Il lago delle rane “innamorate”

VIVA

Una passeggiata naturalistica in Valle d'Aosta, per conoscere la Rana temporaria

La Valle d’Aosta è ricca di aree protette, giardini botanici alpini e percorsi naturalistici. Questo patrimonio è oggi riunito sotto il marchio “Viva Valle d’Aosta unica per natura”,  che promuove una fruizione turistica delle aree protette basata su principi di eco-sostenibilità.

Tra le attività pubblicate nel catalogo on-line, sul sito di Viva, l’Associazione guide naturalistiche La Genziana propone, per aprile-inizio maggio, una facile escursione, adatta a tutti coloro che godono di una buona condizione fisica, alla scoperta del lago delle rane “innamorate”.

Un lago ancora semighiacciato, e sulla sua superficie un gran numero di anfibi: questo è lo scenario delle rane in amore che si aprirà agli occhi del partecipante all’escursione, in questo suggestivo percorso che attraversa la riserva naturale del Mont Mars.

La rana temporaria

A chi non è mai successo, nel corso di una gita in montagna, di incontrare una ranocchia saltellante, o di vedere nuvole di girini in una pozza di alpeggio?

La rana temporaria (o rana alpina o rana di montagna) è la rana rossa più diffusa in Europa. In Italia è presente con regolarità su tutto l’arco alpino e, in maniera un po’ più frammentaria, nel resto della penisola. In Valle d’Aosta è l’anfibio più comune e si trova tra i circa 600 metri e i 2.760 metri di quota.

L’adulto può raggiungere i 10 cm di lunghezza, anche se normalmente presenta dimensioni minori. Il colore è marrone, con tonalità variabili dal verde oliva al rossiccio. Presenta spesso una V rovesciata di colore scuro tra le spalle. La pupilla è orizzontale; dietro l’occhio è presente una banda più scura che comprende anche il timpano e ricorda una mascherina. Ii fianchi sono spesso macchiettati e le parti inferiori sono chiare, con aspetto marmorizzato e picchiettato. Sotto la gola può essere presente una striscia centrale più chiara. Rispetto alle altre rane rosse presenta le bande dorso laterali più ravvicinate e le zampe più corte.

La nostra rana con la mascherina, da adulta è normalmente terricola, e frequenta una grande varietà di habitat: pascoli, aree forestali, praterie di montagna con pozze di alpeggio, ruscelli, torbiere, laghetti alpini, e si reca all’acqua quando deve riprodursi.

La rana temporaria e il periodo riproduttivo

La primavera, si sa, è la stagione dei risvegli. Si risveglia la vegetazione, che con fiori e nuove gemme annuncia la fine dell’inverno. Si risvegliano gli animali, e non solo dal letargo!

Per molte specie la primavera è il periodo degli amori, della ricerca di una compagna o di un compagno, dei riti di corteggiamento e della perpetrazione della specie. A questa legge non sfugge neppure la nostra rana di montagna.

Dalla fine di febbraio, in funzione della quota, quando le temperature esterne cominciano  a innalzarsi  e nell’aria c’è una forte umidità, le rane cominciano a migrare verso i siti di riproduzione. I maschi in genere si muovono prima delle femmine compiendo  tragitti anche di uno o due chilometri.

Arrivato all’acqua, il maschio, solitamente in immersione e al crepuscolo, comincia a cantare per richiamare la femmina. Quando “lei” arriva, il maschio sale sul suo dorso, aggrappandosi saldamente alle sue ascelle.

Le uova deposte vengono subito fecondate dal maschio.  Al termine della fecondazione  “i due” si  allontanano nuotando, per poi separarsi dopo pochi minuti, ed è proprio la femmina a sollecitare il distacco.

Capita, a volte, che l’abbraccio troppo stretto danneggi la femmina al punto da indurne la morte, e il malcapitato maschio, non ricevendo più dalla compagna l’input a lasciarla, prosegue l’amorosa stretta per un tempo indefinito. E così, è proprio il caso di dirlo, in questo frangente neanche la morte li separa!

(testo di Daniela Sartor e Ornella Cerise)

 

Inserito in Animali, NATURA, Riserve naturali

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