Il Rendiconto nivometeorologico


In un unico volume, tutto quello che c’è da sapere sull’ultimo inverno in Valle d’Aosta

Il Rendiconto nivometeorologico: che cos’è, chi lo fa, dove lo potete trovare

Ogni anno, noi tecnici dell’Ufficio neve e valanghe dell’Assetto idrogeologico dei bacini montani della Regione autonoma Valle d’Aosta e di Fondazione Montagna Sicura realizziamo il Rendiconto Nivometeorologico, che con l’inverno 2012-2013 giunge all’ottava edizione.

In questa pubblicazione analizziamo e presentiamo i dati più importanti della stagione invernale precedente, iniziando dalla descrizione dell’andamento meteorologico e dal confronto dei dati con le serie storiche, per presentare poi l’attività previsionale e le variazioni del grado di pericolo valanghe e finire con la descrizione approfondita dei principali eventi valanghivi spontanei osservati e degli incidenti da valanga registrati.

Tutti i volumi, anche quelli delle passate edizioni a partire dall’inverno 2005-2006, sono disponibili on-line (in formato pdf) sul sito della Regione autonoma Valle d’Aosta, o in formato cartaceo all’Ufficio neve e valanghe (località Amerique, 33 – Quart).

 

Un inverno di tutto rispetto

Nell’inverno 2012-2013, tra il 27 ottobre 2012 e il 31 maggio 2013, in Valle d’Aosta nevica un giorno su due, con 42 nevicate (di cui ben 12 nella città di Aosta) e 104 giorni con nevicate in atto a 2.000 m di quota.

Se guardiamo agli ultimi cinque inverni, per quanto riguarda l’alta valle (settore nord-occidentale), il 2012-2013 è la stagione più nevosa, mentre per la bassa valle (settore sud-orientale) è seconda solo allo storico 2008-2009. Rispetto alle serie storiche di riferimento, i valori di altezza totale di neve fresca e il numero di giorni con neve al suolo sono prossimi o superiori, rispettivamente anche di un metro e di un mese e mezzo.

Già in autunno, tra OTTOBRE E NOVEMBRE, arrivano le prime importanti nevicate: la più intensa, quella del 27-28 novembre, porta fino a un metro di neve a 2.000 m di quota in bassa valle (Valli del Rosa e Champorcher).

DICEMBRE è il mese più nevoso della stagione: lo caratterizzano venti nord-occidentali e nevicate abbondanti soprattutto in alta valle e sui rilievi di confine, dove, nel bollettino neve e valanghe, assegniamo il grado di pericolo 3-marcato per ben 30 giorni consecutivi. Raggiungiamo i valori più elevati della stagione per quanto riguarda la neve fresca cumulata mensilmente (160-260 cm a 2.000 m) e siamo spettatori di poche, ma spettacolari valanghe nubiformi (7-8 e 17-18 dicembre).
GENNAIO è invece il mese meno nevoso della stagione. Nella prima metà del mese assistiamo a una quasi assenza di precipitazioni, con momentaneo rialzo delle temperature e grado di pericolo prevalente su tutti i settori pari a 2-moderato.

Da metà gennaio, l’abbassamento delle temperature e una debole ripresa delle precipitazioni ci introduce alla prima decade di FEBBRAIO, quando, con l’intensa nevicata del 2 febbraio (50-100 cm), saliamo con il grado di pericolo a 4-forte. Registriamo numerose valanghe in alta valle e nelle Valli del Gran Paradiso.

Dopo questo inizio molto nevoso, il resto del mese non porta altre nevicate, e il grado di pericolo valanghe predominante è il 2-moderato. Febbraio è il mese più freddo della stagione: a 2.000 m (ore 8.00) i valori medi sono quasi sempre inferiori a -10°C, e il minimo assoluto lo registriamo a Rhêmes-Notre-Dame e a Valnontey (con -21°C il 10 febbraio).

Tra MARZO E APRILE, quando la primavera meteorologica dovrebbe gradualmente condurci verso la fine della stagione nivologica, inizia invece il periodo più nevoso e critico della stagione, con condizioni quasi costantemente invernali, almeno in montagna, fino all’inizio del mese di giugno.

Numerose nevicate, le più importanti della stagione e con neve fresca fino al fondovalle, innalzano il grado di pericolo a 4-forte in molte zone. Tra il 20 e il 21 aprile cadono 20-50 cm di neve fresca a 2.000 m e assistiamo a qualche ora di nevicata fitta anche ad Aosta, dove, appena due giorni prima, si era avuto un effimero anticipo di estate, con 30°C di massima! Infatti dal 15 aprile, per la prima volta da fine gennaio, le temperature superano gli zero gradi in tutte le fasce altitudinali (19 aprile: +25°C a Champorcher).

APRILE si aggiudica il primato del mese con più valanghe della stagione. Tra il 9 e il 16 aprile, in giornate con grado di pericolo in aumento da 3-marcato a 4-forte, cataloghiamo il 62% dell’attività valanghiva spontanea osservata nella stagione (in tutto 461 eventi): valanghe di medie e grandi dimensioni, staccatesi prevalentemente durante le ore centrali della giornata a causa del primo prolungato innalzamento delle temperature, e che raggiungono pericolosamente anche i fondovalle. Il 13 aprile registriamo purtroppo anche l’unico incidente mortale tra i dodici censiti ufficialmente durante la stagione.
Tra la fine di aprile e la prima decade di MAGGIO, e quindi fino alla cessazione dell’attività di previsione del pericolo valanghe e di emissione del bollettino neve e valanghe, il grado di pericolo rimane con continuità pari a 3-marcato. Continua un’intensa attività valanghiva spontanea causata da innalzamento delle temperature e copiose nevicate tardo primaverili. Tra il 29 aprile e il 1 maggio, in una fase molto perturbata, con piogge persistenti e limite neve al di sopra dei 2.500-2.800 m, nei settori di confine con il Piemonte si accumulano 100-150 cm di neve fresca.

Della seconda parte di maggio le basse temperature e le frequenti nevicate in media montagna ci lasciano l’impressione di un inverno interminabile, come testimoniano gli spettacolari muri di neve dei colli del Piccolo e Gran San Bernardo (la cui l’apertura avviene tardivamente) e che fanno il giro del web richiamando visitatori incuriositi fino a giugno inoltrato.

 

(autore: Elisabetta Ceaglio — Fondazione Montagna sicura / Ufficio neve e valanghe)

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