I camosci e la stagione degli amori

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Curiosità sugli Ungulati alpini: la stagione degli amori del Camoscio delle Alpi

Il trimestre novembre-gennaio coincide con il periodo degli amori di camosci e stambecchi, gli ungulati simbolo delle Alpi. Proviamo a curiosare nella vita intima dei camosci.

Il Camoscio (Rupicapra rupicapra) è un erbivoro dell’ambiente montano e sub-montano che gradisce tanto gli ambienti aperti quanto le zone boscate. Vive in gruppi sociali il cui nucleo fondamentale è costituito dalla femmina con il piccolo. Le femmine sono più socievoli e formano gruppi stabili più o meno numerosi — da 10 fino a 20 individui — mentre i maschi adulti, che raggiungono la piena maturità sessuale verso i 5 anni, vivono solitari o in piccoli gruppi instabili, e si uniscono alle femmine solo durante la stagione riproduttiva, diventando più aggressivi ed erranti che nel resto dell’anno.

Con l’autunno arriva la stagione degli amori

In autunno, con l’avvicinamento della stagione degli amori, viene meno la separazione tra i sessi. In questa stagione, per poche settimane, alcuni maschi maturi marcano e difendono attivamente un territorio di pochi ettari, cercando di trattenervi le femmine.

In tale periodo, che inizia nel mese di novembre e termina a metà dicembre, i maschi si lanciano in intensi inseguimenti, e proprio in questa stagione è possibile osservare le spettacolari rincorse tra maschi per la difesa del territorio.

Il corteggiamento

Durante il rituale di corteggiamento il maschio mostra un comportamento caratteristico del periodo degli amori: i maschi con il labbro superiore sollevato, la bocca semiaperta e la lingua allungata e in movimento, percepiscono i feromoni delle femmine e capiscono “chimicamente” se la femmina è disposta all’accoppiamento. I camosci, infatti, non comunicano soltanto con la vista e con l’udito: anche l’olfatto è molto importante.

Quando il maschio trova una femmina “disponibile”, per mantenerla imbrancata e soddisfare i suoi piaceri, avanza a testa bassa, picchiando verso terra una o entrambe le zampe anteriori ed emettendo un tipico suono, che emette solo nella stagione degli amori, detto anche “lo spernacchio”.

Le femmine allo stato selvatico, in genere, cominciano a riprodursi intorno ai 3 anni. Durante la stagione degli amori sono sessualmente disponibili per un periodo che dura 1-2 giorni, dopo di che non tollerano più il contatto fisico con il maschio. Se l’accoppiamento non avviene in questo lasso di tempo, la femmina sarà nuovamente disponibile dopo circa 3 settimane.

Il piccolo camoscio nascerà in primavera e dopo poche ore sarà già in grado di camminare.

Dove e quando osservare i camosci

Le Valli di Cogne e Valsavarenche, all’interno del Parco nazionale Gran Paradiso sono i luoghi ideali per osservare i camosci nel periodo autunnale, ma è possibile osservarli anche nel Parco naturale Mont Avic, in particolare nella Valle di Champorcher .

L’autunno è il periodo migliore per osservare il Camoscio perché in questo periodo si riveste del manto invernale che lo rende particolarmente “attraente” e con un po’ di fortuna è possibile assistere al corteggiamento e alle spettacolari sfide tra i maschi.

Se l’argomento vi ha incuriosito, vi consigliamo di leggere anche l’editoriale “La montagna dei camosci” di Stefano Unterthiner, fotografo naturalista e testimonial del progetto “Viva — Valle d’Aosta unica per natura”.

 


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