Torre dei Balivi di Aosta. Una riapertura in grande stile per… evadere in musica!

Evento dal 28/11/2013 al 01/12/2013
Da prigione a conservatorio: la Torre dei Balivi riapre le sue porte alla città. È l'evento culturale dell'autunno 2013

Se chiedessimo ai cittadini di Aosta o ai valdostani in generale quale sia la Torre dei Balivi, forse rischieremmo di ottenere in molti casi risposte vaghe e dubbiose; ma se chiediamo loro dove si trovavano le prigioni fino al 1984, allora risponderebbero tutti con certezza: in via Guido Rey, all’angolo con via Antica Zecca, più o meno dietro Sant’Orso!

Ebbene sì… quella è la Torre dei Balivi che, con i suoi 25 metri, è la più alta tra le torri storiche della città di Aosta; dalla sua sommità si gode di un’incredibile vista a 360º sulla Plaine e i suoi dintorni.

UN PO’ DI STORIA

Per l’esattezza ci troviamo in corrispondenza dell’angolo nord-orientale delle mura romane e la Torre stessa è effettivamente una torre romana poi rimaneggiata e sopraelevata nel XII secolo dalla nobile famiglia dei De Palatio: un’epoca in cui la dimora, meglio se una torre fortificata, doveva svettare per dimostrare la potenza e la ricchezza dei suoi proprietari. Un’epoca in cui abitare direttamente sulle mura costituiva un inequivocabile status symbol.

Venduta poi ai Savoia, divenne la sede dei Balivi, i rappresentanti in Valle del potere sabaudo, incaricati di amministrare la giustizia e riscuotere le tasse. La funzione di tribunale incluse ben presto anche quella di prigione, fino a che, nel 1600, i Balivi decisero di trasferirsi in un’altra sede per non stare più a così stretto contatto coi carcerati, che nel frattempo, essendo aumentati, necessitavano di più spazio oltre alle tremende segrete del sottosuolo.

Quegli spessi muri grigi, quelle sinistre finestrelle a grate plurime, quell’inquietante torrione d’angolo in pieno centro città sono stati una prigione per secoli… fino al 1984, appunto.

IL CANTIERE

L’iniziale abbandono; poi la svolta. 14 anni di lavoro tra progettazione e lavori per far rivivere un complesso monumentale di assoluto rilievo storico e rifunzionalizzarlo a nuova e prestigiosa sede dell’Istituto Musicale regionale. Non solo museo di sé stesso, quindi, ma molto di più: un luogo di cultura al servizio della città.

Un complesso cantiere pluridisciplinare dove si sono incontrate e scontrate diverse professionalità, ognuna con le sue esigenze, la sua metodologia, la sua tecnica. Architetti, urbanisti, restauratori, archeologi, storici dell’arte, strutturisti, impiantisti… e l’elenco potrebbe continuare.

Un cantiere che, nonostante le innegabili difficoltà, ha dato risultati importantissimi sotto diversi aspetti; in primis restituendo alla comunità un tassello della sua storia e del suo patrimonio.

L’EVENTO

Per tale ragione l’evento che ne vedrà l’apertura straordinaria da giovedì 28 novembre fino a domenica 1 dicembre è da segnare sul calendario e assolutamente da non perdere!

Difficilmente in passato si potevano immaginare i veri e propri “camei” racchiusi tra quelle mura: affreschi, camini monumentali, ariose ed eleganti finestre crociate, fino ai graffiti lasciati nel tempo dai tanti prigionieri: dai più ironici e caricaturali, fino a vere e proprie grida d’aiuto.

Per non parlare di almeno due importanti scoperte archeologiche: il rinvenimento di tracce di un quartiere abitativo precedente l’anfiteatro, cosa che ha consentito di rivedere la datazione di quest’ultimo; e le straordinarie fondazioni della Torre dove è stato individuato un blocco di pietra decorato da simboli legati alla fondazione della città (però non ancora visibile).

Quindi prendete nota: le visite guidate gratuite con accompagnamento musicale avranno luogo dalle 10 alle 17 di venerdì 29, sabato 30 e domenica 1° dicembre prenotando al 348-3976575 dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 17, il sabato e la domenica dalle 8 alle 13.

In più sabato 30 novembre, a partire dalle ore 18, l’Auditorium dei Balivi ospiterà una conferenza scientifica (anch’essa su prenotazione) dal titolo “La Torre dei Balivi: le tappe di un recupero multidisciplinare” in cui i diversi professionisti coinvolti nel cantiere esporranno i risultati dei loro interventi e delle loro ricerche. Tra i relatori anche il Prof. Giulio Magli, docente di Matematica e Archeoastronomia presso il Politecnico di Milano che, in seguito al ritrovamento della pietra con gli altorilievi, ha lavorato alla formulazione di un’ipotesi circa l’orientamento archeoastronomico di Augusta Praetoria.

E così, dalle antiche segrete… “uscimmo a riveder le stelle”!

 

(autore: Stella Bertarione)


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3 commenti a proposito di “Torre dei Balivi di Aosta. Una riapertura in grande stile per… evadere in musica!

    • Stella Bertarione il scrive:

      Buongiorno sig. Novani,
      guardi, noi ci occupiamo esclusivamente di promozione turistica del territorio e del patrimonio; tuttavia le indichiamo sia il numero di telefono (0165 – 43307) che l’indirizzo e-mail della segreteria dell’Istituto Musicale di Aosta: segreteria.didattica@imaosta.com suggerendole di rivolgersi a loro per la sua canzone.
      Augurandole una buona giornata, la salutiamo cordialmente.

  1. Pingback: Aosta. Una città figlia del solstizio d’inverno

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