Le note zuccherine e aromatiche del Vin de Glace


Un'escursione al chiaro di luna per scoprire lo Chaudelune, il vino ghiacciato del Monte Biancovin de glace vendemmia tardiva chaudelune valle d'aosta

Ai piedi del Monte Bianco, tra i vigneti più alti d’Europa, i soci della Cave du Vin Blanc de Morgex et de La Salle si preparano alla vendemmia tardiva.

Ogni anno, nel mese di dicembre, li attende una settimana intensiva di raccolto per dar vita all’esclusivo Vin de Glace, lo Chaudelune (luna calda). Si chiama così proprio perché il Prié Blanc, vitigno autoctono della Valdigne, si raccoglie ghiacciato, al chiaro di luna, quando la temperatura scende sotto i -6°C.

Ed è così che i soci conferitori si armano di guanti e cappelli per mettersi all’opera. Non mancano le slitte (a dicembre il paesaggio è già incantevolmente innevato) per trasportare le ceste colme di grappoli ghiacciati in cantina. Qui si pressano gli acini ancora gelati — per ottenere una maggiore concentrazione degli aromi e degli zuccheri — e il mosto è poi vinificato in botti di legno.

Ciaspolata al chiaro di luna

Ti piacerebbe passeggiare tra i vigneti più alti d’Europa? Sirdar montagne et aventure organizza escursioni notturne nei vigneti. E dopo la “ciaspolata” non possono mancare la visita della cantina e la degustazione dello Chaudelune.

Lo chaudelune

Zuccherino e molto aromatico, lo Chaudelune ha un colore giallo dorato. Al naso note pungenti di origano, timo, menta si fondono nel finale con miele di rododendro e albicocca. Al palato nette sensazioni di albicocca si mescolano a fresche note di cedro e limone.

Raro e prezioso (la produzione è limitatissima e non sempre la vendemmia va a buon fine), il vin de glace è piacevole al palato, ma anche un prodotto genuino, perché qui l’amore per il terroir du Mont Blanc è molto forte, quindi si cerca di intervenire con i trattamenti il meno possibile.

Abbinamenti consigliati

Ottimo con il Bleu d’Aoste (l’erborinato per eccellenza della Valle d’Aosta) e con le tegole valdostane, lo Chaudelune è un eccellente vino da meditazione, da sorseggiare di fronte a un camino in un chalet valdostano circondato da tanti metri di neve.

Un po’ di storia

La vinificazione di uva ghiacciata non è una novità in Valle d’Aosta: un documento trovato all’interno del castello Châtelard di La Salle dimostra come questo procedimento sia nato nel 1816 quando l’uva, non ancora matura a fine novembre, fu lasciata sulle vigne. Dopo le gelate, fu vendemmiata e pressata ancora gelata. Da qui, per caso e per fortuna, nasce il vin de glace, un vino zuccherino e aromatico la cui lavorazione è stata tramandata nel tempo.

(Autore: Antonella Machet)

 


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