle altre vette che circondano il rifugio Crête Sèche, che da qui non scorgiamo.

Non ci resta che percorrere la breve e facile crestina innevata fino alla vetta: tracciamo la salita sulla neve fresca (prima di noi nessun passaggio) e, con qualche veloce tratto su roccia, raggiungiamo i 3.071 metri della cima. Il panorama ovviamente è ancora più bello e spazia su tutte le cime della Valpelline: dalla vicina (relativamente) Grand Becca Blanchen, all’imponente piramide della Becca di Luseney, al Grand Combin, fino al Cervino e al Monte Rosa all’orizzonte…

Qualche foto per ricordare questo momento, una bevuta di tè caldo con un pezzo di cioccolato e siamo pronti a rientrare. Salutiamo Cristian e Daisy, che se la prendono (giustamente) con più calma, e scendiamo su neve ancora farinosa lungo i versanti all’ombra e ottimamente trasformata su quelli al sole… Bella sciata fino alla stradina iniziale da dove, con qualche “togli e metti”, rientriamo all’auto.

Anche oggi è andata bene e siamo riusciti a trovare quello che cercavamo: gita relativamente corta, neve già dalla macchina e sciata divertente da cima a fondo, sempre con un occhio alla sicurezza!

Nota: salita effettuata alla fine del mese di marzo 2014, periodo al quale si riferiscono le foto e la descrizione riportata.

Prima di ogni uscita in ambiente innevato consultate sempre il bollettino neve e valanghe.

Tutti i percorsi su terreno innevato richiedono la completa attrezzatura di autosoccorso (ARVA, pala e sonda) e la conoscenza delle relative tecniche di utilizzo e di autosoccorso. Se non vi sentite preparati fatevi accompagnare da una Guida Alpina.

Per maggiori informazioni e dettagli tecnici: Società Guide Alpine della Valpelline

Testo e foto di Alessandro Ceccon – www.mountainguidesaosta.com


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