L’abete rosso, un ponte tra Terra e Cielo

VIVA

Continua, con uno degli alberi-simbolo di montagna più famosi, la nostra passeggiata tra i boschi della Valle d’AostaAbete rosso

Sì, sono io, il classico albero di Natale, da decorare con palline colorate (che in origine erano delle semplici mele). In realtà sono un vegetale dalle caratteristiche molto interessanti.

Lo sapevate che il più vecchio essere vivente su questo pianeta appartiene proprio alla mia specie? Ha ben 9.550 anni e vive tuttora in quella terra che voi chiamate Svezia. Non si sa bene come si sia salvato dai tagli periodici delle foreste, che fate da tempo immemore, per rifornirvi del mio legno (che veniva utilizzato anche per realizzare strumenti musicali: chitarre, violini e pianoforti). Quest’esemplare così longevo è stato scoperto solo nel 2004. Colui che l’ha trovato ha voluto chiamarlo, in onore del suo amato cane, con il nome con cui è conosciuto ormai in tutto il mondo: Old (Vecchio) Tjikko.

Sono sempre stato considerato un albero magico e sacro, simbolo di immortalità e rinnovamento, a causa delle mie foglie aghiformi sempreverdi, che non cadono a terra neanche nel pieno della stagione fredda. Non a caso in molte zone delle Alpi era diffusa la credenza che il Genio della Foresta abitasse il più antico abete della stessa, vegliando sul bestiame e portando prosperità alle fattorie.

Infine, l’altezza che posso raggiungere, circa 60 metri, come un palazzo di 20 piani, fece sì che in passato fui considerato, più di altri alberi, come un collegamento tra la terra e il cielo.

 

(Testo: Ronni Bessi – foto: Enrico Romanzi)

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