TOR DI VEUN: Giro del Vino… a “tappi” – 5ª puntata


Tor di Veun: un Giro del Vino alla scoperta dei vini valdostani dalla forte identità, delle cantine cooperative, dei vigneron e del loro mondo.giro del vino - cantine - valle d'aosta - la kiuva

Il quinto “tappo” del Tor: Arnad-Montjovet

La Valle d’Aosta annovera tra i suoi prodotti DOP quello che è ormai un simbolo dell’identità gastronomica regionale: il Vallée d’Aoste Lard d’Arnad DOP. Lardo che, con il “collega” toscano di Colonnata, è protagonista dei piatti della cucina dell’intero stivale e che qui è più di una religione tanto che nei detti popolari è famosa la citazione rivolta ai bambini “Te l’ame de pi lo pappa o la mamma? me dze l’amo lo lard” (Ami di più il papà o la mamma? io amo il lardo).

Ma ogni buona pietanza non può non avere l’accompagnamento ideale, il vino. Poco lontano dal borgo di Arnad ecco la Cooperativa La Kiuva e qui ci accoglie una donna, Thérèse Joly. Possiamo parlare finalmente con una rappresentante dell’universo femminile che lavora e svolge il suo lavoro con grande professionalità sia in cantina che in vigna.

Allora Thérèse, se Arnad = lardo… e il vino?

“Il lardo è molto importante per la nostra comunità, ma anche il vino ha da sempre avuto un degno spazio all’interno delle famiglie. In passato praticamente tutti avevano la vigna a “toppia” (la pergola), ora invece si è passati ai filari, più facili da seguire e più redditizi. Dal 1975, con la nascita della cooperativa, tutte le attività agricole ebbero un nuovo impulso e tra queste spiccò la viticoltura. Oggi la cooperativa La Kiuva, che territorialmente parte da Hône e sale sino a Montjovet, ha 40 soci (età media 50 anni). Nella cooperativa ci sono anche altre donne (una quindicina) che hanno un ruolo significativo sia in cooperativa che nei lavori della vigna”.

Ci puoi presentare i vostri vini?

“I vini della Kiuva sono 14: vini da tavola (Rouge du Mont, Blanc du Mont e Rosé Mariage), vini bianchi (Pinot Gris, Petite Arvine, Chardonnay e Muller Thurgau), vini rossi (Arnad Montjovet, Arnad Montjovet supérieur, Picotendro e Merlot), spumanti (Seigneurs de Vallaise e Traverse) e poi c’è La Perla, uno chardonnay da vendemmia tardiva. Senz’altro il vino protagonista della cantina è il Picotendro: un nebbiolo che qui in bassa valle chiamiamo in questo modo per identificare l’acino del vitigno locale che è, in patois (il dialetto franco-provenzale), “pichiot e tendro” (piccolo e tenero)“.

Qual è il vino ideale da abbinare al Vallée d’Aoste Lard d’Arnad DOP?

“Il Picotendro e l’Arnad-Montjovet Supérieur sono perfetti con il nostro Lardo e con i salumi tipici. Da provare anche in abbinamento ai formaggi valdostani. Ottimi con la toma di Gressoney”.

Tra le bottiglie della cantina spicca quella di Traverse (l’Extra Brut della cantina la Kiuva): una storia particolare e credo unica in Valle d’Aosta, ce la racconti?

“L’idea è partita dalla realizzazione di un metodo classico di uve nebbiolo: uve selezionate (solo le punte dei grappoli migliori) e lavorate con una rifermentazione in bottiglia (metodo classico) con tempi molto lunghi, almeno 40 mesi! Ed è così che è nato il Traverse. Il nome deriva dalle terrazze dove venivano tenute le vigne migliori di Arnad. La lunga lavorazione (quasi 4 anni) ci ha imposto di trovare uno spazio idoneo allo stoccaggio delle bottiglie ed ecco che, da una semplice chiacchierata, è scaturita la soluzione: l’utilizzo delle cantine dei privati con omogenee caratteristiche (assenza di luce, umidità e temperatura costante) avrebbero sopperito a tutto questo. Sono 6 le cantine e in ognuna di esse è esposta una opera d’arte di un artista valdostano. Su richiesta è possibile, oltre alla degustazione, visitare queste cantine che vengono aperte al pubblico anche in occasioni particolari come l’evento Cantine Aperte. Un modo originale per far conoscere il territorio e per rendere partecipe l’intera comunità”.

Un’ultima nota di colore

Mentre sposta cartoni di bottiglie, Cleto (il cantiniere) ci presenta con orgoglio la bottiglia di Müller-Thurgau: in etichetta la figura rappresentata è lui da bambino… quando si dice il destino!

(autore: Stefano Carletto)


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