In falesia su “La Gruviera”


Ad Arnad, nella bassa Valle d'Aosta, "La Gruviera" è una falesia ideale per arrampicare nelle belle giornate autunnali

In belle giornate d’autunno come questa, arrampicare su una falesia ben esposta al sole è davvero rilassante. E così decidiamo per La Gruviera, ad Arnad.

Quando ci troviamo ad Aosta sono le 10 del mattino e ci sono circa 5 °C (non è ancora sorto il sole), ma quando scendiamo dalla macchina al parcheggio della falesia sembra che la stagione sia cambiata durante la mezz’ora del nostro viaggio… si sta benissimo!

Un buon caffè all’osteria dell’Arcaden per svegliarci bene e poi ci rechiamo, sul breve sentiero in pietra attraverso i vigneti, alla base della parete. Oggi non c’è molto affollamento, mentre normalmente d’estate non si trova quasi un posto per posare lo zaino!

All’attacco della prima via…

Ci prepariamo, suddividendoci a coppie, e attacchiamo la prima via. Io parto su un bel 6a, di recente chiodatura… salgo chiacchierando e scherzando con Luciano, che mi assicura, sui primi facili metri, poi subito un movimento delicato di equilibrio mi suggerisce che non c’è poi molto da scherzare! Zitto e più concentrato arrivo in catena: 30 metri di via su ottima e tiepida roccia… cosa volere di più?

Assicuro poi il mio socio e… avanti così, tra una arrampicata e uno spuntino, arrivano le 2 di pomeriggio. Il sole sta quasi per sparire dietro le montagne di fronte… fra poco la temperatura cambierà rapidamente!

…e poi un’occhiata a “La dalle du roi”

Mi avevano parlato di una bella via sulla destra della struttura, chiamata “La dalle du Roi”, chiodata negli anni ’80 e valutata 6c+. Proviamo a darle un’occhiata…

Si tratta, come d’altronde dice il nome stesso, di una placca leggermente appoggiata e povera di appigli, dove occorre una certa abitudine nell’uso dei piedi. I primi metri non sono così difficili, si trova qualche tacchetta che permette di mettersi sempre in buon equilibrio, poi si arriva sul tratto chiave della salita: poche asperità per le mani e qualche svaso per i piedi…

Simon, che mi assicura, mi dà due dritte: mi sposto a sinistra in equilibrio precario… provo a sfruttare gli appoggi per i piedi stando il più aderente possibile alla roccia e spingo sulle gambe… ecco, forse riesco ad arrivare a una buona tacca per la mano sinistra… ancora qualche centimetro… Vumm, sono giù! Il piede scivola e mi trovo appeso alla corda! Niente di grave… ricominciamo… stessa sequenza di movimenti, ancora qualche centimetro… presa! Ho afferrato la tacchetta con la mano sinistra e ora velocemente alzo i piedi e mi metto in una posizione più rilassante. Da qui in catena non ci sono più grosse difficoltà, anche se l’arrampicata si mantiene molto bella e continua.

Dopo di me sale il mio socio, che recupera i rinvii. Il sole però ormai è sparito e la temperatura si è fatta piuttosto fresca. È ora di andare. Prepariamo gli zaini per rientrare a casa, ma prima di partire un bel panino all’Arcaden non ce lo toglie nessuno!


L’arrampicata è un’attività potenzialmente pericolosa, che richiede un’adeguata preparazione tecnica e fisica. Se avete dei dubbi vi consigliamo di farvi accompagnare da una Guida Alpina.

Testo di Alessandro Ceccon – www.mountainguidesaosta.com
Foto di Alessandro Ceccon e di Luciano Bonino


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