Le soque d’autore di Chicco Margaroli


Da tradizionale calzatura povera di montagna a pezzo unico e opera d'arte

Chi avrebbe mai immaginato una famosa attrice della televisione giapponese e Fujyi Film, Yuriko Ishida, con ai piedi le soques, le tipiche calzature utilizzate dai contadini della Valle d’Aosta ancora adesso in alpeggio? Artista poliedrica che ha saputo dare alla materia e agli oggetti anima e colore per inserirli all’interno di contesti di vita quotidiana non solo contadina, ma anche e soprattutto urbana, Chicco Margaroli da qualche anno ha rielaborato il concetto di soque — la calzatura artigianale con suola in legno e tomaia in cuoio della tradizione contadina — trasformandolo in opera d’arte, con le sue realizzazioni pittoriche che rendono ogni paio un oggetto unico.

 

Perché e come è arrivata a questa interpretazione ?

Un’attrazione forte al tema del rinnovo, che permea tutto il mio lavoro, fino alle sue sfaccettature più commerciali, come le soque. Uno sprone continuo a pensare a ciò che esiste e come possa prendere nuova vita. Uno sguardo incessante al mondo che incontro e l’eterna domanda: cosa cambierei? Come lo rifarei, come potrebbe essere diverso? Questa credo che sia una mia indole profonda, e non ricordo momenti in cui io non l’abbia ascoltata e applicata, fin da bambina.

Pochi anni fa, incoccio in una vetrina a Courmayeur un paio di scarpe in gomma, dalla forma inconfondibile di zoccolo olandese, accattivante per materiale e colpo d’occhio: lucido e nero come bitume. Un bell’oggetto, mi aspettavo fosse prodotto da un designer nordico e invece era brasiliano. Di riflesso ho pensato che nessuno aveva mai provato a rinnovare la nostra antica calzatura medievale, così ho cominciato, con i materiali per l’edilizia, che adopero per il mio lavoro decorativo dedicato alle facciate, e pennelli sottilissimi. Un anno circa di prove e le prime vendite nel negozio di un’amica che si era sempre occupata di moda e di oggettistica e con la quale condividevo il progetto. Oggi procedo, le soque sono in punti vendita di prestigio in altre città, sono apprezzate per la raffinatezza del decoro, per lo studio delle “creative”, per i temi superpersonalizzati. Il mio forte.

 

Come lega la tradizione con questo contenuto innovativo?

La soque, nelle ricerche legate al costume che ho potuto approfondire in Valle d’Aosta e in biblioteche della Valtellina, dell’Ossola, del Friuli e del Trentino, ha una provenienza nordica ed è presente nei costumi storici tradizionali di quasi tutto l’arco alpino, con esigue variazioni. La sua forma è un evergreen: è cambiata di pochissimo nei secoli, e io di certo mi guardo bene dal farlo.

Non mi interessa seguire la moda e le tendenze, è la nostra Storia. La sua calzabilità dona i piaceri di sempre: scarpa sanissima, per materiali semplici, naturali e isolanti, pianta larga, protegge il piede, la si indossa in estate e in inverno. Da sempre. L’innovazione è consegnata alla mia capacità creativa e realizzativa. Al potente valore che dedico al concetto di “pezzo unico”, perché le mie scarpe dipinte lo sono, tutte, la destra dalla sinistra, il fronte dal retro, la suola decorata. All’energia che mi regala lo studio della personalizzazione. Alle creative che mi permettono di comunicare tematiche contemporanee, di vita, filosofiche, politiche piuttosto che decorative.

 

Ci può dire come è riuscita a far innamorare “vestire” i samurai Giapponesi con le nostre soque?

Non proprio i samurai… sarebbe bellissimo, ma chissà le taglie! La collaborazione e la collezione nata per un cliente giapponese che ne ha fatto regalo a figure importanti del panorama nipponico è capitata a Cogne, al Marché aux Puces dell’Hotel Bellevue. L’innamoramento diciamo che si è consolidato dopo il primo acquisto, che per il negozio era stato dipinto con tematiche alpine valdostane, dei tatà e delle bacche di sottobosco. L’ordine ha preso un respiro più ampio, impegnandomi in creative particolarissime, alcune delle quali sinceramente non avrei mai pensato né osato realizzare… numero 43, beige, con tema Alice nel paese delle meraviglie e il coniglio bianco. Per uomo. Mi ricordo di aver chiesto ben due volte al traduttore se avessi capito bene… scoprii poi che erano per il cliente stesso, che aveva prodotto per la Walt Disney la prima versione filmica del cartoon… uno shock! Poi lo tsunami, l’anno dopo, e l’onore di aver potuto contribuire con una piccola produzione al fund raising, grazie alla vendita di oggetti d’arte, in una mostra importante a Tokyo.

 

Visto il successo che le sue calzature stanno riscuotendo in Italia, ma anche all’estero, tanto da aver varcato i rigidi confini del Giappone, ritiene che sia questa una delle chiavi di lettura vincenti per riuscire a continuare a fare un artigianato legato alla tradizione, con possibilità di affermarsi anche al di fuori delle fiere o delle mostre di settore?

Io non ho ancora proposto il mio lavoro in fiere di settore, quindi non ho esperienza, e varcare i confini è l’esplorazione per cercare di rendere stabile una nicchia di mercato. Quello che percepisco nel mio muovermi più che posso fuori dalla Valle d’Aosta è che il globale spinge il locale, nel senso che le nostre piccole eccellenze hanno ascolto, proprio perché fuori dall’omologazione. Anzi, mi spiego meglio: oltre l’omologazione. Perché chi ci guarda cerca nel nostro terroir alpino una identità “speciale”, nei nostri prodotti un gusto tipico, diverso per differenza di approccio e di metodo, non per semplice eccentricità. Per usare le soque come esempio: il local è la storia della nostra scarpa, la sua forma, la sua naïveté, il global la sua interpretazione, che la porta ad essere calzata da un giapponese perché personalizzata, da una cliente milanese perché di moda nel decoro, da un’altra cliente perché “parla” di un tema contemporaneo. La meraviglia sta in quel mix suggestivo e innovativo che preme sullo sguardo del pubblico in un colpo d’occhio: storia e contemporaneità insieme. Quello stesso pubblico che in un boccone assapora il gusto antico del boudin, rinnovato in una spuma anziché in una fetta tagliata a coltello.

Sarà poi lui a scegliere: la soque antica è rigida e dura; la mia è colorata, creativa e confortevole per i materiali, perché nessuno oggi accetterebbe di comprare una scarpa, storica sì, ma troppo scomoda. Non è più tempo. Si sale sul Monte Bianco non più con le scale, ma con materiali leggerissimi e resistentissimi, senza più porci il problema del rispetto della tradizione: quella rimane nel voler scalare la Montagna, coi rischi di sempre, con l’energia di sempre. Tecnica e tecnologia saranno sempre suscettibili alla dinamica storica. L’artigianato made in Italy nel mondo è richiesto per l’alta qualità, per il gusto all’italiana, che altro non è se non lo specchio dell’enorme bagaglio culturale di cui siamo rappresentanti, stupefacente, ma anche struggente per come oggi è a rischio di estinzione.

 

Cosa consiglia a un giovane artista che intende legare il proprio lavoro alla tradizione artigiana della Valle d’Aosta?

Ho 5 consigli, ma è necessario che sia davvero giovane.

— Fai chiaro dentro di te cos’è la mentalità artigiana e quella artistica. Non confonderle perché sono due anime profondamente diverse. Guarda lo spot di “Poltrone e Sofà”: “artigiani della qualità”, ma lo dice a un capoprodotto immerso in un’azienda.

— Inglese, e forse dovrei dire cinese, e rumeno, e russo. Parlale più che puoi.

— Il mondo oltre la Valle d’Aosta è a disposizione, cercalo e vivilo come meglio credi, ma fanne esperienza. E sforzati di raccontare di te e della nostra terra, ti ascolteranno.

— Torna, che ci sarai mancato, ma non banalizzarci: studiaci con attenzione.

— Uniamo le forze, che noi abbiamo bisogno di voi, e miglioriamo, miglioriamoci.

L’artigianato sarà oggetto di cambiamento, ma non c’è vecchiume che tenga, e non c’è valore vero che non permanga.

Per qualsiasi informazione visitate il sito di Chicco Margaroli: www.chiccomargaroli.it

 

(intervista di Pier Maria Minuzzo)

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13 commenti a proposito di “Le soque d’autore di Chicco Margaroli

  1. consolata il scrive:

    semplicemente unici!!!! io ricamo e cercando di imparare dalle tradizioni a volte voglio variare, ma ciò che vedo applicato agli zoccoli è spettacolare…bravissimo, adesso mi piacerebbe realizzare delle pantofole di lana cotta, il mio papà aveva realizzato un paio per lui perchè da anziano aveva male ai piedi la sera …, cercando i siti delle calzature realizzate a mano ho trovato anche il tuo….bravissimo ancora.

  2. Francesca il scrive:

    semplicemente bellissime !Le ho viste ieri sera nella trasmissione Sereno variabile e me ne sono innamorata…. soprattutto perché si possono personalizzare .Costo ?
    GRAZIE

  3. denise il scrive:

    Sei fuori dal comune,te soques son treu julie.non ti conoscevo ti è voluto sereno.da piccola sono state le mie calzature quotidiane ma non erano opere d’arte. Ciao

  4. elisa il scrive:

    Dove si possono acquistare e quanto costano ?

  5. Cinzia Marina Cominotti il scrive:

    ammiro le scarpe e gli stivali
    e le opere tipo installazioni con arte e natura: ho visto dal vivo solo la terrazxa del Copapan a Cervinia
    mi piacerebbe un paio di scarpe o stivali
    come posso fare?
    grazie

  6. ilaria belletti il scrive:

    Bellissime le soques.dove è il negozio?

    • Enrico Romanzi il scrive:

      Buongiorno Ilaria,
      per qualsiasi informazione contatti direttamente Chicco Margaroli:

      CHICCO MARGAROLI
      http://www.chiccomargaroli.it/#cover
      Studio Via Antica Zecca 22 / Via Sant’Anselmo 31 – 11100 Aosta
      E-mail: chicco@chiccomargaroli.it
      Telefono +39 0165 31547 – Cellulare +39 328 66 80 500

  7. gabriella maestrini il scrive:

    sono bellissime e particolari. Avrei piacere di sapere il prezzo perché abitando nelle marche , per il momento mi e ‘ impossibile raggiungere AOSTA O MILANO .
    Saluti
    Gabriella MAESTRINI

    • Enrico Romanzi il scrive:

      Buongiorno Gabriella,
      per qualsiasi informazione contatti direttamente Chicco Margaroli:

      CHICCO MARGAROLI
      http://www.chiccomargaroli.it/#cover
      Studio Via Antica Zecca 22 / Via Sant’Anselmo 31 – 11100 Aosta
      E-mail: chicco@chiccomargaroli.it
      Telefono +39 0165 31547 – Cellulare +39 328 66 80 500

  8. Isabella il scrive:

    Ho p.iva ditta individuale desidero contatti con Sig.ra Chicco V/S n.tel errato .Grazie resto in attesa Isabella lago maggiore

    • Enrico Romanzi il scrive:

      Buongiorno Isabella,
      abbiamo verificato il link al sito di Chicco Margaroli indicato alla fine del nostro articolo (www.chiccomargaroli.it) e risulta corretto.
      Di seguito i contatti riportati dal sito.

      CHICCO MARGAROLI
      Studio Via Antica Zecca 22 / Via Sant’Anselmo 31 – 11100 Aosta
      E-mail: chicco@chiccomargaroli.it
      Telefono +39 0165 31547 – Cellulare +39 328 66 80 500

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