Nella valle del Gran San Bernardo tra storia, leggende e sapori

Data evento: 08/03/2014
Non perdetevi questo viaggio in compagnia di Linea Verde-Orizzonti nella bellezza della valle del Gran San Bernardo, con tutta la magia del Carnevale

Se da Aosta decidiamo di dirigerci verso nord, verso il mitico colle del Gran San Bernardo, nel giro di pochi minuti ci accorgeremo di essere entrati in una valle particolare. I gelidi venti che soffiano dal confine settentrionale superando le creste innevate del Grand Combin le hanno valso il nome di “Coumba Freide”, “Valle Fredda”. Qui gli inverni sono lunghi, gelidi, abbaglianti di quel bianco argenteo che tutto riveste e in cui la Natura si riposa.

Tra storia, fede e leggende

Un tornante dopo l’altro; fitti e scuri boschi di conifere incorniciano borghi senza tempo, chiesette affrescate e severe torri medievali. E’ la Valle del Gran San Bernardo. Una valle magica per i millenni di storia che la pervadono e ne disegnano ancora oggi il profilo. Forse non lo sapete, ma state viaggiando in parte sovrapposti all’antica Via romana delle Gallie diretta in Elvezia; una via poi divenuta Francigena; quella stessa via poi percorsa da Napoleone in quel fatidico 1800.

E quelle montagne: aguzze, rocciose, apparentemente imprendibili. Montagne magiche e misteriose che ben richiamano le ancestrali presenze di divinità celtiche poi divenute romane, poi divenute cristiane. Da Penn a Giove, fino ai SS. Nicola e Bernardo.

Il carnevale

E questo è un periodo speciale per visitarla: è Carnevale. Non stupitevi, quindi, se nel mezzo dei boschi di cristallo vedrete spuntare strani esseri danzanti vestiti di rosso, con fantasiosi copricapi ricoperti di nastri, fiori e specchi. Sono le Landzettes, le maschere dello storico e coloratissimo Carnevale della Coumba Freide. Si rievoca il passaggio di Napoleone, ai cui soldati forse si rifanno questi meravigliosi costumi. Ma si ricordano anche tutti quei riti ormai persi nei secoli che celebravano la fine dell’inverno e auspicavano una florida primavera. Anche qui, nella Valle Fredda, comincia a farsi sentire un primo timido vento tiepido: il Foehn, messaggero della bella stagione in arrivo.

I sapori

Giungerete allo storico borgo di Saint Rhémy, dominato dalla mole del Castello dei Signori di Bosses risalente all’XI secolo. Un borgo antico, uno scrigno di storia e tradizioni, ma anche di saperi e di sapori. Non sarà possibile resistere al dolce e aromatico prosciutto crudo di Bosses, noto sin dal Medioevo come “Tybia Baucii“. E neppure al richiamo degli squisiti formaggi locali: non solo Fontina, regina dei prodotti caseari valdostani, ma anche il reblec, il seras, la toma. Sarà un viaggio nel viaggio alla scoperta di un’autentica e genuina tradizione gastronomica alpina.

I fantastici cani San Bernardo

E’ un luogo ricolmo di poesia e non sarà difficile immaginare questo tratto di Via Francigena percorso da migliaia di soldati, mercanti e pellegrini che, spesso in inverno, venivano colti dalle terribili tempeste di neve che flagellano questa conca. E allora il pensiero corre a loro, i fantastici cani San Bernardo, “protettori” dei viandanti, il cui fiuto infallibile riusciva a scovare le vittime delle slavine e la cui forza fisica era in grado di trascinarle fino all’Ospizio dove sarebbero stati curati e accuditi.

Che dire di più? Non resta che venire qui! Ma se proprio al momento non vi è possibile, allora non perdetevi la puntata di “Linea Verde Orizzonti”  dedicata alla Valle del Gran San Bernardo, per un assaggio di questo meraviglioso angolo di Valle d’Aosta.

(autore: Stella Bertarione)


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