Scialpinismo al Colle del Tuf da Valnontey (Cogne)


Un'escursione con gli sci in valle di Cogne, nel Parco nazionale Gran ParadisoTraversi nella neve fresca

Valutiamo la meteo e le condizioni del manto nevoso

Da qualche giorno la meteo è un po’ ballerina: brevi schiarite si alternano a momenti nuvolosi e a qualche precipitazione nevosa in montagna… con un po’ di vento in quota a complicare le cose. Domani, però, sembra che il tempo migliori, e vogliamo sfruttare l’occasione per una gita con le pelli di foca.

Cosa fare? In queste situazioni, dopo alcuni giorni di brutto tempo, occorre valutare molto bene la gita da intraprendere, sia dal punto di vista della sicurezza sia da quello del divertimento, inteso come sciabilità del manto nevoso.

Decidiamo di andare nella valle di Cogne

Decidiamo di recarci a Cogne, e precisamente nel vallone del Loson, che ha il vantaggio di offrire molte alternative a esposizioni diverse, alcune al sole, altre all’ombra. Quando saremo sul posto, valuteremo le condizioni e decideremo la nostra meta.

Con Andrea e Francesca, i miei compagni di avventura, partiamo in macchina di buon mattino per la valle di Cogne, fino alla caratteristica località di Valnontey (1.670 m), all’interno del Parco nazionale Gran Paradiso. Al parcheggio il termometro dell’auto segna -8°C… la giornata si preannuncia fredda.

Ci prepariamo in fretta per evitare di congelarci e cominciamo a risalire il sentiero innevato che porta al rifugio Vittorio Sella. La neve è ovviamente molto dura e non è facile far aderire bene le pelli di foca alla superficie del terreno. Per mancanza di neve, percorriamo anche alcuni tratti a piedi, con gli sci legati sullo zaino, fino ad arrivare al ponticello a quota 1.950 m, che permette di passare in destra orografica del torrente Loson, da dove si esce dal bosco e si cominciano a risalire ampi pendii aperti. Qui la situazione migliora decisamente, spunta anche il sole, la temperatura aumenta e la salita diventa davvero molto piacevole: buona traccia e un bellissimo ambiente invernale intorno a noi.

Sul posto valutiamo la meta da raggiungere

Superiamo le prime baite diroccate e l’alpeggio del Loson e improvvisamente, quando il terreno diventa più pianeggiante, scorgiamo la sagoma del rifugio Vittorio Sella (2.584 m). Ci fermiamo per bere un sorso di tè caldo che abbiamo nei nostri thermos, mangiamo qualcosina e decidiamo quale sarà la nostra meta.

Le possibilità che si prospettano sono: il Gran Serz, che però tutti noi abbiamo già salito più volte in passato, il colle della Rossa, in piena esposizione Sud, e il colle del Tuf, con esposizione prevalentemente Nord Est. La nostra scelta ricade su quest’ultimo, che nessuno di noi ha mai salito finora e che sembra promettere una neve migliore vista l’esposizione a Nord Est.

Iniziamo quindi a tracciare la salita seguendo inizialmente l’itinerario estivo dell’Alta Via 2, verso il Col Loson, per poi deviare decisamente a sinistra e imboccare il vallone che risale dritto verso la nostra meta. Battendo traccia sulla neve vergine si fa piuttosto fatica, ma l’ambiente incontaminato e la soddisfazione di scegliere per primi dove passare sono impagabili! Continuiamo così fino ad incontrare una traccia di altri scialpinisti che probabilmente sono saliti il giorno prima. Ancora una breve pausa per reidratarci, il sole e l’assenza di vento ci fanno sudare, prima di risalire gli ultimi ripidi pendii fino a poche centinaia di metri dal colle. Lo spessore della neve fresca caduta in questi giorni è di circa 30 cm, molto leggera, e questo ci fa già pregustare la fantastica discesa che ci aspetta, ma nel contempo ci impone una certa attenzione nella salita per evitare di tagliare i pendii e provocare un possibile distacco nevoso. Affrontiamo l’ultimo tratto molto pendente con gli sci sullo zaino e ci troviamo al colle. Qui il vento qui soffia abbastanza forte e la temperatura scende rapidamente. Giusto il tempo di mangiare qualcosa, poi togliamo in fretta le pelli dagli sci e ci prepariamo per la discesa.

Scendiamo lungo il primo tratto molto distanziati fra noi per non sollecitare i pendii: la neve, come immaginavamo, è spaziale, farina leggerissima su fondo duro! Ci godiamo la sciata fino al rifugio Sella, senza quasi fermarci perché con questo manto la fatica non si sente neanche. Qui ci riposiamo, salutiamo il simpatico gestore Jean, e rientriamo a valle.

È stata una bellissima giornata e abbiamo avuto fortuna sia con la meteo che con le condizioni della neve… alla prossima!

 

Nota: la salita è stata fatta alla fine del mese di marzo 2014, periodo al quale si riferiscono le foto e la descrizione riportata.

Prima di ogni uscita in ambiente innevato vi ricordiamo di consultare sempre il bollettino neve e valanghe.

Tutti i percorsi su terreno innevato richiedono la completa attrezzatura di autosoccorso (ARVA, pala e sonda) e la conoscenza delle relative tecniche di utilizzo e di autosoccorso. Se non vi sentite preparati fatevi accompagnare da una Guida Alpina.

Per maggiori informazioni e dettagli tecnici: Società Guide Alpine di Cogne.

Testo di Alessandro Ceccon – www.mountainguidesaosta.com – Foto di Alessandro Ceccon e Andrea Mettadelli


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