Lo spartito millenario della fiera di Sant’Orso

Evento dal 30/01/2014 al 31/01/2014
Gli artigiani che espongono alla fiera di Sant'Orso, oltre ad esprimere una parte di sé, raccontano la storia del territorioLa Fiera di Sant'Orso ad Aosta

Sarà capitato a molti di girare tra i banchi dei mille espositori della fiera di Sant’Orso e di udire di sfuggita qualche parola in patois, pronunciata quasi come un sospiro; un sussurro trattenuto accompagnato dalla complicità di sguardi veloci che ti fanno intuire che qualcosa di apparentemente incomprensibile aleggia tra le bancarelle della fiera, come una musica di sottofondo.

Coloro che anche per un solo attimo sono stati sfiorati da questo bisbiglio nascosto, avvicinandosi a un tavolo o a una vetrina non hanno più potuto fare a meno di cercare di capire cosa fosse quel qualcosa di misterioso che è trasmesso quasi in codice, attraverso un interminabile telefono senza fili che unisce il racconto di chi espone e la curiosità di chi compra.

In realtà, neppure gli espositori conoscono veramente per intero le note che compongono questa armonia, ma di certo tutti sanno interpretare o personalizzare almeno una parte di questo spartito, che altro non è che la colonna sonora millenaria di una fiera nata nella notte dei tempi e ora racconto contemporaneo della storia di un popolo, del suo territorio, della sua cultura, della sua tradizione e della sua arte.

 

La materia racconta

Ogni artigiano del legno o del ferro, ogni lavoratore del cuoio, della pietra o dell’argilla, ogni fine cesellatore di metalli preziosi, ogni sarto o tessitore della lana, della canapa o del lino, insomma ognuno dei mille espositori, nel creare i suoi pezzi da vendere o esporre, oltre a raccontare una parte di sé, descrive un popolo, un territorio, attraverso la scelta dei materiali e degli attrezzi e la ricerca storica dei soggetti da proporre.

Sono proprio questi racconti, che narrano la storia di ogni pezzo e svelano la vita e le intime emozioni di ogni artigiano, a comporre in singoli assoli quella colonna sonora di sottofondo che anima la fiera e che trova tra via Sant’Anselmo e via Porte pretoriane e nell’Atelier Arts et Métiers di Piazza Chanoux gli interpreti più virtuosi.

 

Infiniti percorsi di visita

Certo, scoprire o carpire tali segreti non è impresa facile. Superata però la riservatezza tipica delle genti di montagna, tutto diventa più semplice, e la visita tra i banchi diventa un vero e proprio viaggio nella valdostanità, nelle radici di un popolo. Ogni viaggio trova poi la sua espressione di festa e accoglienza nella veillà, la lunga notte bianca tra il 30 e il 31 gennaio; lungo le vie del centro storico, invisibili cantine si materializzano, aprendo le porte ai passanti per coinvolgerli in banchetti, canti e balli fino alle prime luci dell’alba, quando i manufatti tornano a popolare i banchetti della fiera.

Più che di un viaggio nella fiera, però, si dovrebbe parlare di infiniti viaggi. Il percorso di visita può partire dal prodotto trattato (sculture, giocattoli, attrezzi agricoli, arredi per la casa tessuti e lavorati a mano, sabot — i tipici zoccoli di legno —, pantofole, borse…) o dal materiale usato (legno, pietra, ferro battuto, vimini, lana, canapa), ma può anche diventare più complesso se, ad esempio, tiene conto del soggetto rappresentato, dell’epoca storica di riferimento, dell’eventuale uso del colore, dell’uso di attrezzi tradizionali o moderni.

 

Testo Pier Maria Minuzzo – Foto Enrico Romanzi


Google Calendar iCal

Unable to contact Google Maps API service.

Argomenti correlati:

Inserito in Artigianato, CULTURA, Eventi, Tradizione

Tags:

Puoi lasciare il tuo commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Calendario Eventi

mese prec Agosto 2019 mese succ caricamento...
D L M M G V S
       
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31