Con le racchette da neve alla Testa di Comagna


Un percorso ad anello che regala il silenzio dei boschi innevati e panorami inattesiVerso la Testa di Comagna

Perché la Testa di Comagna?

Negli ultimi giorni la neve caduta abbondante ha avvolto nella sua coperta immacolata il paesaggio. Domani le previsioni meteo sono buone e la voglia di camminare con le racchette da neve diventa irrefrenabile; ma dove posso andare per non correre rischi a causa delle valanghe, purtroppo sempre in agguato in condizioni simili? Penso con attenzione alle escursioni considerate più sicure quando c’è molta neve fresca e mi viene in mente la Testa di Comagna. Dislivello non eccessivo, possibilità di compiere un bel giro ad anello, full immersion nei boschi nella parte bassa del percorso, ottimo panorama sulla cima ed è anche ben esposta al sole. È perfetta!

Parto da Sommarèse

Arrivo a Sommarèse , un piccolo villaggio sopra a Saint-Vincent, con il sole che fa capolino dalle montagne e riscalda la mattina. Lascio l’auto nel parcheggio in mezzo al paese (sulla sinistra della strada proprio di fronte alla fermata del bus) e in breve sono pronto per partire. L’aria è ancora frizzante quando imbocco la stradina che sale sulla sinistra, dove scorgo l’indicazione del sentiero n. 107; percorro qualche decina di metri poi calzo le racchette da neve.

Noto subito il bel colpo d’occhio sulle case del villaggio, un vero balcone sulle montagne della valle centrale, ed inizio a risalire i prati innevati. Per fortuna il percorso già ben tracciato rende agevole la camminata e facilita l’orientamento.

In breve entro nel bosco e mi immergo nel silenzio ovattato che solo la neve appena caduta sa regalare. È bellissimo! La traccia si snoda armoniosamente tra le fronde incurvate sotto il peso dell’inverno e mi diverto a fotografare curiosi personaggi immaginari che assistono immobili al mio passaggio, avvolti nei loro candidi mantelli.

Il sentiero interseca una strada poderale e continua a salire in un susseguirsi di scenari quasi irreali fino a una radura, dalla quale intravedo la dorsale che precede la cima. Dopo un breve traverso verso sinistra rientro nel bosco e raggiungo la traccia che sale dal Col di Joux. Proseguo sulla destra, la pendenza diminuisce e si aprono i primi scorci panoramici su Antagnod e Brusson; sto camminando sullo spartiacque tra i comuni di Brusson, nella Val d’Ayas, e Émarèse. Davanti a me le Dames de Challand sembrano indicarmi la direzione verso la meta e infatti in breve arrivo sulla Testa di Comagna.

Lo spettacolo è superbo, lo sguardo abbraccia montagne a 360°, fino a raggiungere il Monte Bianco. Incantato dal panorama non mi accorgo di due camosci che mi stavano osservando da chissà quanto tempo; velocemente afferro la macchina fotografica, ma è inutile, in un attimo svaniscono nel bosco lasciandosi dietro solo uno sbuffo di neve.

Mi siedo sotto la grande croce di vetta per un momento di relax prima di iniziare a scendere sul versante che mi porterà al Colle Tsecore. Grazie alla bassa temperatura la neve si è mantenuta soffice e permette divertenti traiettorie lungo i dolci pendii esposti al sole. Il bosco invece è piuttosto fitto e preferisco rimanere sulla traccia battuta, concedendomi morbidissimi “fuori pista” solo quando riesco ad individuare tra gli alberi il percorso da seguire.

Esco sul piano del Colle Tsecore, dove incontro una famiglia che gioca sulla neve con i bimbi proprio vicino al cartello che indica la direzione per Sommarèse. Mi guardano incuriositi mentre passo accanto a loro prima di riprendere la discesa e superare senza percorso obbligato l’ultimo tratto di bosco che mi separa dalla strada asfaltata, sulla quale ritorno all’auto completando l’anello.

L’escursione ha mantenuto le aspettative. Soddisfatto, mentre mi riposo ancora al sole, riguardo le foto sul display e ritrovo gli amici silenziosi che ho incontrato nel bosco.

Scheda dell’itinerario e consigli

L’escursione con le racchette da neve alla Testa di Comagna non presenta particolari difficoltà ma richiede comunque un discreto allenamento fisico. Trattandosi di un itinerario molto frequentato è facile trovare la traccia già battuta; qualora non ci fosse la traccia consigliamo di non intraprendere la salita se non conoscete bene il percorso perché il bosco è piuttosto fitto e non è facile individuare l’itinerario corretto. Qui potete leggere la scheda del percorso con tutti i dettagli tecnici. Prima di ogni uscita consultate sempre il bollettino neve e valanghe (che non serve solo agli scialpinisti…) e le previsioni meteo.

Testo e foto di Enrico Romanzi


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2 commenti a proposito di “Con le racchette da neve alla Testa di Comagna

  1. Roux remo il scrive:

    Voglio dire a chi scrive che almeno scrivano le cose giuste:la cresta che porta alla croce in cima della testa di Comagne non è lo spartiacque tra Brusson e Saint Vincent ma tra Brusson e Emarese e la croce non è lì per i due bimbi in foto ma è stata eretta per chiedere la pace nel mondo, infatti è tradizione che tutti gli anni la prima domenica di luglio venga celebrata una messa.da due anni purtroppo il sacerdote non se la sente più di salire in vetta e la messa viene celebrata nella cappella di Sommarese.

    • Enrico Romanzi il scrive:

      Grazie per la segnalazione Remo.
      Rileggendo con attenzione il testo pubblicato dobbiamo però farti notare che avevamo scritto che la Testa di Comagna è lo spartiacque tra la Val d’Ayas (non avevamo indicato il comune di Brusson) e Saint-Vincent e, in effetti, questa è un’imprecisione che abbiamo rettificato.
      Per quanto concerne la croce di vetta l’articolo non fa nessun riferimento ai due bimbi della foto a cui ti riferisci. Nel testo (che non abbiamo modificato dopo la tua segnalazione) si legge chiaramente che i bambini sono stati incontrati durante la discesa sul piano del Colle Tsecore.

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