Un magnifico autunno lungo il lago di Place Moulin


Una facile passeggiata lungo il Lago di Place Moulin diventa occasione per riscoprire i suggestivi colori autunnali

Nella Valpelline

Risalendo la Valpelline è tutto un susseguirsi di immagini che mi fanno pensare che quassù il tempo si sia quasi fermato. Dal finestrino dell’auto vedo sfilare mucche al pascolo, malghe e paesini arroccati su costoloni di roccia con l’immancabile chiesetta e campanile nel centro; il tutto incorniciato da alberi dorati che sia arrampicano fin dove possono sui ripidi pendii delle montagne che circondano la valle.

La nostra meta è raggiungere la maestosa diga di Bionaz, meglio nota come diga di Place Moulin e lo scopo di questa magnifica giornata tersa dal cielo azzurro come un cristallo, è quello di passeggiare lungo il lago e scattare qualche fotografia.

Lasciato alle spalle il comune di Valpelline – che dà il nome alla vallata – seguendo il corso del torrente Buthier si sale per raggiungere il paese di Bionaz a quota 1600 metri di altitudine, terzo comune della Valla d’Aosta per estensione areale.

Passato Bionaz – una manciata di casette, una chiesetta antica e un campanile sul quale cresce un bizzarro larice ora dorato – continuiamo ad arrampicarci lungo i tornanti per arrivare alla diga. Tornante dopo tornante, mucche al pascolo dopo chiesetta, ecco comparire la muraglia di cemento: spunta facendosi spazio attraverso la coltre dei boschi di larici e man mano che ci avviciniamo diventa sempre più imponente. Raggiungiamo il grande parcheggio a pochi metri dallo sbarramento artificiale, dov’è consentita la sosta di auto, motocicli e camper.

La diga di Place Moulin

Quella di Place Moulin è una delle maggiori dighe ad arco-gravità d’Europa e il più grande bacino d’acqua della Valle d’Aosta, con uno spessore alla base di 47 metri e di circa 7 metri alla sommità. Alta 155 metri e lunga 678, la diga è stata costruita in dieci anni di lavoro, dal 1955 al 1965, ed è stata progettata per sbarrare il corso del torrente Buthier, creando un lago artificiale che contiene mediamente 100 milioni di m3 d’acqua, utilizzati per la produzione elettrica.

Nella stagione autunnale, l’ufficio informazioni e il punto ristoro sono chiusi, ma un pannello esplicativo posto nel parcheggio potrà soddisfare le esigenze dei turisti curiosi di avere qualche dato sulla diga.

La passeggiata

La nostra passeggiata inizia seguendo il sentiero sterrato che conduce al rifugio Prarayer; il sentiero da seguire è il numero 9-10, il tempo di percorrenza per il rifugio è di circa 1 ora e 15 minuti e la lunghezza totale è di 4520 metri. Il sentiero sterrato che costeggia il perimetro del lago in destra orografica si sviluppa con un dislivello di 44 metri, per cui è adatto a tutti anche a chi cammina con bambini piccoli che utilizzano ancora il passeggino.

Il percorso si snoda tra punti panoramici di suggestiva bellezza, dai quali si ammirano le Petites e le Grandes Murailles con i loro ghiacciai stupendi che si specchiano nelle placide acque del lago, e lungo boschi di larici dagli affascinanti colori autunnali.

Il lungo lago artificiale ha dei colori variabili in base alla stagione: le acque che alimentano il bacino hanno prettamente origine glaciale, in questo periodo sono di un color turchese smagliante che contrasta in modo pressoché perfetto con i colori d’oro e di rame dei larici che lo contornano.

In alcuni punti, il sentiero è tagliato da corsi d’acqua che con qualche piccola cascata si tuffano nel lago. Questi corsi d’acqua che punteggiano il percorso faranno di certo felici i nostri amici a quattro zampe che ci accompagnano in questa gita!

Il sentiero continua fino ad arrivare su un attraversamento sopra le turbinose acque del torrente Buthier e poco dopo vi è una lieve discesa che porta ad una piccola chiesetta che volge lo sguardo alle acque del lago; l’unico tratto dove c’è una lieve salita è quello seguente, che conduce ad un ampio pianoro dove sorge un gruppo di case attorno al rifugio Prarayer (2002 m s.l.m.). Qui il lago di Place Moulin sembra farsi piccino, siamo arrivati alla punta dello specchio d’acqua.

Quassù gli unici rumori che si possono sentire sono i canti degli uccellini e lo scrosciare delle cascate, si respira solo aria pura e… il profumo della polenta del rifugio! Non resta quindi che rifocillarsi e godersi lo spettacolo delle cime che contornano la testata della Valpelline, e portarsi a casa tante fotografie, molti ricordi e quella sensazione di pace che si ritrova solo in montagna.

Testo e foto di Claudia Pezzetti

Bibliografia: “Week end tra mare e ghiacciai – Alla scoperta di Liguria e Valle d’Aosta” Ed. Il Capricorno, Luca Sartori


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