Ciaspolando al cospetto del Cervino


Il sentiero tra La Magdeleine e Chamois, facile e non troppo lungo, dà la sensazione di passeggiare "lontano dal mondo"Il Cervino

Chamois

Una manciata di casette di legno sparpagliate su una collina e circondate dalla neve scintillante: ecco la prima immagine di Chamois che si apre ai miei occhi.

A Chamois, stupendo gioiello incastonato a 1.815 metri di altitudine su un balcone naturale che dà sul Cervino, si può arrivare in due modi: con la funivia che parte dal paese di Buisson o percorrendo il sentiero che inizia da La Magdeleine. Chamois è infatti l’unico comune italiano non raggiungibile dalle automobili. Dal 2006 è stato nominato “Perla Alpina”, qualifica che contraddistingue i paesi e luoghi montani più belli d’Europa.

Sul sentiero delle “Energie in gioco”

L’obiettivo della nostra escursione è raggiungere Chamois con le racchette da neve, partendo dal borgo di La Magdeleine.

Le indicazioni per il sentiero sono molto chiare e ben segnalate; è consigliabile parcheggiare l’auto nella piazza principale di La Magdeleine (il parcheggio è gratuito e senza disco orario), quindi a piedi si scende fino al primo tornante dopo la chiesetta e da qui si risale un primo tratto di pista asfaltata, per poi raggiungere il sentiero vero e proprio.

Il sentiero in questo periodo è decisamente innevato, ma ben battuto. Durante la stagione invernale viene usato anche come pista di fondo; i ciaspolatori avranno quindi l’accortezza di camminare ai lati del sentiero e di prestare attenzione a eventuali sciatori. La difficoltà del percorso è di tipo turistico (T), quindi il sentiero è adatto a tutti; il tempo di percorrenza è di circa 1 ora e 20 minuti, ma si potrà dilatare un po’ se — come nel mio caso — verrete rapiti dalla bellezza della Valtournenche e vorrete scattare qualche foto. Il dislivello è di circa 100 metri e il percorso si sviluppa per circa 3,6 chilometri.

Il primo tratto di strada è un po’ ripido, ed è bene prestare attenzione nel caso ci siano lastre di ghiaccio, dopodiché il sentiero si sviluppa con una lievissima pendenza in salita. L’arrivo a Chamois è preceduto da un ponte di legno, superato il quale iniziano le prime casette del paesino.

Lungo il percorso sono dislocati 20 pannelli esplicativi che hanno come tema l’energia; il sentiero, infatti, viene anche chiamato “Energie in gioco”. In corrispondenza dei due punti panoramici si possono inoltre consultare i pannelli informativi con le immagini e i nomi delle numerose vette che si stagliano davanti agli occhi.

Attraverso gli alberi si intravedono diverse cime imbiancate — quali l’Avic, l’Emilius o il Barbeston —, ma è il profilo inconfondibile del Cervino a dominare incontrastato il panorama. L’immagine della superba piramide di roccia, alta 4.478 metri, ci accompagna silenziosamente fino a Chamois, facendo capolino qua e là come un bambino timido che ha voglia di giocare a nascondino.

In lontananza si ode lo scorrere dell’acqua, il fischiare dei merli, lo stormire dei rami al vento e la neve che cade dagli alberi con un tonfo ovattato. Tra l’azzurro del cielo e il bianco assoluto delle montagne innevate ritroviamo così tranquillità e pace interiore, lungo un percorso che invita a lasciarsi alle spalle la frenesia del quotidiano.

Testo: Claudia Pezzetti

Foto: Claudia Pezzetti – Enrico Romanzi


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