Scialpinismo al Col Giron (Pontey)


Scopriamo un itinerario raramente percorso con gli sciNei pressi del Col Giron

Un’occhiata al sito Gulliver.it

Lunedì leggo sul sito Gulliver.it  che hanno salito il Col Giron e il Mont Revic, le condizioni della neve sono ottime.

Gulliver è un sito specifico di montagna in cui sono inserite tantissime escursioni della Valle d’Aosta, nel quale gli utenti aggiornano le condizioni trovate durante la gita, permettendo di scambiare informazioni molto utili specialmente nello scialpinismo.

Il Col Giron è una salita molto particolare che si può fare solo in certi anni e con condizioni molto sicure della neve; ci vuole tanta neve perché nella parte alta ci sono enormi pietraie (e quest’anno la neve non manca) però ci vogliono condizioni molto sicure (il bollettino valanghe in questi giorni dà pericolo 1 – il più basso della scala): condizioni perfette per la salita.

E’ una gita che volevo fare da tanto tempo ma non c’erano mai le condizioni adatte; sento gli amici e decidiamo di andare lì.

Essendo un percorso abbastanza complesso ritengo utile prepararmi il tracciato GPS che utilizzerò durante la salita.

Per gli itinerari più frequentati sul sito Gulliver.it si trova spesso il tracciato da scaricare ma in questo caso non c’è, allora lo devo creare utilizzando Google Earth. Per maggiore sicurezza lo caricherò anche sullo smartphone, meglio averlo su due dispositivi separati.

La salita

Alle 7:30 siamo alla frazione Cloutra di Pontey località di partenza, siamo a 1.050 metri e la neve ormai non c’è più, quindi sci sulle spalle iniziamo a risalire la strada rurale.

Seguiamo per un tratto la strada rurale poi proseguiamo a destra lungo il sentiero nel fitto bosco di pini sino ad arrivare nuovamente sulla strada, a questo punto c’è neve e possiamo mettere gli sci ai piedi.

La neve è ancora scarsa e pertanto è d’obbligo seguire la strada sino ad imboccare il vallone di Valmeriana (sulla sinistra in parte nascosto nel bosco è visibile un altoforno utilizzato per fondere il minerale estratto dalle vecchie miniere situate più in alto). Questo vallone è famoso per le macine esistenti  nella zona soprastante l’omonimo alpeggio.

Di fronte a noi il Cervino e tutta la catena del Monte Rosa sono già completamente illuminati dal sole.

Inizia adesso la parte migliore dell’itinerario. Risaliamo un rado bosco di larici, siamo ancora completamente all’ombra e la neve è ancora dura, poi proseguiamo sino al termine del bosco, da cui è visibile la seconda parte del percorso.

I pendii successivi sono ripidi, la neve è dura ed è meglio fermarsi a mettere i coltelli sotto agli sci.

Il vallone adesso è molto ampio, i miei amici sono passati a sinistra, io, vedendo che a destra c’è già il sole, passo su questo versante; come immaginavo, la neve al sole inizia ad ammorbidire e rende la mia progressione più agevole.

Finalmente anche loro arrivano al sole, così decidiamo di fare la classica tappa per bere un po’ di thè caldo.

Ne approfitto per fare la prima misurazione dello spessore della neve, 190 cm. Inserisco la misura sullo smartphone e la spedisco al sito dell’A.R.P.A., grazie all’applicazione SnowAlp.

Il pendio successivo è particolarmente ripido e precede una grande conca da cui vediamo il canale che porta al colle; la attraversiamo tra alcuni grandi massi e iniziamo l’ultima salita.

Il sole adesso scalda molto e la temperatura si alza notevolmente, ancora uno sforzo lungo un tratto ripido e scivoloso e sono finalmente sul colle, dove trovo gli amici che mi stanno aspettando. Un venticello gelido mi accoglie, pertanto la sosta si riduce al minimo, anche perché il pendio finale è esposto a est e la neve sta già “mollando”.

Sulla destra del colle a circa 2.650 metri, aggrappati alle rocce, ci sono alcuni pini, sicuramente tra quelli situati più in alto che abbia visto in Valle d’Aosta.

Togliamo le pelli ed iniziamo la discesa. La pendenza del primo tratto è notevole e va affrontata con attenzione, anche a causa di alcune rocce affioranti, poi il pendio si addolcisce e la sciata diventa bellissima.

La pendenza diminuisce, l’esposizione cambia e la neve diventa più dura; cerchiamo un bel roccione asciutto su cui fare una meritata pausa con vista su Cervino e Monte Rosa. C’è tempo per mangiare qualcosa e bere il buon caffè che l’amico Eligio ci porta sempre.

Un’oretta di relax al sole poi ripartiamo, la neve continua ad essere bella portante con un dito di neve morbida che ci permette un divertente slalom tra i radi larici. Arriviamo così sulla strada rurale che dobbiamo seguire sino al termine della neve.

Togliamo e laviamo gli sci nel torrentello, poi li fissiamo sullo zaino per camminare più agevolmente. Il sentiero scende deciso nel bosco, a tratti ravvivato da una bella fioritura di erica, ed in poco tempo raggiungiamo Cloutra dove abbiamo lasciato l’auto.

La solita birra al bar di Pontey e si rientra soddisfatti a casa. Anche questa è fatta!

Testo e foto di Sergio Enrico


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