TOR DI VEUN: Giro del Vino… a “tappi” – 6ª puntata


Un "Giro del Vino" alla scoperta dei vini valdostani dalla forte identità, delle cantine cooperative, dei vigneron e del loro mondo.

Il sesto “tappo” del Tor: Onze Communes a Aymavilles

Il Castello di Aymavilles riposa tra i vigneti innevati in questo angolo di Vallée alle porte di Aosta che rappresenta una delle zone a più alta concentrazione vitivinicola della regione.

La Cave des Onze Communes di Aymavilles si presenta da sola, una struttura moderna accanto al castello, rappresenta gli 11 comuni conferitori situati sulla destra e sulla sinistra orografica della Dora Baltea: Quart, Saint-Christophe, Aosta, Sarre, Saint-Pierre, Villeneuve, Introd, Aymavilles, Jovençan, Gressan, Charvensod, compresi tra i 550 ed 900 metri sul livello del mare.

André Gerbore e Pellissier Francesco, due soci ci aspettano al punto vendita della Cave mentre fuori il cielo annuncia neve.

Inaugurata nel 1990, Pellissier Francesco è stato uno dei soci fondatori della Cave des Onze Communes ed è di diritto una delle menti storiche, giusto quindi fare con lui due chiacchiere.

Allora Francesco, come è nata questa Cave?

Ricordo come agli inizi degli anni 80 quando si parlò di costruire una cantina decidemmo di andare a vedere alcune cantine in Piemonte proprio per avere qualche idea in più e in molti ci dissero di farla un po’ più grande del necessario visto che in futuro avremmo potuto aver bisogno di spazi maggiori. Dalle idee nacque un progetto iniziale che ubicava la Cave molto più vicino al Castello, la stessa superficie di adesso ma quasi tutta interrata poi, col passare degli anni, e di varianti, si è dovuto spostarla e quindi farla dove è oggi, fuori dal terreno quindi.

Una delle cantine più grandi della regione, qualche numero?

250 soci di 11 comuni, 60 circa gli ettari coltivati, 350000 le bottiglie prodotte in un anno, 15 i vini DOC prodotti, dal rosso Re di casa, il Torrette alla dama bianca Petite Arvine sino al nobile Chapiteau . La viticoltura di questa zona ha avuto una crescita enorme e negli anni il territorio ha riscoperto quello che da sempre era il suo figlio prediletto, la vite.

UNO PER TUTTI, TUTTI PER UNO!

Francesco, nel mondo delle cooperative ogni socio è tenuto a dare il proprio contributo, le corvées, esistono anche qui?

Certo, sono stato uno dei primi soci conferitori e praticamente sono ancora qui, oggi mi limito a qualche lavoretto di corvée. Oggi ad esempio mi occupo di preparare le damigiane anche dal punto di vista fiscale apponendo le fascette per i controlli, un lavoro certo meno faticoso di un tempo ma che mi consente di esaurire il monte ore di corvée obbligatorio per i soci. Il vantaggio delle corvée è doppio, per la cantina è pratico (forza lavoro) e il secondo se vogliamo, per i soci, di chiarezza, vale a dire che un socio facendo le corvée , durante il consiglio dei soci può chiedere chiarimenti su eventuali dubbi di gestione della Cave proprio perché la vive come una cosa propria.

Veniamo ai giovani con André, come mai un giovane decide di dedicarsi alla viticoltura?

Diciamo che è una questione di famiglia, prima mio papà era socio conferitore poi io come viticoltore di professione ho continuato ma di fondo c’è una grande passione.

Hai quindi fatto studi specifici?

Si, ho frequentato l’Institut Agricole ad Aosta prima e poi viticoltura ed enologia ad Alba ed oggi sono uno dei giovani soci conferitori; come me ad Aymavilles ci sono altri giovani e quindi un certo ricambio generazionale c’è.

Grande gamma di vini, qual è il vino che meglio rappresenta la Cave des Onze Communes?

Non può che essere il Torrette (Petit rouge 75%, Vien de Nus, Cornalin, Premetta 25%). Questo è il suo territorio, il nostro cavallo di battaglia. Come gusto personale tra i bianchi metto la Petite Arvine e tra i rossi il Fumin. Diciamo che abbiamo veramente una gamma completa anche nel rapporto qualità prezzo.

Siete stati tra i primi ad usare il Bag in Box (contenitore in tetrapack con rubinetto) come ha risposto la clientela?

Funziona molto bene, comodità innanzitutto e rispetto della qualità; nel contenitore sottovuoto il vino non perde in qualità e abbiamo visto che per feste e eventi è la soluzione migliore. Il mercato del Nord Europa è molto attento anche a questa tipologia di contenitore.

Punto vendita e enomuseo?

Nel punto vendita della Cave il turista trova tutta la nostra produzione inserita in una specie di piccolo museo degli attrezzi agricoli d’antan lasciati qui da soci conferitori affinché non andassero persi, un modo semplice per dimostrare come la viticoltura qui abbia radici molto profonde.

Tour dei vigneti, pedalando?

Volevamo dare vita a qualcosa di nuovo che legasse la cantina ancora di più al suo territorio e in collaborazione con la Fondazione Grand Paradis proprio per tutelare l’ecosistema, maestoso quanto fragile, in cui viviamo è nato un progetto di mobilità sostenibile. Oggi proponiamo una nuova possibilità per conoscere questo territorio dove nascono i DOC Valle d’Aosta – Vallée d’Aoste, partendo alla scoperta dei vigneti che circondano la cantina approfittando delle biciclette a pedalata assistita che vengono fornite gratuitamente, naturalmente nella bella stagione, un modo nuovo e giovane di avvicinarsi al mondo del vino valdostano.

(autore: Stefano Carletto)


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